Sugru: in principio era la pappetta

Per i piccoli lavori (o meglio pecionate) in casa  e soprattutto sulla moto, io ho sempre usato la “pappetta”.

Dicesi pappetta la resina epossidica bicomponente (tipo questa, o questa)

Ci abbiamo (perché dove c’è la pappetta, c’è Bnb) ricostruito i perni delle fiancatine del mio vecchio Transalp, riparato un lavandino e uno specchietto retrovisore. Qualità del risultato a parte, è sempre stata una cosa che ci ha appassionato moltissimo. (Anche perché puzza, appiccica troppo e sporca, come la cacca.)

Oggi, girando per la rete, mi sono imbattuto in Sugru, inventato da una tipa irlandese orecchiuta e in apparenza un po’ rinco, mentre stava facendo la doccia…

Jane Dhulchaointigh, minuscola diplomata al Royal College of Art di Londra, ha fatto la propria durante una doccia. Il tappo che impediva all’acqua di defluire era difettoso, finché un giorno, annaspando con i capelli insaponati, lei agguantò dal lavandino un grumo del materiale con cui aveva cosparso la casa, destinato alla sua tesi di laurea in design, e lo appiccicò al tappo. L’acqua smise di defluire. Il tappo era riparato. Jane non escalmò “eureka!”, ma il suo fidanzato osservò: “Ehi, mi pare una bella idea” (da Repubblica)

La storia è poco chiara, soprattutto il pezzo della tesi di laurea, ma il prodotto ha preso piede e sembra fare miracoli.

E’ una pappetta, tipo pongo, che secca a temperatura ambiente (meglio più caldo, che più freddo) , che essendo a base siliconica è impermeabile e che può essere modellata come si vuole e poi rimane lì ad infinitum.

Quello che più mi colpisce tuttavia è che pur chiamandosi generalmente “colla” o “supercolla”, il claim principale del prodotto non è quello di incollare, ma quello di “modificare” (hack) le cose, cioè aggiungere un manico a un bicchiere, piuttosto che riparare il manico di una tazza.

Mi sembra un modo originale e interessante di presentare la cosa.

Qui le istruzioni e le caratteristiche, qui una galleria di ficate che ci si possono fare.

PS: ovviamente, ne ho comprato un po’ e vi farò sapere.

PPS: Sugru è una parola irlandese che vuol dire “gioco/giocare”. Visto che le cose che appiccicano tendono a trasformare il loro nome proprio in nome comune (pensate, al post-it, allo scotch e all’attak), chissà che un giorno non ci sarà il sugru… E così avremmo una seconda parola, dopo slogan, che viene dal gaelico nell’uso comune.

PPPS: e ho anche scoperto che il seccarsi della colla, in inglese, si dice “to cure”.

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3 commenti su “Sugru: in principio era la pappetta”

    1. Caro KT,
      questo cartellino lo contesto (come il Capitano).
      Quel”piuttosto che” è molto corretto, perché non è da intendersi nel modo di “oppure” (orrore), ma in modo avversativo. Cioè, la colla “normale” serve a riattaccare il manico alla tazza, *mentre* il Sugru (per come te lo vendono) serve ad aggiungere un manico ad un bicchiere, che è una cosa ben diversa.

      Sbaglio?

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