Thinking of thinking

Il voto di protesta ha colpito ancora. Ha spazzato via destra, centrodestra e legaioli, ha lasciato in piedi il PD e ha dato a Parma il primo sindaco grillino della storia (in bocca al lupo a lui e, soprattutto, ai parmensi). Cosa penso di questa gente e di chi li vota, lo avevo già scritto dopo il primo turno e ne sono sempre più convinto, ma c’è un’ulteriore considerazione che mi preme fare.

In tutti questi anni, “nuovo” significava, fatalmente, “ignorante della cosa pubblica”, localista, naif e, in generale, impresentabile. Per distinguersi dai partiti e dal relativo magna magna bisognava essere improbabili (pornodive, macellai, Formentini, Berlusconi, ecc.). Il tempo che, come dicono i laziali, è galantuomo, ci ha mostrato che, a parità di impresentabilità, molti di essi non erano nemmeno nuovi. Tutti facevano ridere, ma i peggiori di questi, tipo i leghisti, facevano anche paura.

Se per avventura mi fossi trovato ad abitare in una città che aveva votato in massa un sindaco leghista, con tutto il portato di xenofobia, razzismo, tradizionalismo becero, ignoranza e volgarità, mi sarei trovato molto a disagio e mi sarei prodigato a fare magliette che affermavano che Tizio non era il mio sindaco.

Ebbene, questa repulsione verso i grillini non ce l’ho: ce l’ho forse per Grillo, ma i suoi epigoni non mi fanno paura, né schifo. Li guardo con un misto di tenerezza e di curiosità: mi sembrano brave persone che ci credono, sanno bene quali cose NON devono fare ed hanno invece le idee molto più confuse su quello che devono fare… Se avessi un sindaco grillino non sarei troppo tranquillo, ma lo guarderei con simpatia (vabbè che dopo quattro anni con Alemanno, uno guarda con simpatia pure Pol Pot).

Ma non è che finisce tutto qui. Per diventare sindaco devi essere votato e dal mio personalissimo punto di osservazione l’elettorato grillino è uno spettacolo desolante. Non è che l’elettorato leghista o forzitaliota se, per la prima volta in vita sua, decide di votare un candidato presentabile improvvisamente si riabilita (*). Tu puoi anche avere il programma più bello del mondo, ma, se ti vota gente che va in deficit di concentrazione leggendo gli ingredienti dello yogurt, come fai a dire che ti votano per il programma?

Ti votano per protesta (spesso, in fin dei conti, verso loro stessi). Ti votano perché sei il nuovo “nuovo”. Ti votano perché pensano che sei il prossimo fustigatore dei costumi (altrui), come lo erano stati ai loro occhi Bossi e Berlusconi. Fino a che essere grillini significava scaricarsi e vedersi gli spettacoli di Grillo in Divx e frequentare il suo blog, si poteva ancora pensare ad una élite illuminata – e forse i suoi candidati ne sono ancora l’espressione, sia pure un po’ ingenua – ma quando raggiungi il dieci percento o più e la sinistra “tiene”, vuol dire che hai imbarcato un elettorato reazionario da cui io mi terrei molto alla larga.

Non si può giudicare fenomeni così vasti dal proprio particulare, ma i miei (pochissimi) conoscenti infoiati per il Movimento 5 stelle erano – già da prima – persone che giudicavo “pagnottisti”: facili allo sdegno, al mugugno e appartenenti alla categoria (fondamentale) di quelli che “pensano di pensare”, quelli in grado di dirti banalità raccapriccianti con il tono di chi ha capito tutto, nonostante il mondo crudele e complottardo faccia di tutto per impedirglielo.

E comunque, antropologia a parte, lo stato non è un condominio, la politica non è amministrazione e non rubare è una condizione (forse) necessaria, ma (certo) non sufficiente, per far bene.

PS: il fatto che il PD abbia “tenuto” dimostra, pur con tutte le critiche che gli si possono muovere, che gli elettori non sono tutti uguali: magra consolazione, forse inutile ai fini della rivoluzione, ma pur sempre una consolazione e una conferma di quello che ho sempre pensato.

(*) Non posso cancellare dal mio mondo chi anche una sola volta ha votato dellà e credo di avere intorno diverse persone che a vario titolo l’hanno fatto, ma nessuna di esse ha una coscienza politica particolarmente ingombrante con cui fare i conti, quindi sopportare mi viene facile… Quelli che proprio non riesco a reggere sono quelli che lo hanno fatto e, senza un minimo di autocritica, sono saltati sul nuovo carro che gli è passato davanti e magari ti presentano questo comportamento come una “scelta di campo” per il bene dell’Italia. Pagnottisti, appunto.

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