Solid Pink

Non sto proprio “sulla notizia”, ma sono stato realmente indeciso se scrivere quello che penso sul quindicenne che si è suicidato a Roma un po’ di giorni fa. Ovviamente, non è per lui, poveraccio e pace all’anima sua, ma per tutto quello che ci si è scatenato intorno, a cominciare dal moltiplicarsi dei profili solid-pink su Facebook.

Poi sempre su Facebook ho scritto una cosa in risposta a un’amica che (ri)sollevava la questione e, visto che ormai l’avevo scritto, ve lo riciclo qui.

Quando ero alle elementari, ho preso in giro (e sono stato preso in giro) per: l’altezza, la bassezza, i denti storti, le orecchie a sventola, la ciccia, il Torino (giuro), la puzza, l’essere secchione, l’erezione alla lavagna con i boxer e la tuta, i brufoli, la stupidità, l’handicap (più o meno oggettivo). 
È un età complicata, ma tendenzialmente se ne esce vivi. 
Il problema sono gli omofobi (e i brufolofobi) adulti.

Il punto è che il bullismo a scuola, se di bullismo si è trattato, è un problema indipendentemente dall’argomento, mentre l’omofobia, se di omofobia si è trattato, è un problema culturale per quelli che restano quindicenni a vita.

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