Due parole sulla privacy e sul registro delle opposizioni

Tra le varie e disparate cose che mi capita di fare al lavoro, c’è anche quella di essere al centro, insieme a qualche collega, di tutte le discussioni, le analisi e le decisioni che riguardano il tema della Privacy. Di questo tema, sempre caldo (ma mai bollente, fateci caso), si sente parlare continuamente e spesso a sproposito. Tutti si appellano alla privacy (propria) alla prima occasione, ma tutte le volte che se ne sente parlare in televisione si parla sempre di casi eclatanti, di abusi esagerati, di situazioni in cui si potrebbero configurare ben altri reati. La privacy nella vita di tutti i giorni, nella vita delle persone comuni rimane qualcosa di indistinto e pertanto abusabile e abusato, sia dai colpevoli che dalle vittime. read more

Classe dirigente

(Via Mantellini)

Altri titoli possibili:

  • Imparare a leggere rende liberi
  • Il gobbo della Pisana
  • Aridatece le Frattocchie!!!

In fabula

Tuttavia il tempo reale spegne il proprio valore informativo nell’arco del poco tempo che sostituisce una notizia con un’altra, mentre una simile prevalenza cronologica delle notizie resta poi cristallizzata nei risultati dei motori. E questo dal mio punto di vista riduce la capacità dell’algoritmo di Google di restituire senso compiuto e ragionato alle ricerche. Se escludiamo le voci di Wikipedia, che da sempre emergono nelle ricerche con nettezza, Google sembra sempre meno in grado di gestire la biblioteca del sapere partendo da una visione d’insieme. Per fare un esempio di quanto vi sto dicendo provate a cercare Mike Bongiorno su Google e osservate i primi 100 risultati. Nella stragrande maggioranza dei casi riguardano o il recente furto della salma o notizie riferite ai giorni della sua morte (nel 2009). Nelle prime cento pagine rilevanti su Mike Bongiorno “la fenomenologia di Mike Bongiorno” di Umberto Eco, il primo dei tanti risultati interessanti che mi vengono in mente sul presentatore italo americano, semplicemente non esiste. La presunzione di notorietà che Google applica ai suoi risultati su un personaggio pubblico è un ottimo esempio di come sia complicato essere contemporaneamente cronista e memoria storica delle informazioni contenute in rete. Personalmente preferirei i motori si occupassero con efficacia della seconda, speriamo che qualcuno prima o poi ci pensi. read more

Chiacchiere da bar

Sul blog di Mantellini, c’è il rilancio di questo cartello visto e fotografato sulla porta di un bar di Roma.

Sia da Mantellini, sia sul blog da cui rilancia, cartellismi a parte, la parte interessante sono i commenti.

Un primo filone di dibattito si incaglia inevitabilmente (?) sulla linea dell’unica vera ideologia rimasta. Praticamente, una serie di buontemponi afferma (scherzosamente? Con certa gente non si sa mai…) che il cartello non li riguarda perché loro hanno un Mac e “un PC non lo toccherebbero nemmeno con un bastone“. Altri, sempre Mac-centrici, dicono che hanno “un tablet o un I-phone” e quindi anche lì non è roba per loro. Questa divagazione negli abissi dell’i-antropologia viene segata, alla grande, da questo commento, tanto vero quanto lapidario. Bravo/a. read more