La clausola sociale dei call center

dilbert

Per motivi più o meno noti, seguo gli avvenimenti di quella meraviglia di ambiente che va sotto il nome di “mondo dei call center”.

All’inizio di quest’anno, è diventata legge la cosiddetta “clausola sociale“, che prevede, per come l’ho capita io, che, nel caso in cui un’azienda perda la gara relativa al rinnovo di una sua commessa, l’azienda vincente e subentrante si debba fare carico dei “livelli occupazionali precedenti”. Vale a dire che deve assumere tutti lavoratori dell’azienda perdente che altrimenti perderebbero il lavoro. read more

Serendipità pelosa

Forsenontuttisannoche nella Riforma del Mercato del Lavoro recentemente approvata, è stato approvato anche un emendamento, presentato da due parlamentari del PD, che rende difficile la delocalizzazione delle attività di call center in paesi stranieri, come ad esempio (ma è solo un esempio) in Albania. Avendo io stesso dedicato un anno e mezzo della mia vita a delocalizzare un call center italiano in Albania, è naturale che questa faccenda mi interessi, anche se ormai indirettamente, ed è facile capire come la pensi nel merito. read more

Danilo?

Squilla il telefono. Numero sconosciuto (*).

Lei: Sono [non mi ricordo il nome] del Servizio Mediaset Premium. Parlo con il Signor Alberto D’Amico?

Io: Sì, sono io. Le dico subito che quella card per cui mi chiama la usa mio padre che ne ha due, gli serviva un prestanome e quindi avete il mio nome e il mio numero. Quindi, se proprio dovete chiamare qualcuno chiamate lui.

Lei (dopo qualche chiarimento, forse ho usato la locuzione “non sono rilevante ai vostri fini” e non ha afferrato al volo): Ah… E come si chiama suo padre? read more

Meta-post

In questi giorni ho molte idee, ma poca voglia e poco tempo di scrivere. Mi metto lì, le poche volte che posso, e, pur scrivendo qualcosa, non riesco ad essere produttivo come vorrei: un post di mezza pagina che ti porta via più di venti minuti è qualcosa che non vale la pena di pubblicare… L’italiano sarà faticoso, i titoli saranno inadatti o buttati là (io sono molto orgoglioso dei titoli dei miei post), le eventuali immagini saranno cercate con poca cura… E quindi questi aborti restano in bozze, come memento del fatto che la bulimia di scrittura è un male, come promemoria per tempi migliori. Mi dovreste ringraziare. read more

Commodities

Oggi, girovagando in una nostra casella di posta generica (quelle tipo info@, contact@, ecc.), ho trovato questo messaggio. Senza parole.

Post cattivo

hopper
Ma certe cose vanno dette.Ammiro Santoro, Anno Zero e ritengo che dare un taglio strappalacrime alla politica e ai suoi sconquassi abbia la sua utilità e ci aiuti a ricordare che non ci sono solo processi, leggi ad personam, fregne (e non solo) in libera uscita e servi sciocchi.

Probabilmente, molto del popolino che si commuove davanti al disoccupato arrampicato sulla gru per protesta è lo stesso che vota pervicacemente a destra, non legge un libro o un giornale a pagarlo e si abbronza con il resto della televisione tutte le sere… Ma tant’è… Come ha detto D’Alema, in una delle poche affermazioni condivisibili, l’altra sera da Fazio: “L’Italia è un paese di destra, non lo dico io, lo dicono i numeri…

La simpatia e la vicinanza umana per tutte queste persone senza lavoro, maltrattate e turlupinate da padroni improvvisati, disperatamente attaccate al loro (ex) posto di lavoro, non può non far pensare che prima di qualsiasi riflessione vengono le persone, la loro sofferenza e le loro storie personali. read more