Professionisti del non pensiero

Noi siamo dei ciclisti, siamo venuti a questa gara per correre, e chiediamo solo che il pubblico ci permetta di farlo. Siamo dei  professionisti, chiediamo rispetto da parte di tutti, nei confronti  del nostro lavoro… Qualcuno è andato anche oltre ai fatti e ci ha rifilato delle sberle. Per noi questi comportamenti sono inaccettabili, siamo degli sportivi, ci alleniamo e fatichiamo quotidianamente per poter correre, non accettiamo che i nostri sforzi vengano resi vani in questo modo (Ivan Basso, ieri) read more

Pellegrini della f…ede giallorossa

Trovato su Oro & Porpora.

Soirée genoise

Visto da qui il Kosovo sembra albanese e non serbo, ma entrare nelle questioni etniche dei Balcani non è un esercizio né sano, né divertente. 20 di storia recente almeno questo ce lo hanno insegnato. Non a tutti però…

La serata di oggi, con Genova sotto assedio (tanto per cambiare) e una partita tra due nazionali (Italia e Serbia, per i più disattenti) non disputata (parentesi: la UEFA sembra più seria e coraggiosa della FIGC e questa è un’altra notizia), è stata di difficile interpretazione solo per il pattuglione dei cronisti Rai. read more

Red jaguars

Venerdi sera, stavo all’aeroporto ad aspettare che bnb arrivasse qui a Tirana. Il volo era un po’ in ritardo e mi stavo guardando la partita alla tele del bar dell’aeroporto.

Nota: E’ fastidiosissimo guardare una partita su tre televisori affiancati e relativamente piccoli: sembra sempre che l’azione debba continuare sull’altro schermo e ti fa male il collo come ad una partita di tennis. Vabbè.

La divisa dell’Albania (maglia rossa, pantaloncini neri, calzettoni rossi), semplice ma molto fica, mi ha fatto ritornare in mente una divisa praticamente identica di tanti anni fa.

Correva l’anno 1982 e fra le quinte classi della Scuola Elementare Principessa Mafalda erano nate profondissime rivalità nel corso delle selvagge partite a palletta in corridoio all’ora di ricreazione. La palla era fatta di carta appallottolata, elastici e tanto scotch da pacchi. L’addetto alla costruzione della palletta era il mio migliore amico di allora MDF, ora brillante consulente a Milano; si mettevano quattro tute agli estremi del corridoio e, secondo un rigoroso girone all’italiana fra le sei quinte dalla A alla F, che una mano poco saggia aveva messo tutte sullo stesso piano, ogni giorno c’era un clima da derby, per non dire da Armageddon. Si tornava in classe, le volte che toccava a noi giocare, con occhi pesti, camicie strappate e sudati come maiali.
Il perché fossimo costretti a giocare in corridoio quando c’era, cosa rara, un notevole cortile mattonato fatto apposta per simili accanite rimane un mistero, segno forse di quarant’anni di malgoverno democristiano.
I ricordi sono un po’ annebbiati, ma come tutte le stagioni magiche, il campionato durò poco e sicuramente non riuscì a terminare: le maestre cominciarono a strepitare e a minacciare, per quanto si possa minacciare in quinta elementare. read more

Sdoganamenti, minus habentes e mezze malattie

Queste riflessioni oggi nascono da qui, ma sono piuttosto antiche.

Fermo restando che le  curve violente ci sono sempre state, almeno da quando ho l’età della ragione (ho 38 anni), a me della violenza da stadio poco me ne cale: odio le folle, sia quelle calme che quelle scalmanate, e quindi allo stadio non sono mai andato e non penso che andrò mai… Più che invitare il prossimo a fare altrettanto non saprei cosa dire.

Pur restandomene a casa, però, rilevo qualcosa che mi dà molto più fastidio e che io chiamo la “mistica del tifoso“. read more

Appunti ferragostani

Hapur


Riflessioni sparse di un torrido Ferragosto a Tirana.

Vacanzieri
Non lavoro, ma solo perché è domenica.
Tutto il mondo è in ferie, però pensa di non esserlo in virtù del fatto che qualcun altro sta lavorando (al posto suo). Quindi, chiede, scrive, a volte pretende e rompe come se fosse un normale periodo lavorativo.
Fin qui  non ci sarebbe nulla di male, visto che fare le ferie fuori stagione è più o meno una scelta e che comunque mi pagano: il problema vero, di cui la gente (in vacanza) non sembra rendersi conto, è che il nostro lavoro ruota intorno alle persone e che le persone ad agosto sono un po’ meno disponibili che in altri periodi. Albania o non Albania, opportunità commerciale o non opportunità commerciale.
Estremi ferragostani a parte, c’è chi pensa che l’Albania non sia solo flessibile come disponibilità di  manodopera, cosa che in parte è vera, ma che regni il Far West che regnava in Italia qualche tempo fa e che, nonostante i proclami, nessuno ha mai smesso di rimpiangere.
Ma c’è di più, è infatti pensiero comune che la gente stia lì, anche a Ferragosto, ad aspettare che noi li chiamiamo per lavorare…
Visto da qui, il mondo del lavoro albanese, almeno per questo tipo di lavoro, non è molto differente da quello italiano (attuale), ma è molto difficile farlo entrare nella testolina di qualcuno. E, se i nostri colleghi, che la dovrebbero sapere tutta, hanno certe pretese, non voglio pensare che idee ci possono essere nella testolina dei loro (e nostri) clienti, a cui sicuramente tutta non l’hanno raccontata. read more