#vinciamonoimaancheno

Ammetto che mai come stavolta ho votato PD turandomi il naso. Solo venerdì pomeriggio ho trovato lo stratagemma psicologico per superare la mia più volte manifestata repulsione per Renzi e il suo codazzo. Non ve lo racconto, anche perché ne sono fiero fino a un certo punto. Ma, per quanto debole sia stato il mio meccanismo mentale, quel voto obtorto collo mi permette adesso di essere, per una volta, soddisfatto dei risultati.
Pensandoci stamattina, ancora un po’ assonnato, mi rendo conto che la soddisfazione (e il sollievo) del day after sono un sentimento molto grillino, molto destruens: hanno perso gli altri, quelli che io ritengo jatture terrificanti e pericolose per l’Italia (e per l’Europa).
Da oggi, prima di riturarmi il naso (perché ricapiterà, ah, se ricapiterà), accanto agli escamotage mentali di turno, cercherò di ricordarmi la soddisfazione di stamattina e, soprattutto, le orecchie  basse di qualcuno. Qualcuno che aveva davvero tanto bisogno di abbassarle, per il bene di tutti (anche il suo).

mrbean

In altre parole, anche davanti al miglior risultato possibile del “mio” partito (pun intended), alla fine non me ne frega molto dei numeri, mi frega soltanto di aver votato e poterci mettere il cappello sopra (alla faccia, brutta, di qualcuno) . Se avessero prevalso tutti i miei mal di pancia, non sarebbe stato possibile.

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