Tu sarai diverso, ma in fondo sticazzi

Io questo Franco Fiorito lo conosco. E lo conoscete anche voi. […] Franco Fiorito, “er federale de Anagni”, è uno di noi. La parola “casta” è perlomeno fuorviante. Lascia intendere che esista un ceto parassitario alieno alla brava gente che lavora, quasi una cricca di invasori. Purtroppo non è così. Tra casta e popolo c’è osmosi, e un continuo, costante passaggio di consegne. Fiorito non nasce ricco e non nasce potente. Fiorito è un prodotto della democrazia. Molti italiani che oggi sbraitano contro la casta, ove ne facessero parte, sarebbero identici a Franco Fiorito, per il semplice fatto che sono identici a Franco Fiorito anche adesso. […]. (Michele Serra, L’Amaca di oggi, dal blog di Triskel)

Il Post ha pubblicato il rimando a quest’Amaca stamattina e nei commenti c’è tutta una levata di scudi di personaggi che dicono, molto piccati, che loro “NON sono Franco Fiorito”, che Michele Serra “parlasse per lui”, che “non siamo in un film di Alberto Sordi”, ecc.

Piccature a parte, nemmeno io penso di essere Franco Fiorito, ma diciamo che mi manca il contro€s€mpio per esserne proprio così sicuro. Nessuno (o quasi) tuttavia sembra cogliere quello che, secondo me, è il vero punto delle osservazioni di Serra e che per una volta squarcia il velo del buonismo ipocrita verso che cosa sono davvero gli italiani.

Beh, nel caso non ve ne foste accorti da soli, una gran parte degli Italiani è ignorante, una gran parte degli Italiani non ha mai letto un libro, una gran parte degli Italiani si bea dei cine-panettoni, una gran parte degli Italiani si abbevera alla TV spazzatura, una gran parte degli Italiani pensa agli affaracci propri in ogni contesto e situazione, una gran parte degli Italiani vota come sapete e adesso voterà Grillo, ma poco cambia. Ma soprattutto una gran parte degli Italiani si indigna sempre e comunque di ogni malefatta e odia “la casta” con tutte le sue forze, ma nei suoi modi e nelle sue aspirazioni quotidiane sotto sotto la invidia e cerca di imitarla, senza nemmeno rendersene conto.

Non è detto che in tutti i casi elencati si tratti della stessa “gran parte” – anche se ci sono larghe sovrapposizioni e si tratta comunque di maggioranze tutt’altro che silenziose – e non è detto che anche chi si sente antropologicamente diverso da queste “gran parti”, tipo i commentatori de Il Post,  lo sia in ogni suo singolo comportamento e in ogni singolo istante della sua esistenza. Viviamo in tempi di sfumature, come certamente saprete.

A me se c’è una cosa che mi fa davvero incazzare quando guardo i dibattiti in TV è quando dicono “la gente, però, non è stupida“. Basta guardarsi intorno: la gente vota con pervicacia i suoi simili più grotteschi ed è stupida (ignorante, ecc.), solo che non ama sentirselo ricordare…

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2 pensieri riguardo “Tu sarai diverso, ma in fondo sticazzi”

  1. Straquoto. Volevo fare un post anch’io sulla vicenda ma mi hai spiazzato, come accade spesso 🙂 Grande, davvero.

    E la gran parte che citi è come la (gran parte (gran parte) gran parte))) degli italiani che era fascista, e convinta. Nel 45 erano spariti tutti.

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