Doggy-style conversation

L’avevo vista passare più volte la solita foto sui cadaveri di cane appesi tipo quarti di bue in qualche mercato cinese, ma non mi ci ero mai soffermato più di tanto.

Ultimamente c’è stata però una recrudescenza e sulla pagina di Magdi-Cristiano-Allam (sempre-sia-lodato) trovo un lungo post in cui addita al pubblico ludibrio telematico un festival della carne di cane in Cina. Post a parte (che poi chissà che gliene frega a Magdi), i commenti sono imperdibili e per una volta nemmeno tanto per il becerume, ma per l’ingenuità dei commentatori.

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Cronaca vera 2.0

Come è forse anche normale che sia, alla fine su Facebook ho degli “amici” dei quali non vado particolarmente fiero. Non tanto come persone, perché alla fine non li conosco nemmeno tanto da poterne giudicare la sostanza, ma, guardando solo la rappresentazione che danno di sé sulla loro (mia) timeline, ci sarebbe molto da dire. Gente molto più dura e pura di me mi direbbe di togliere loro l’amicizia… Ma il mondo è bello perché è vario e chissà tra l’altro se se ne accorgerebbero.

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Di Renzi, cripto-grillini e canari

renzi
Tipo…

Come ricorderete, non ho mai creduto nel cambiamento portato da Matteo Renzi nel PD. O meglio, non ho mai creduto che quel cambiamento, che lui rappresenta(va), fosse anche lontanamente parente della mia idea di PD. Gli ho votato contro, fieramente, in due  primarie su due, ma la seconda volta sono stato minoritario e me lo sono trovato come segretario del mio partito. Ritenevo che potesse fare solo danni, che non avesse la preparazione per essere il  leader di un partito di sinistra, che banalmente non avesse un’idea di partito nella quale potessi riconoscermi. In realtà, pare oggi che la situazione potrebbe davvero essere molto più semplice.

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Tutti possono fare tutto

italias-got-talent2013

In altri tempi, mi sono scagliato contro quelli che pensano di spostare montagne mettendo i “Mi piace” sui post di Facebook.

Il problema è semmai che c’è gente che pensa di fare la rivoluzione mettendo (o raccogliendo) Like su Facebook, azione che – diciamocelo – più passiva non potrebbe essere, una specie di Maalox della coscienza.

(Spesso, aggiungo, il “Like” viene messo su immagini fatte alla bell’e meglio con Paint o giù di lì, segno che per avere tanti Like bisogna pescare fra chi è allergico alla parola scritta…)

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Col freno a mano tirato

Di Facebook abbiamo già parlato un po’ di volte e sapete quanti dubbi nutro verso lo strumento. Ciononostante ci sono caduto anch’io e devo dire che l’esperienza è nel complesso sopportabile. Ci sono due cose però che, guardandolo usare dagli altri, i cosiddetti amici, mi lasciano un po’ interdetto.

La prima cosa è più una spigolatura che altro, ma alquanto bizzarra. C’è gente che scrive sulla bacheca “Buongiorno!” o banalità similari e rimedia in pochi minuti 150 commenti (che, se possibile, riescono ad essere ancora più banali), oltre agli ineffabili “Mi piace” (ha detto Buongiorno… Tu dici che ti piace… Vabbè). Sono delle vere e proprie sette del buongiorno: dato un iniziatore, i commentatori sono più o meno sempre le stesse schiere di fedelissimi autoconvocati (*). Comunque la cosa che è veramente inquietante non è tanto la vuotezza e l’autoreferenzialità del tutto, ma la velocità con cui questi post del nulla si ingrossano… Comunque, reazione standard: sopracciglio alzato, vivo e lascio vivere.

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Sant’Antonio reloaded

Questa storia di Spidertruman che ha monopolizzato l’attenzione in questi giorni come fosse una rivoluzione araba, un’escort chiacchierona o una guerra preventiva, guadagnandosi le attenzioni di tutti, su tutti i media disponibili, non mi ha proprio appassionato. Mi è sembrata, se non proprio una bufala, un’iniziativa davvero “facile”, come era stato “facile” lo sdegno bulgaro, quando una massa critica di lettori e commentatori aveva scoperto, qualche anno fa e con qualche mese di ritardo sull’effettiva pubblicazione, “La casta” di Rizzo e Stella.

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