Montanelli ci farà una pippa

Le prossime elezioni si stanno avvicinando a tappe forzate, pare. (Se qualcuno considera un’ipotesi fattibile governare con Berlusconi, può saltare direttamente all’ultima riga di questo post; io non ci voglio nemmeno pensare).

Con la incognita formale di eventuali primarie del Centrosinistra intermedie, ci troveremo a scegliere fra Grillo ed epigoni, Berlusconi (seriamente) e Renzi.

L’incognita è solo “formale” Perché Renzi, se si votasse oggi e di fretta, vincerebbe a furor di popolo queste primarie improvvisate. Nulla, secondo me, potrebbero i candidati più identitari, ammesso che  si candidino (tra l’altro). Tra l’altro, è proprio l’improvvisazione di questa eventuale tornata di primarie la vera forza di Renzi, per la combinazione di due motivi, tutt’altro che in contraddizione fra loro. read more

Rulez

Una cosetta al volo su tutte queste chiacchiere che si stanno facendo in giro sulle regole per il secondo turno delle primarie.

Disclaimer: Il mio endorsement a Bersani lo avrete letto e quindi saprete pure che Renzi non mi piace, né com’è, né come pensa. Ma non è tanto questo il punto. Leggete , leggete.

Non è che “le regole devono rimanere così come sono state decise, così vinciamo noi”. Non ritengo, insomma, che, in un paese in cui c’è stato Berlusconi e ci sarà Grillo, ci sono iatture peggiori di una eventuale vittoria di Matteo Renzi… read more

Keep calm & vote Bersani

Edward Hopper – Gas (1940)

Come da titolo del post, già so chi voterò alle primarie del PD (o del Centrosinistra). E, sempre come da titolo del post, la decisione non mi ha tolto il sonno nemmeno per una frazione di secondo.

Bersani non è solamente il meno peggio dei tre (i rimanenti enne mi scuseranno: è che vado un po’ di corsa e non ho letto i loro programmi per conquista della galassia), ma a me sta un sacco simpatico da sempre. Mi sembra l’unico dei tre con cui potrei andarmi a bere una cosa al bar (per inciso, di questa dimensione mangereccia delle scelte politiche ne avevamo già parlato qui). Magari sarà un baretto di provincia dimesso e poco fighetto, magari la cosa sarà un po’ calda e di poca soddisfazione, ma almeno due risate te ce le fai. read more

Un po’ di cose di politica buttate là

Non c’è niente da fare, da quando non ci sta più lui la politica ha perso quegli aspetti da documentario, quelle cose che – pecorecce o meno – si avvicinavano di più alla vocazione antropologica di questo blog. I pensieri che mi vengono in testa in questo periodo, di solito la mattina mentre mi faccio i miei kettlebell davanti a Omnibus su La7, sono flash momentanei e ben poco articolati… Praticamente  dei tweet. Ve ne metto un po’ alla rinfusa.

La rendita su cui è campato Di Pietro in questi quindici anni, che già era poca all’inizio, adesso si è proprio esaurita. Lui è ogni giorno più impresentabile, sorpassato dagli eventi come il Fatto Quotidiano e circondato da personaggi bidimensionali al limite della macchietta: ci sono macchiette-che-sbagliano, tipo Razzi e Scilipoti, e macchiette-che-non-sbagliano, tipo quelli che vanno a Omnibus. Ma soprattutto si trova a capo di un partito-bocciofila con più bandiere che iscritti e che è ormai assolutamente inadeguato a cavalcare l’indignazione becera, su cui Grillo, la FIOM, i filo-NoTAV, ognuno a suo modo, riescono a  stare più molto sul pezzo di questa banda di attempati signori. read more

Kalokagathia

in un paese democratico e normale, in cui la coscienza civile e politica dei cittadini sia soddisfacente ma anche “normale”, con i limiti e le incompetenze medie, con le suggestioni umane ed emotive che abbiamo tutti, anche quelli di noi che pensano di agire sempre razionalmente, insomma in un paese così, le preferenze bloccate e affidate ai partiti sarebbero un’opportunità eccellente e proficua per costruire una classe dirigente all’altezza: uno strumento di compromesso che mette d’accordo i principi democratici e la libertà di scelta di tutti con l’idea che scelte importanti siano da affidare o far filtrare da persone competenti. read more

Prima delle primarie

Due parole sulle primarie, perché nei dibattiti post-elettorali quello che viene rinfacciato al PD da una destra perdente e annaspante è che “i loro candidati hanno perso le primarie“. A parte che le hanno pure vinte (in diversi luoghi tutt’altro che marginali), l’argomento è oggettivamente una cazzata.

Le primarie servono a scegliere il candidato migliore, non a rafforzare o indebolire un partito. Le primarie di per sé sono già una dimostrazione di forza del partito che le organizza oltre che una lezione di democrazia per tutti gli altri. read more