Discorso sul metodo

L’immortale scena del Marchese del Grillo è spesso evocata quando si parla di persone presuntuose e superbe. (Apro subito parentesi: il superbo se la tira, ma ha oggettivamente i numeri per farlo, il presuntuoso se la tira pure lui e soltanto “presume” di averli: c’è quindi una certa differenza fra i due, ma sorvoliamo). E’ un fatto che sia i presuntuosi, a ragione, sia i superbi, con meno ragione, sono mal sopportati dai più e oggetto di dileggio indiscriminato da quando la mediocrità è al potere. read more

A Mario, stacce. Stamoce tutti.

Profetico, a meno di una vocale
Profetico, a meno di una vocale

A me da che mondo è mondo, i Mondiali di calcio cominciano ad interessare dalla fase ad eliminazione diretta, cosa che di per sé non va molto d’accordo con il tifare per l’Italia. Non che tifi contro, cosa che pure ho fatto in passato, ma vedere una Roma deserta (turisti a parte) per una partita col Costarica è qualcosa su cui varrebbe la pena interrogarsi. Tanto più se poi quella partita la si perde pure.

Tutte le (poche) volte che ho visto giocare l’Italia, cosa che mi è particolarmente invisa a causa della ormai proverbiale cialtroneria con cui la RAI gestisce tali eventi, ho visto una squadra lenta, triste, spaesata e infarcita di gente che non sapresti nemmeno bene indicare con che squadra giochino (tipo Darmian, tipo Thiago Motta). Molto, certo, è ignoranza mia, ma mi sembra evidente che i fenomeni siano altri e altrove, perché quelli almeno li conosco. Probabilmente se non ci fossero certe telecronache e certi cronisti ce ne renderemmo conto con più facilità. L’impressione è che, avendo vinto gli ultimi due mondiali (1982 e 2006) con partenze sciatte e un certo pressappochismo in termini di gioco, ogni volta che c’è un mondiale, si parta di retorica “a prescindere”, scommettendo su una successione di botte di culo fino a che la squadra “non ingrana”. read more

La sveglia al collo (a.k.a. I had a dream)

Qui nell’esilio balcanico (sempre più esilio), sto facendo una cosa che non avevo mai fatto. Sto guardando CSI (Las Vegas, per ora). Mi scarico le puntate e me le guardo la sera, quando non ho di meglio da fare (spesso) a botte di due-tre per volta. E’ abbastanza ripetitivo (e perciò rassicurante) e, nonostante lo sforzo degli sceneggiatori, una volta viste tre puntate, praticamente le hai viste tutte e riesci quasi a prevenire le mosse dei protagonisti. Qualche puntata effettivamente spicca per originalità, qualcuna è ai limiti della psichedelia, qualcuna è pura fuffa riempitiva, ma alla fine, la puntata quadratica media, riesce a mantenersi comodamente sopra la sufficienza. Forse anche per merito della questione dell’esilio. read more