Letture per ragazzi

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So bene che dovrei averne ben altre, ma tra le preoccupazioni della paternità ce n’è una di cui mi va un  po’ di parlare qui: mi piacerebbe che mia figlia leggesse tanto e possibilmente più di quello che leggo io. Per ora non riesce a dirigere la sua pur biblica avidità oltre il biberon e le famigerate apine della Chicco, ma alle cose importanti è bene pensarci per tempo.

E’ naturale che non si tratta di imporre nulla a nessuno – Il Profeta di Gibran l’abbiamo letto tutti, pure troppo e purtroppo – e quindi lungi da me ammollare i mattoni che mi leggo io a mia figlia, come provo a fare con Daniela (poveraccia). Però, una lettrice avida e di buone letture per casa mi farebbe molto piacere (oltre che molto comodo) e mi renderebbe ulteriormente orgoglioso. read more

Risorse (in)finite

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Di solito, messo davanti ad un lista di libri potenzialmente da leggere, la ho sempre divisa in due categorie: le cose da leggere e da ottenere in qualche modo e le cose che è inutile propormi perché non le leggerò mai (le scrittrici donne, per esempio).

Questo è un periodo particolare – per l’arrivo di Gemma, certo, ma anche per altre cose – e mi sento particolarmente piccolo e malinconico. Rifletto sulla vita, su me stesso, sulla situazione in cui mi trovo e da cui vorrei uscire in qualche modo e mi vengono strani pensieri. Di base, sto invecchiando e questo rema contro la già di per sé velleitaria voglia di palingenesi. read more

Scienza e democrazia (cristiana)

La vicenda della condanna a sei anni degli scienziati della Commissione Grandi Rischi è a suo modo abnorme – basta guardare che ne pensano all’estero – e serve comunque a poco specificare, pedanti, che l’accusa non era quella “di non aver previsto il terremoto”, ma – semplifico – di essere stati troppo rassicuranti nelle comunicazioni.

Per chi vuole saperne di più sulla vicenda, c’è un riassunto dettagliato qui e un commento, desolato quanto interessante, qui, che condivido parola per parola, anche dove dice read more

Il lettore giocoliere

Sia sabato scorso a pranzo con Jedan, sia domenica davanti a un bell’aperitivo al bar dell’Auditorium con L., mi è capitato di raccontare il modo in cui affronto la lettura in questo periodo.

Poi oggi, B. posta questa cosa su Facebook

e ho deciso che l’idea è matura ed è il caso di scriverne anche qui (tra l’altro oggi ne parla anche Mantellini).

Io sono sempre stato fin dall’adolescenza uno sdraiatore di libri. Ne prendevo in mano uno e, laddove non fosse insostenibilmente pesante, non lo poggiavo prima di averlo finito. Consapevole dei miei diritti di lettore sanciti da Pennac (*), non è che mi formalizzassi più di tanto a lasciarne qualcuno a metà. Però noncapitava molto spesso: sceglievo il libro con cura e tendenzialmente lo finivo senza troppi problemi. Era il tempo dei romanzi, dei libri “di genere”, degli autori scoperti, amati e letti in serie. read more

Breaking news

Da oggi, con appena quattro anni di ritardo sul resto del mondo, è attivo il Kindle Store italiano… Nel senso che si possono comprare sia le tavolette senza farsele spedire da paesi esotici, sia i libri in italiano da un catalogo per ora di soli 16000 libri, ma che probabilmente crescerà in breve tempo.

Un anno fa questa notizia del genere, positiva comunque, mi avrebbe fatto gridare al miracolo e mandato a casa contento… Oggi meno. Per due motivi.

Il primo è che, complice gli acquisti selvaggi di quest’estate su Amazon.it e il successivo calmieramento degli sconti, ho a casa una lista d’attesa di libri cartacei che mi basterà per altri 6-8 mesi… Segnalo, en passant, che contrariamente a quello che si potrebbe e dovrebbe pensare, acquistare libri elettronici è in media meno conveniente che comprare gli stessi libri in formato tradizionale, almeno con gli sconti che c’erano prima della legge liberticida di quest’estate. read more

Elogio del mattone

Questo post di Wittgenstein mi stimola una semplicissima riflessione che fino ad ora non era mai andata oltre il subliminale.

Praticamente, Luca torna, rivisitandolo in chiave moderna, al vecchio discorso di Umberto Eco circa l’insostituibilità del libro “di carta”, non solo come veicolo di cultura, ma anche e soprattutto come oggetto fisico, da conservare, custodire e, banalmente, tenere in mano.

I libri elettronici, in tutte le loro fogge, sopperiscono al primo aspetto, quello della trasmissione culturale, ma non al secondo e di conseguenza diventano virtualmente inutili una volta letti, visto che, attulamente, non sono nemmeno “prestabili” ad altri tech-lettori. read more