Doggy-style conversation

L’avevo vista passare più volte la solita foto sui cadaveri di cane appesi tipo quarti di bue in qualche mercato cinese, ma non mi ci ero mai soffermato più di tanto.

Ultimamente c’è stata però una recrudescenza e sulla pagina di Magdi-Cristiano-Allam (sempre-sia-lodato) trovo un lungo post in cui addita al pubblico ludibrio telematico un festival della carne di cane in Cina. Post a parte (che poi chissà che gliene frega a Magdi), i commenti sono imperdibili e per una volta nemmeno tanto per il becerume, ma per l’ingenuità dei commentatori. read more

Cinesi gonfiati?

Verso maggio giugno, ho letto “Poorly Made in China” di un certo Paul Midler, di professione spicciafaccende per investitori/importatori che vogliono fare affari in Cina. Racconta tante e tali nefandezze compiute da queste fabbriche ai danni di ignari importatori, accecati di profitto facile e manodopera a basso costo, arrivando alla triste conclusione che – bene che vada – qualsiasi operazione di produzione in Cina di beni di massa (il fil-rouge del libro è la storia di una fabbrica di saponi e bagno schiuma economici per il mercato americano) finisce in un rotondo profit zero. Senza contare, ovviamente, l’atarassia paracula del produttore cinese e il fegato amaro e gonfio dell’importatore americano, che, com’è facile immaginare, non hanno prezzo. read more