Una terza via proprio no, eh?

Pauperism

Oggi c’era questo commento alla vignetta di Makkox su Il Post, la prima su Crimi. (Che sarà pure “nuovo”, ma va detto che si presta molto alla presa per il culo).

Come fu fatto notare alla radio, [i parlamentari  5 stelle] sono tutte persone “comuni” di fascia medio-bassa, che guadagnavano stipendi normali. Ora si trovano all’improvviso a 5000€ lordi più indennizzi vari. Ma davvero ci aspettiamo che tornino alle loro vite (economiche) di prima? Oppure quando grillo chiederà di lasciare si rifiuteranno  magari passando ad altri schieramenti e ci ritroveremo nuovi 160 parassiti da mantenere? read more

Tu sarai diverso, ma in fondo sticazzi

Io questo Franco Fiorito lo conosco. E lo conoscete anche voi. […] Franco Fiorito, “er federale de Anagni”, è uno di noi. La parola “casta” è perlomeno fuorviante. Lascia intendere che esista un ceto parassitario alieno alla brava gente che lavora, quasi una cricca di invasori. Purtroppo non è così. Tra casta e popolo c’è osmosi, e un continuo, costante passaggio di consegne. Fiorito non nasce ricco e non nasce potente. Fiorito è un prodotto della democrazia. Molti italiani che oggi sbraitano contro la casta, ove ne facessero parte, sarebbero identici a Franco Fiorito, per il semplice fatto che sono identici a Franco Fiorito anche adesso. […]. (Michele Serra, L’Amaca di oggi, dal blog di Triskel) read more

Il pauperismo e i draghi di Komodo

Non so se quanto sto per scrivere è vero, ma è un’impressione persistente che ho da un po’ di tempo. Da quando, per capirci, la cosiddetta antipolitica ha preso il sopravvento sulla politica. La casta, i benefici, i vitalizi, la mensa di Montecitorio, Grillo che ha mangiato pesante, indignazioni e forconismi vari, reali o virtuali che siano.

Il dibattito, che ruba la scena a questioni molto più importanti per la vita di ciascuno in modo preoccupante e a volte quasi doloso, è la riedizione pedante, petulante e urlata della antica guerra del ricco contro il povero. Una guerra permanente in cui i nemici non mancano mai, perché c’è sempre  qualcuno che è più ricco di te e qualcun’altro che è più povero di te. Il problema di questo pauperismo d’accatto, quindi, sei più tu che t’incazzi, che non lui che è ricco. Il ricco stronzo col SUV, il politico incapace e pieno di prebende, l’evasore in vacanza a Cortina con bionda rifatta e colbacchi di pelliccia, sono tipi umani molto discutibili, ma il loro vero problema non è la ricchezza in sé, ma rispettivamente la stronzaggine, l’incapacità e la disonestà. Ed è contro quelle che bisognerebbe scagliarsi (in particolare verso la prima). Certo, tutti dicono che questi (e solo questi) sono i motivi per cui s’indignano, ma il punto è che quello che scoccia è la ricchezza molto maggiore della propria. Se mai si dimostrasse che il tassista e il gioielliere effettivamente evadono come dicono perché non riescono a mettere insieme il pranzo con la cena (me possino cecamme), la simpatia nei loro confronti, a parità di reato, salirebbe. read more

Kalokagathia

in un paese democratico e normale, in cui la coscienza civile e politica dei cittadini sia soddisfacente ma anche “normale”, con i limiti e le incompetenze medie, con le suggestioni umane ed emotive che abbiamo tutti, anche quelli di noi che pensano di agire sempre razionalmente, insomma in un paese così, le preferenze bloccate e affidate ai partiti sarebbero un’opportunità eccellente e proficua per costruire una classe dirigente all’altezza: uno strumento di compromesso che mette d’accordo i principi democratici e la libertà di scelta di tutti con l’idea che scelte importanti siano da affidare o far filtrare da persone competenti. read more

Sant’Antonio reloaded

Questa storia di Spidertruman che ha monopolizzato l’attenzione in questi giorni come fosse una rivoluzione araba, un’escort chiacchierona o una guerra preventiva, guadagnandosi le attenzioni di tutti, su tutti i media disponibili, non mi ha proprio appassionato. Mi è sembrata, se non proprio una bufala, un’iniziativa davvero “facile”, come era stato “facile” lo sdegno bulgaro, quando una massa critica di lettori e commentatori aveva scoperto, qualche anno fa e con qualche mese di ritardo sull’effettiva pubblicazione, “La casta” di Rizzo e Stella. read more

Espropri democratici

Mentre sulla rete imperversano le zozzerie della casta, con tanto di dietrologie e davantologie, c’è questo intervento di Andrea Sarubbi tech-deputato del PD, che sul suo blog ci dice diverse cose interessanti sugli stipendi dei parlamentari e che vi inviterei a leggere. Ma c’è un aspetto in particolare che mi stimola qualche riflessione in più. Questo.

Partiti. È inutile che ci prendiamo in giro: una fetta di quello che i parlamentari guadagnano finisce ai partiti, in proporzione variabile a seconda della forza politica di appartenenza. I radicali mi pare che diano al partito almeno 4 mila euro al mese, l’Idv credo mille, noi del Pd ne diamo 1500. A questi va aggiunta la cifra chiesta dal partito regionale in occasione della candidatura, che viene spesso rateizzata: io ho dovuto dare 50 mila euro al Pd Campania, in 25 rate da 2 mila che ho finito da pochissimo di saldare. Poi vanno aggiunti anche i contributi straordinari: qualche centinaio di euro al mese per l’associazione di corrente, qualche una tantum per l’organizzazione di manifestazioni nazionali (l’ultima volta furono 1500 euro per pagare i pullman della manifestazione di San Giovanni), qualche cena elettorale di candidati locali, e così via. Se ogni partito fosse in grado di farsi bastare i soldi del rimborso elettorale, anziché utilizzare quelli della Camera, si potrebbe avere un’ulteriore riduzione di spesa. read more