Boikot fusillo (and read DFW)

monnezza
Courtesy of MLV

Ieri, se non stavate su Urano, vi sarete accorti che uno dei boss della Barilla, Mr. Guido Barilla, in un’intervista ha scosso un po’ la comunità LGBT (perché gay,  ormai, non basta più) e tutta quella parte di società socialnetworkicamente attiva e attenta ai diritti delle minoranze.

Anche se professionalmente magari ne avrebbe avuto qualche titolo, GB non ha evocato nostalgicamente i forni, né è stato a mio avviso particolarmente omofobo. Ha detto che (vado a braccio) che la “pubblicità è una cosa seria e che è giusto che ne parli chi ne capisce (non la Boldrini)”, che loro “non faranno pubblicità con famiglie “alternative” a quelle “tradizionali”, che “ognuno è libero di fare le sue scelte, senza disturbare gli altri”.  Insomma, ha detto quello che avrebbe detto mia nonna, delle cose da cui evidentemente traspare una certa sua posizione personale sul tema non troppo moderna (e saranno pure cazzi suoi, anche perché non mi sembra un maitre à penser particolarmente influente) ma, cosa più grave, ha attribuito la stessa opinione alla sua azienda dicendo “noi siamo per la famiglia tradizionale“.

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De rebus bestiarum

cane-lecca

Io ho un rapporto molto difficile con gli animali. Sono terrorizzato dai serpenti (molto più del normale, direi), maneggio senza problemi api, vespe, ragni e bacarozzi e, vabbè, odio le zanzare come tutti. Ma, spostandoci su gradimenti ispirati da parti del cervello meno primitive, quelli che veramente non sopporto sono gli animali domestici e, più ancora, i cosiddetti animali d’affezione. Cani, gatti, cavalli… Non me ne vogliano i miei amici cano-gatto-cavallari, ma quando mi trovo vicino a queste bestie, il mio stato d’animo va dal fastidio allo schifo.

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La paura di sbagliare (di nuovo?)

renzi

Non ho neanche capito se e quando ci chiameranno di nuovo a votare per qualche tipo di primarie. So però che alle precedenti ho votato Bersani convinto di quello che stavo facendo. Ritenevo Matteo Renzi un personaggio ambiguo, paraculo e molto poco di sinistra. Non era una questione di “usato sicuro” contro “oggetto misterioso e luccicante”. Era che io voto il partito, non la persona. Renzi era la persona con tutti i suoi pregi e i suoi difetti, Bersani era il partito con altri pregi e altri difetti.

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Reckoning

mak

Se fossi in po’ più movimentista, mi iscriverei al PD.

Perché c’è aria di rifondazione e perché ho capito un po’ di cose che sono successe in questi giorni.

Ho capito, per esempio, che il partito sapeva di essere diviso al suo interno da molto prima di questi giorni. Rodotà era divisivo per se (perché laico, perché fuori dai giochi, perché sostenuto dai grillini) e che, quindi, un partito che si è diviso su Prodi e su Marini non poteva non dividersi, ancora più sanguinosamente se possibile, su Rodotà. Il fatto che a me piacesse averlo come presidente non cambia la sostanza delle cose: i numeri non c’erano (e stendiamo un velo pietoso sulle promesse a mezza bocca di Beppe Grillo).

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Stream this cock

Conclave_gabbiano

Perché devono fare le consultazioni in streaming? Cercare un accordo passa, per definizione, dal concedere qualcosa all’altro. Non glielo vuoi/puoi/devi concedere? Bene… Se non ci sono le condizioni, non ci sono le condizioni. Quello che dirai prima e quello che farai dopo, saranno più che sufficienti per farmi capire cosa è successo durante

Perdere (e far perdere) due ore in streaming a farmi vedere quanto sei duro e puro è campagna elettorale fatta con i soldi dei cittadini, travestita da trasparenza. Invece di trovare un modo per risolvere i miei problemi, stai lì a parlarti addosso e a recitare una parte, invece di provare a capirsi.

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Ora come allora… Una merda.

Aaah,com’era diverso…

Se avessi avuto l’età, e il diritto di voto, nel ’94 avrei votato per il “Polo della libertà”, la coalizione con cui Forza Italia e Lega Nord si presentavano agli elettori del Settentrione. (Andrea Mingardi, oggi su Il Post)

Non che ce l’abbia particolarmente con Mingardi – so a malapena chi sia e me ne scuso – ma a me questo rimpianto generalizzato del Berlusconi delle origini (Monti, Giannino, Sechi e altri grossi e piccoli calibri della destra sedicente “liberale”) mi fa venire l’acidità di stomaco.

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