Il risveglio della società civile

Abbastanza fastidiosi, fra l'altro, quei puntini di sospensione acdc

(via Wittgenstein)

Per chi non sapesse di cosa si sta parlando, un ripassino qui.

Piccola storia ignobile

Qualche giorno fa un bambino di dodici anni è morto investito con la sua bicicletta da un tram in via Solari a Milano. Non so dove sia di preciso, né mi interessa, però, qui c’è una bella foto per capire la dinamica dell’accaduto. Macchine in divieto e quasi di impossibilità di non invadere le rotaie del tram. Bum, facile… A dodici anni poi…

Ovviamente, visto che siamo a Milano mica a Montegrano, la Via ha un comitato di commercianti/residenti/bazzicanti che ora gridano alla “morte annunciata” e alla sede tramviaria non protetta… Naturalmente sono gli stessi che parcheggiano e si lamentano quando – quasi mai, pare – i vigili fanno loro la multa. Anzi, pare dall’intervista alla Presidente (in fondo al post) che lo scopo principale dell’esistenza comitato sia proprio quello… read more

Cialtroni e taxi

Come sapete, questo blog ha una lunga storia di guerriglia contro i tassisti, contro i loro comportamenti privati (di alcuni) e quelli sociali (di categoria) e si è ripromesso da tempo che su certe cose nulla dovrà passare sotto silenzio.

La campagna elettorale della presunta remuntada di Nonna Letizia (quella di Twitter) sta facendo appello alle pulsioni più infime, agli interessi di bottega più squallidi, alle fasce sociali più borderline e agli ambienti culturali (si fa per dire) più retrivi. read more

Cialtroni e popcorn

Davvero non si sa da che parte guardare. Il centrodestra in crisi sta sparando delle tante idiozie nell’unità di tempo che non gli si riesce più nemmeno a stare dietro.

Stamattina ad Agorà, per dire, c’era un tale Iezzi, leghista, che difendeva a canini scoperti la trovata di portare a Milano due ministeri. A nulla valeva che Rondolino gli dicesse (Rondolino, eh, mica Che Guevara) che la Lega una volta voleva distruggerli i ministeri altro che portarseli in casa. E ‘sto Iezzi che diceva che i Ministeri sono 3500 posti di lavoro ciascuno e che era per quello che erano un bene per Milano. La Melandri e Cacciari non sapevano se ridere o piangere e gli dicevano che in realtà i posti di lavoro non erano “creati”, ma “trasferiti” da Roma a Milano e che per dare lavoro ai milanesi (che, per inciso, tra tante categorie di italiani mi sembrano i meno bisognosi da questo punto di vista) si sarebbero dovuti licenziare altrettanti lavoratori già esistenti. E lui, con la bava alla bocca, nel pallone più completo che diceva: “Certo… Licenziamoli!” E proseguiva vagheggiando, con associazioni mentali da sussidiario di terza, “il Ministero dell’Economia a Milano? E dei Beni Culturali a Firenze? E del Turismo a Napoli?“. read more