On driving (o del guidare)

Come forse  è facile intuire da altri post, io, oltre alla moto, non possiedo altri mezzi di trasporto. In altre parole, non ho una macchina. Non vivo questo come un limite, ma come un privilegio di cui il mio stile di vita mi permette di godere. Le mie esigenze di mobilità sono ampiamente coperte dalle due ruote, grazie al clima della città in cui vivo, alla “stabilità” (nel senso di “fissità dell’indirizzo”) del mio posto di lavoro, alle distanze da coprire e, soprattutto, al traffico che ti fa passare la voglia di guidare un qualsiasi mezzo un filo meno agile. read more

Misguided perfection

Oggi ero fermo per un turno completo di semaforo a Piazza Gondar. Ero in pole position e faceva caldo; per non squagliare inutilmente la moto e il pianeta, ho spento il motore. In quel momento esatto, nel casco è partita questa canzone. Da lì in poi, per un minuto buono sono stato fermo ad ascoltare, rapito dalla musica, cullato dal torpore mattutino e ipnotizzato dal traffico estivo. Poi come è giusto è arrivato il verde, ho riacceso e sono partito verso una giornata qualunque.

I momenti perfetti è inutile cercarli, càpitano da soli… Basta farci caso. read more

E lèvate dar cazzo…

Oggi Metilparaben dedica la sua attenzione ai pedoni e alla iattura che molti di loro sanno essere per chi va in giro in macchina o, come me e lui, in moto. Ovviamente, tutti siamo “pedoni di qualcun altro” in qualche specifico momento della vita, quindi, diversamente da quanto accade con i ciclisti, è probabile che anch’io ricada di quando in quando in una delle categorie da lui elencate…

Il suo post mi dà però l’occasione di descrivere un’ulteriore categoria da lui ingiustamente trascurata e di cui avevo già intenzione di parlarvi. E’ una versione modificata del suo Pedone diffidente, quello che read more

Riflessioni autostradali

But your thoughts will soon be wandering
The way they always do
When you’re ridin’ six(teen) hours
And there’s nothin’ much to do
And you don’t feel much like riding
You just wish the trip was through

Ieri, per motivi che non sto a dirvi, mi sono fatto fra andata e ritorno 6 ore di trasferimento autostradale. In moto, ovviamente. Non è certamente il periodo dell’anno più adatto per queste operazioni, ma volevo farlo e l’ho fatto.

Il clima è stato clemente, nel senso che ha piovuto pochissimo, molto meno di quanto avrebbe potuto, ma per il resto freddo, umido e poco altro. E’ stato però anche il battesimo del fuoco della nuova moto sulle lunghe distanze e la prova su strada di alcuni accorgimenti sull’abbigliamento tecnico… Entrambe le cose, insieme allo scopo principale del viaggio, hanno funzionato: sedere tutt’altro che dolorante ed equilibrio termico raggiunto rapidamente e mantenuto in bellezza. read more

Di ritorno

Sono stato una settimana in giro per l’Europa per motivi di lavoro. A parte il gusto di andare in esilio preventivo, visto che le urne erano ancora chiuse, sono tornato più depresso di quando sono partito e i post sottostanti dicono una parte della storia.

Pur avendo portato la macchina fotografica, non ho fatto molte fotografie. Come sempre. Sia il ricordarmi di prendere la macchina quando esco, sia il fermarmi a scattare una foto, sono azioni  per le quali mi mancano i cablaggi nel cervello. read more