Welcome to HEL

...inizio di tramonto

L’impatto con HEL, l’aeroporto di Helsinki, me lo aspettavo un po’ diverso. Una volta fatta la tara alla diversa fisiognomica dell’umanità pascolante, alla maggiore pulizia e alla totale inaccessibilità della lingua, si vede chiaramente che l’aeroporto è nato e pensato in un tempo in cui si viaggiava in modo diverso. Essenzialmente di meno e verso meno posti.

Ci sono le vetrate sulle piste e sulle aree di parcheggio che sono sempre un evergreen, ma basta voltare le spalle ai vetri per vedere duty-free, mangiatoie e altro negoziame vario, incastrati sotto la copertura vecchietta – molto fifties a pannelli bucherellati – come una specie di favela sotto un cavalcavia. Questa espansione rinascentistica deve essere coincisa con l’apertura del rotte verso l’Asia (notate che dal ’99 ad oggi i transiti internazionali sono raddoppiati) , che ha promosso un normale scalo nordico in un hub globale al servizio del nuovo che avanza. E ovviamente si è portata con sé ettari di spazio calpestabile, la cui perdita ha trasformato un luogo piacevole e architettonicamente significativo in poco più di un angusto corridoio per il passaggio, stretto fra la favela e i micro-gate spiaccicati contro i vetri e affollati di orde mongole con mascherine e ombrelli. Fiumicino è il ground zero, qui è il ground uno, massimo due. Anzi tre: c’è il wi-fi gratis. Se no erano cazzi. read more

C’est dimanche à l’aerogare

Vi scrivo dall’aereo. Sono sul volo per Helsinki e starò via 5-6 giorni.

A stare spesso in aeroporto, oltre ad imparare a muoversi quasi in automatico fra banchi del check-in, controlli e gate, si sviluppa una specie di sesto senso per individuare al volo e tenersi a distanza da situazioni di potenziale intoppo dovute al rincoglionimento del nostro prossimo viaggiatore. Chi si sa (e, soprattutto, si deve) muovere, compie tutte le operazioni con il pilota automatico, quasi senza pensare, con un’economia di tempo e di gesti notevole, se solo ci si facesse caso; gli altri, i viaggiatori occasionali, invece, oltre a non avere forse ben chiaro cosa il sistema-aeroporto si aspetta da loro, hanno la testa ovunque (paura/eccitazione per il volo/viaggio, ricerca del cibo o del(l’ultimo) caffè, shopping compulsivo, panico da beauty-case esplosivo o da bagaglio a mano troppo grande, ecc.), tranne che sulla prossima operazione. Ad esempio, avere presente quando, dove e quante volte serve mostrare il passaporto ed evitare quindi di riporlo sistematicamente in fondo al bagaglio. O togliersi i giubbotti con le borchie prima di passare sotto al metal detector, o meglio ancora evitare proprio di metterseli per non offendere l’occhio di chi guarda, che magari si è anche alzato presto stamattina. read more

Terriers

Tutta la settimana scorsa con l’amico Bnb ci siamo visti la prima e unica stagione di Terriers. Ci è piaciuto tantissimo, ma, a causa dei bassi ascolti (meno di un milione a  puntata in America, cifre ridicole quasi da Dimension Six), la serie non è stata rinnovata e non ci saranno stagioni successive. Mi rode, ma non è che ci posso fare molto. A parte consigliarvi questa perla (si trova in rete e la dovrebbero stare trasmettendo doppiata su Fox) e fargli un po’ di pubblicità postuma. read more

For good

Ieri sera ho fatto tardi e non valeva la pena di mettersi a (provare di) dormire per un paio d’ore. Sono infatti le 5 di mattina  e sono a Rinas. In partenza per Roma, come dicono gli americani for good. Definitivamente.

Da oggi non abito più a Tirana. Tornerò qualche volta, ma saranno “avanti e indietro” per periodi limitati. Niente a che vedere con l’esperienza totalizzante, direi “fisica”, degli ultimi 17 (di-cias-set-te) mesi.

Persone con cui hai condiviso tutto, 10 ore al giorno (quando andava bene), da un giorno all’altro si trasformano in contatti Skype, in lettori del blog, in ricordi. Di persone e di momenti. Alcuni belli, altri meno. read more

Arretrato

Quello che segue l’avevo scritto al gate in partenza per la Sardegna. Era il 17 agosto.

Sto al gate. Tra poco si va in vacanza…
La televisione dell’aeroporto, per suoi imperscrutabili motivi, ritiene che a questa umanità sudaticcia e infraditata da 17 agosto sera stiano molto a cuore le sorti dell’economia… In particolare, quell’economia triste del mercato azionario italiano, i cui attori principali (tristi e spompati anche loro) sono presumibilmente tutti al mare.
Oltre ad oscuri listini, passano le “stime della Confcommercio”, che sono le seguenti: read more