Sant’Antonio reloaded

Questa storia di Spidertruman che ha monopolizzato l’attenzione in questi giorni come fosse una rivoluzione araba, un’escort chiacchierona o una guerra preventiva, guadagnandosi le attenzioni di tutti, su tutti i media disponibili, non mi ha proprio appassionato. Mi è sembrata, se non proprio una bufala, un’iniziativa davvero “facile”, come era stato “facile” lo sdegno bulgaro, quando una massa critica di lettori e commentatori aveva scoperto, qualche anno fa e con qualche mese di ritardo sull’effettiva pubblicazione, “La casta” di Rizzo e Stella.

Non lessi quel libro allora e non mi leggo Spidertruman oggi. Sapere i particolari delle cose non aiuta a capirle meglio e non ho bisogno di conoscere le indiscrezioni da un sedicente portaborse sugli sconti TIM ai parlamentari per solidificare la mia posizione rispetto alle nefandezze della politica.
Il problema è semmai che c’è gente che pensa di fare la rivoluzione mettendo (o raccogliendo) Like su Facebook, azione che – diciamocelo – più passiva non potrebbe essere, una specie di Maalox della coscienza.
Una volta il mondo si divideva in 3 fasce:

  1. chi era capace di pensiero autonomo ed originale su uno o più argomenti,
  2. chi ci provava e non sempre ci riusciva
  3. e chi, nonostante la potenza delle sollecitazioni e degli input, rimaneva abulico e passivo.

Oggi, c’è anche una quarta categoria, quelli che mettono il Like su Facebook a qualsiasi argomento di tendenza, meglio se avvolto da un vago alone estremista e barricadero.

Ma poi, pensandoci bene, io ricevevo email “da inoltrare ad almeno altri 10 contatti” sugli stipendi e i privilegi dei parlamentari fin da quando ho cominciato ad avere un indirizzo mail (1996) e mi sembra di ricordare che in tempi ancora più remoti girassero e mia maadre portasse periodicamente a casa fogli scritti malamente a macchina che contenevano resoconti di turpitudini analoghe.

Insomma, Sant’Antonio non muore mai, come l’erba cattiva e la pigrizia intellettuale.

Nota: delle tre categorie elencate, io vorrei fare parte della prima, ma so – la maturità aiuta a capire le cose – di far parte, il più delle volte, della seconda, di quelli che ci provano. Vi metto qui di seguito tre link su Spidertruman da tre blog i cui autori, invece, fanno parte della prima.

Sull’antichità di quest’operazione mediatica ammantata di modernità.

Sul popolo della rete (che ce l’ha fatti a peperini).

Sullo squallore di questo personaggio, se anche esistesse per davvero, e di noi con lui.

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3 commenti su “Sant’Antonio reloaded”

  1. epistemiologicamente parlando questa e’ una affermazione ridicola….

    “Sapere i particolari delle cose non aiuta a capirle meglio”

    ovviamente poi questo individuo e’ un “piccolo italiano” : ma che la maggior parte della penisola sia fatta di piccoli italiani non e’ una gran scoperta. come altrimenti spiegarsi il risorgimento calato dall’alto di un regno, 20 anni di fascismo, 50 anni di DC e 15 anni di Berlusconi?

    quindi?

    quindi molla Benedetto Croce e Platone e abbraccia un po di Macchiavelli e Kissinger. insomma, guarda la luna e smetti di fermarti al dito: se una cosa del genere mette un po di fuoco sotto il culo dei vostri parlamentari e politicanti, cio accade solo con tremendo ritardo, e’ improduttivo lamentarsi di come si e’ arrivati li.

    1. Sapere i particolari delle cose non aiuta a capirle meglio….
      E ne sono convinto, almeno fino a quando il sapere resterà superficiale e additivo. Non pagano il treno? Bene, mi chiedo perché, qual è il razionale dietro un diritto/privilegio del genere, non mi interessa sapere che cos’altro non pagano, in un elenco pedante nello sdegno e infinito nella lunghezza.

      Per il resto, se vuoi fare la rivoluzione (o anche semplicemente cambiare le cose) insieme a questa gente, fai pure, in bocca al lupo. Vai comunque avanti tu che a me mi viene da ridere.

      Ciao
      A

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