La strana storia dei Velo OK di Talenti

Da fine marzo sul tratto finale di Viale Jonio, quello che passa sotto la Bufalotta e arriva a Piazza Talenti, l’Amministrazione del IV Municipio ha installato tre autovelox per ciascun senso di marcia.

In realtà non sono proprio autovelox, ma dei Velo OK: dei buzzicotti molto arancioni, molto visibili con scritto sopra che bisogna andare a 50 km/h. In teoria, al loro interno potrebbero e dovrebbero  ospitare un autovelox vero e proprio, ma, almeno quelli che frequento io, a Viale Jonio in direzione Piazza Talenti, sono clamorosamente finti.

Per carità, il finto è fatto bene, hanno anche una lucina blu a led che lampeggia di notte. (Sembra poco – ed in effetti lo è – ma diverse persone, anche intelligenti, mi hanno detto “Non sono finti, c’hanno pure al lucina blu…“. Quanto fanno una lucina e una batteria…)

5590479025 c9843847de La strana storia dei Velo OK di Talenti5591068040 c459953d54 La strana storia dei Velo OK di TalentiAmenità a parte, guardate le due foto che ho messo qui sopra: vedete le minacciose finestrelle nere dietro le quali si dovrebbero celare chissà quali diavolerie moderne pronte a fustigare l’automobilista incontinente? Beh, mi sono fermato a guardarle da vicino e vi posso assicurare che non sono nient’altro che adesivi neri, messi lì a simulare la finestrella. Sotto l’adesivo, continua la plastica arancione del silurotto. Ergo, i silurotti non hanno finestre e quindi non possono ospitare autovelox, almeno senza prima essere modificati. Ovviamente su almeno tre di questi, la mano del popolo ha provveduto a staccare gli adesivi neri lasciando la colonnina in un tutt’altro che minaccioso full-orange, sia pure con lucina blu lampeggiante in cima…

La mano del popolo, comprensibilmente, si è spinta anche oltre e in tre occasioni (finora) ha provveduto a divellere nottetempo i silurotti, che sono inizialmente comparsi, poi sono stati sradicati e buttati nel prato adiacente, poi ricomparsi in full-orange, poi decapitati e utilizzati come cestini dei rifiuti, quindi di nuovo ricomparsi: uno inclinato a 45 gradi, uno eretto in full-orange e uno eretto con adesivi neri.

Come si può leggere qui, l’Amministrazione ha in prova gratuita questi ritrovati della tecnica per cinque mesi, poi dovrà decidere se tenerli e pagarli (a chi? quanto? con che tipo di accordo?) o se lasciar perdere, cosa che ovviamente ogni persona sana di mente caldeggerebbe. Bonelli (centrodestra), sub-comandante del IV Municipio, afferma che la velocità media è diminuita sul tratto e che quindi, sia pure vivendo questa vita difficile e piena di insidie, il loro lavoro lo fanno.

Io sono neutrale rispetto a questa faccenda (l’importante è che non mi arrivino multe), ma vorrei dire a Bonelli che o si decide a metterci dentro un autovelox vero (rischiando di trovarselo smontato fino all’ultimo microchip la mattina dopo da parte della mano del popolo) o di questo passo farà rallentare solo i forestieri. I locali hanno capito, salvo qualche incertezza sulle lucine blu, che i cosi sono finti e vanno piano solo davanti al primo (che paradossalmente è quello piegato a 45 gradi e quindi più vistosamente fuori uso) subito dopo il sottopasso della Bufalotta a causa di qualche forestiero che inchioda. Poi, dopo, dove Viale Jonio torna a 3-4 corsie, si va tranquilli. Come sempre.

Nota: nell’ambito della stessa iniziativa, sono stati messi altri 6 + 6 Velo OK a Via Mario Soldati e a Via di Tor San Giovanni, posti che io non frequento e quindi non sono in grado di sapere se sono meno ridicoli di quelli di Viale Jonio.

Update: tre settimane dopo.

Update dell’update.

 

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3 pensieri su “La strana storia dei Velo OK di Talenti

  1. Jedan58No Gravatar

    Credo che Firenze sia la città più afflitta dalla presenza di autovelox, da numerosi anni. E non sono finti. Sono ovunque. Sui viali intorno ai bastioni, da Porta Romana verso nord e verso sud. Sulla panoramica che sale verso piazzale Michelangelo e, che ve lo dico a fare, sui Lungarno e sui tratti a 4 corsie di accesso alle zone prossime alle uscite autostradali. Il motivo iniziale fu giustificato, non del tutto a torto, dalla necessità di abbassare le velocità medie per ridurre il tasso di inquinamento ma in realtà anni fa ci fu uno scandalo di auovelox forse truccati per…fare cassa.

    Ovviamente basta seguire il flusso del traffico cittadino per evitarli perché la presenza di cartelli di segnalazione è talmente elevata che spesso traggono in inganno. E così basta andare come vanno i fiorentini e si sta tranquilli. Ovviamente tra l’uno e l’altro si recupera :-)
    E così l’inquinamento sale. Perché anziché andare ad una media da multa ma costante si eseguono delle accelerazioni subito dopo ogni trappolone che fanno consumare mediamente molto di più che non nel primo caso…e inquinare di par grado!

    Ogni volta che vado a Firenze, e succede spesso, penso che i fiorentini sono davvero cittadini civili ed esemplari fin dalle prime signorie perché se avessero fatto a Roma quanto da loro il nostro bravo Jestercap ci ha appena raccontato che fine avremmo, ops, avrebbero fatto fare a quegli oggettivi, veri o finti che siano.

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  2. AgostinoNo Gravatar

    Signiori io credo che non avete focalizzato il gioco ! Con queste prove altamente (tecnologiche …..??) quanto costerà alla amministrazione comunale e chi si riempirà le tasche ..? In Germania se c’e un limite più o meno sensato va RISPETTATO ma se non c’e un limite la velocità e’ libera in Italia con cartelli di velocità nascosti e altre tarantelle pensano solo a fare cassa.

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