Scienza e democrazia (cristiana)

La vicenda della condanna a sei anni degli scienziati della Commissione Grandi Rischi è a suo modo abnorme – basta guardare che ne pensano all’estero – e serve comunque a poco specificare, pedanti, che l’accusa non era quella “di non aver previsto il terremoto”, ma – semplifico – di essere stati troppo rassicuranti nelle comunicazioni.

Per chi vuole saperne di più sulla vicenda, c’è un riassunto dettagliato qui e un commento, desolato quanto interessante, qui, che condivido parola per parola, anche dove dice read more

Meta-post

In questi giorni ho molte idee, ma poca voglia e poco tempo di scrivere. Mi metto lì, le poche volte che posso, e, pur scrivendo qualcosa, non riesco ad essere produttivo come vorrei: un post di mezza pagina che ti porta via più di venti minuti è qualcosa che non vale la pena di pubblicare… L’italiano sarà faticoso, i titoli saranno inadatti o buttati là (io sono molto orgoglioso dei titoli dei miei post), le eventuali immagini saranno cercate con poca cura… E quindi questi aborti restano in bozze, come memento del fatto che la bulimia di scrittura è un male, come promemoria per tempi migliori. Mi dovreste ringraziare. read more

Outing

Ci sono delle cose che sono parte di te. Altre che nel tempo lo diventano. Il mio nickname è una di queste.

Io ho cominciato a girare su internet nel 96 e ad interagirci poco dopo: prima con l’email, poi con i newsgroup (ve li ricordate?), poi con Napster e i suoi epigoni, poi con i forum, fino agli ultimi anni in cui sono esplosi il web 2.0 e i social network. E quindi il blog (nel 2008), poi Anobii, poi Twitter e tanti altri”minori”.

Chi ha cominciato direttamente con Facebook senza passare da altri servizi (e quindi è “entrato” nel sistema già col proprio nome) o, più spesso, ha interagito con quei servizi in maniera più utilitaristica di me (e quindi non è arrivato a dare una “personalità” al nick che usava), probabilmente non si è mai posto il problema di cui sto per discutere, ma vi assicuro che per me è (stato) un passaggio davvero delicato. read more

Ground rules

Sul sito del Guardian i cabli di Wikileaks sono accessibili in modo ordinato e logico, molto più che su Wikileaks stesso. Ma in fondo loro hanno tirato il sasso, ora il lavoro sporco è giusto che lo facciano altri.

Giracchiando fra i cabli, mi fa piacere notare, argomenti e stile a parte, di cui abbiamo già detto, che c’è gente al  mondo che lavora “solo” osservando, analizzando, interpretando e scrivendo. E, forse ancora più bello, è il fatto che (si presume che) dall’altra parte ci sia qualcuno che legga quanto viene scritto. read more

Meta-tema (o tema sul tema)

Tramontaccio Hopper

Forse non si direbbe, ma odiavo scrivere.
Brutta grafia, poche idee e soprattutto poca voglia. Fin dalle elementari, non andavo mai oltre una stentata colonna e mezza, quando i miei compagni di classe (le mie compagne, in verità) ne facevano sistematicamente ben più di quattro, sconfinando -addirittura- sul secondo foglio protocollo. Vabbè, mi consolavo dicendo che scrivevo piccolo e stretto, ma non ingannavo nessuno (me per primo) e i punti-a-capo, messi lì solo per rubare delle mezzerighe, erano lì a dimostrarlo.
Pensierini, temini, temi in classe erano sempre visti come un incubo (“E mo’ che ‘cce scrivo?“) e il (raro, per fortuna) tema a casa era visto come un’amara ingiustizia, una pugnalata a freddo, oltre che come la tumulazione di un pomeriggio.
Generazioni di prof, ciononostante, hanno mantenuto, against all odds, una certa fiducia nelle mie capacità di prosatore e sono stati rari i casi in cui mi hanno messo meno di sei… Un sei stentato, forse, ma costante, che non mi ha mai creato problemi a fine anno. Dopotutto, non facevo errori di ortografia, le parole le mettevo bene in fila e poi, almeno per gli standard della scuola pubblica, con la punteggiatura gliel’ammollavo. read more