Oggi ne ho scoperta un’altra.
A Tirana passano due fiumi(ciattoli): il Lana e il Tirana. Quest’ultimo non l’ho mai visto, se non dai monti o dall’aereo, il primo, invece, è molto vicino alla zona dove vivo e dove lavoro.
Passando quindi nel “salotto buono” della città, il Sindaco Edi Rama ha pensato bene di riordinare le sue sponde e trasformarle in un mini-parco longitudinale… Fa un po’ canale di scolo, tipo Los Angeles River, ma comunque è verde e moderatamente monumentale.
Tuttavia, andando un po’ verso la periferia, proprio dentro una di queste sponde c’è una palazzina, vestigia delle costruzioni a picco sull’acqua, bruttarelle e sgarrupate, che c’erano prima del rinnovamento. Non me ne sono mai curato tanto, pensavo alla solita storia di “eredità indivisa”… Qualcuno dopotutto ci abita ancora perché ci sono le luci accese e i panni stesi alla finestra.
Oggi ci sono passato e, non sapendo che dire ho chiesto a chi era in pulmino con me, perché non avessero buttato giù pure quella casa, che, al di là di qualunque considerazione, rovina decisamente il colpo d’occhio.
“Ah, ma quella è la casa dei Ashmuret (o qualcosa di simile)”
“E quindi?”
“Uhm… come si dice in Italiano,… Insomma, quando io rubo la terra alla tua famiglia e tu ammazzi mio fratello e io ammazzo tuo padre, ecc. per secoli”
“La faida”
“Eh, la faida, sì…”
“Ce l’abbiamo anche noi, ma non è che risiede in un posto preciso.”
“Qui ci abitano delle persone che non possono uscire di casa perché se no li ammazzano, escono solo le donne e le bambine, perché quelle non le ammazzano… Vogliono ammazzare solo i maschi per far scomparire i cognomi...”
“Ma dai…”
“Eh si, è il Kanùn (Canone = legge del Taglione) non lo segue più nessuno, ma qualcuno ancora lo fa.”
Storiaccia, eh?
PS: mi sembra strana anche a me, ma giuro che mi è stata raccontata così, da una delle persone più attendibili che conosco.