Far parlare gli stronzi

Non so se qualcuno di voi si ricorda queste cose. Erano immagini, al limite del rumore bianco, che opportunamente osservate, variando il fuoco di visione (i.e. storcendo un po’ gli occhi) diventavano delle immagini 3D. Cose molto semplici e autoreferenziali, ma comunque interessanti per quei tempi, primi anni novanta.

Un classico a colori

Io ne avevo pure una appesa in camera con lo Space Shuttle e nessuno dei frequentatori riusciva a capire né come guardarla, né, soprattutto, se li stavo prendendo in giro. In particolare, mio zio commentò lapidario: “Queste sono le tipiche cose che servono a far parlare gli stronzi“.

La passione per gli stereogrammi (o più banalmente l'”Occhio magico“, così si chiamava) è durata poco. E’ rimasta invece la salace espressione di zio che ho mutuato prontamente e che poi ho usato e abusato negli anni successivi.

Come altro si potrebbe definire Facebook, per dire?

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