Unendliche Traurigkeit

Al corso di tedesco che sto frequentando in Germania, la mattinata di lunedì scorso è stata interamente dedicata alla discussione dell’esito delle elezioni regionali (in Germania i Länder sono ben più che regioni, ma vabbè).
Il nostro professore – un tipo di una cinquantina d’anni che, se fosse vissuto settant’anni fa, avrebbe con tutta probabilità fatto un altro lavoro per cui era richiesto un impermeabile nero – era piuttosto impressionato dai risultati delle urne e ripeteva continuamente che quelle elezioni potevano significare un “cambiamento storico per la Germania e per l’Europa”. read more

Il mondo è bello perché è vario

Sono in Germania da qualche settimana e sto frequentando un ambiente fin troppo internazionale. Ieri sera, in una soirée etnico-socio-alimentare, insieme a tante altre cose (un po’) più leggere c’è stato il seguente scambio di punti di vista.

Dottoranda egiziana, molto intelligente, molto pasionaria, giusto una punta retorica: “The few men, who were there [in Piazza Tahrir, n.d.r.] and could possibly be the leader of something good, have been immediately afterwards arrested and left to die… slowly… in prison“. read more

Opposti estremismi?

Se viene tagliata la mano a un ladro, Marta, tu capisci bene che nessuno si permetterebbe di venire in casa tua e rubare. Perché nello stato dei miscredenti il ladro viene messo in prigione, poi esce, poi rientra. Poi magari decide di uccidere.

(Dall’intervista a Maria Giulia Sergio)

A parlare è la tipa che, da Torre del Greco, si è convertita all’Islam e ora finalmente vive una vita degna nello Stato Islamico. (Beata lei, tra l’altro, questa gente, con così tante e facili certezze, va solo invidiata.) read more

Di bruciare di navi

Anche se passato subito in cavalleria a causa dello scarso senso dell’umorismo di alcuni islamici mangiaranocchie, il fattaccio di queste vacanze di Natale era stato l’incendio-quasi-naufragio della Norman Atlantic con susseguente fortunosa evacuazione avio-trasportata.

Avendo preso quasi più traghetti che aerei nella mia vita, vorrei dare i miei due centesimi sulla faccenda del trasporto marittimo, non fosse altro perché nel lontano 1995 un traghetto su cui ero imbarcato prese fuoco, fortunatamente non lontano dal porto del Pireo in una bella giornata di sole agostano. read more

On bullshit

bs

Ieri sera ho iniziato a leggere un libro che si intitola “Your call is important to us: the truth about bullshit“. Per chi come me è invischiato – sempre più suo malgrado – nella melma dei call center, nel voglio-ma-non-posso del Customer Care e nel pensiero unico, quanto disatteso, della Customer Experience, il titolo ha un che di affascinante e di fortemente liberatorio: tipo che la Corazzata Potemkin (rectius, Kotemkin) è una cazzata pazzesca.

Finora ho letto solo il primo capitolo che fa un po’ da prefazione in cui l’autrice  fa uno spiegone su come la “cultura della cazzata sistematica” sia omni-pervasiva nel nostro quotidiano… E’ ancora presto per dire se il libro valga, quanto effettivamente parli di call center e customer care, o se varrà la pena eventualmente di riparlarne qui tra qualche tempo. read more

DMCGMM14R70H501W

ron-swanson

Stamattina sono andato all’Agenzia delle Entrate vicino all’Ikea. Dopo la registrazione anagrafica all’ospedale, la piccola (che nel frattempo è nata) doveva entrare ufficialmente ner monnonfame e farsi dare, per interposto Vostro Affezionatissimo, il codice fiscale.

L’atto in sé è già molto borderline: la prima cosa ufficiale che fai per un nuovo nato, la fai all’ufficio delle tasse… Ron Swanson ucciderebbe per molto meno…

Poi arrivi là e trovi una fila impressionante. Ci saranno state una trentina di persone davanti a me, accalcate in un posto che semplicemente non era fatto per far fare la fila alla gente. Una decina di persone dentro l’ufficio, poi una porta, poi altre persone sotto un portico e qualcuno pure oltre il portico (da capire che cosa succede quando piove). read more