Lanciati a bomba contro l’ingiustizia

8 km/minuto, cioè 480 km/h

(Dal sito di Repubblica, ora)

Naaa, Franco non ha lo spessore…

Lo so…. E’ come sparare sulla Croce Rossa e bisogna sempre ricordarsi che non è facile pensare e comportarsi da persona seria, quando il tuo capo si sente uno statista solo promettendo casinò, campi da golf, Nobel per la pace e benzina gratis a quattro pescatori rincoglioniti di TV…

Però, eccheccazzo, pure io, senza leggere il “Manuale del diplomatico belloccio”, sapevo le risposte “giuste” a quelle domande. Cosa si può e cosa non si può dire, indipendentemente da ciò che si pensi… read more

Pensavate fossi Apicella?

Cappello da giullare (Eponymous)

Jester’s Cap, by Dan Frazier

Non ho mai spiegato perché il mio nick e l’iconografia correlata sia incentrata sul cappello da giullare.

Di base, mi piace e mi piace soprattutto la faccia da figlio di mignotta che ha il tipo sulla carta di Magic Jester’s Cap (qui accanto).

Parliamo comunque di tempi antichissimi e di sistemi di riferimento socio-culturali ampiamente superati da quello in cui negli anni mi sono evoluto (o, piuttosto, involuto).

La ‘s nel frattempo è stata sacrificata per comodità e originalità di scrittura e così l’identità virtuale si è stabilizzata in jestercap72. read more

Quello che ricordo della Libia

Sembra una vita fa, ma sono passati meno di due anni da quando ho passato dieci giorni in Libia.

Il viaggio in sé, il raid motociclistico, è andato decisamente male. 5 costole rotte, poca moto, tanto dolore e panorama umano offerto dai miei compagni di viaggio deprimente e devastato. E’ proprio per quest’ultimo aspetto, per la cronaca, che di quel viaggio ho sempre scritto e raccontato poco: l’incidente capitatomi il secondo giorno di deserto, mi ha reso in maniera abbastanza inequivocabile un paria all’interno del gruppo. Loro stavano facendo l’esperienza della vita (anche io a mio modo) e io, pur non lamentandomi più di tanto, gliel’avrei potuta rovinare o gliela stavo già rovinando… Quindi, rimozione! Ho smesso di esistere sin da subito dopo l’incidente e poi, con il procedere del viaggio, la diversità dei nostri punti di vista, io dalla jeep e loro dalla moto, e la mancata condivisione delle esperienze che stavamo tutti vivendo, ha scavato ulteriormente il solco fino all’incomunicabilità totale. read more

Cronache marziane

Il giornale di oggi riserva delle perle di cui non si può non parlare sul blog.

Posto d’onore, in questa rassegna domenicale, non si può non riservare al Colonnello Muhammar “Drag Queen” Gheddafi, arrivato a Roma, in pompa con tenda, amazzoni (un po’ buzzicone) e trenta cavalli berberi. L’Itali(ett)a è in apprensione nell’attesa di sapere “quali sorprese ha in serbo il leader libico questa volta”. Passeggiate serotine? Grosse grigliate di capretto a Villa Ada? Sconto a chi si suicida col gas? Pieno gratis per gli automobilisti sul Murotorto? Tour dei Fori Imperiali con botticella trainata da un dromedario? O più banalmente il solito festino pecoreccio papi-style?
In attesa di altri, interessantissimi, gesti estremi, oggi ha incontrato 400 hostess (vergini?), che dietro un modico compenso di 70 euro (pare) si sono sorbite un pippone sul Corano e sullo straordinario appeal “dell’ultimo profeta”. Pare che due se ne siano andate “stizzite” perché non pagate, mentre tre, senza apparenti maggiorazioni del gettone, si siano convertite all’Islam sul posto, con Drag Queen Muhammar a “suggellare” il  momento. Per l’Italia, come paese, sono bei momenti davvero: farsi trattare da colonia da un paese storicamente e culturalmente più sfigati (non a caso fu colonia italiana) e pendere dalle labbra e dal portafoglio di questo dittatorello impresentabile, paraculo e arrapato (*), è roba da non dormirci la notte… Come anche sapere che 400 vergini italiche partecipino a una simile pagliacciata per 70 euro è abbastanza disperante: sia per la povertà (media) in senso stretto, sia, drammaticamente, per la povertà di spirito racchiusa nel “beh, che c’è di male?“, che, per inciso, potrebbe essere il nuovo motto della Repubblica. read more