Sabato 8 gennaio 2011 – Guazza

Era la prima volta da un sacco di tempo che si ricomponeva il trio monnezza (fame sonno e debolezza, come dice Jedan). Non ho partecipato all’organizzazione e infatti si parte addirittura dal (non) casello di Santa Severa a ben 50 km da casa. Vabbè che Jedan, ragazzetto di Roma sud, se li fa tutte le altre volte, ma Santa Severa uguale Tolfa (ed io Tolfa la odio, troppi assatanati e poi piove sempre). Stavolta non piove e non ci sono assatanati, ma, in compenso, la strada a salire è molto peggiore di come la ricordassi: piena di buche e affollata di macchine di cacciatori dietro ogni curva. Il cielo inoltre è plumbeo (e lo sarà per buona parte della giornata) e le strade sono sempre umide e spesso proprio bagnate. Passo lento e si va.

Parentesi sui cacciatori. Ovviamente più passa il tempo, più il paesaggio purtroppo si antropizza, più viene in mente la scena di Fantozzi… Che cosa è rimasto da cacciare? Quando sarà stata l’ultima volta che hanno sparato a qualcosa che pesasse più dei 50 grammi e non fosse il cognato? E soprattutto perché si vestono in completi mimetici per poi mettersi addosso il gilè fosforescente?

Con questi pensieri in testa si arriva a Tolfa e ci si prende un bel cappuccino, iniziando a parlare di multimedia e media center.

“Belvedere” di Tolfa

Da Tolfa ad Allumiere su strada nel bosco fradicia e discesa da Allumiere a Civitavecchia su una strada molto bella e larga… peccato il vento.

Pezzetto di Aurelia e si esce a Montalto in direzione Canino, da lì ci si inoltra nel deserto tra  Lazio e Toscana e, passando per il classico Ponte San Pietro, si arriva a Manciano. Il cielo non promette nulla di buono, ma sospinti da Jedan (forse non tutti i tipi di assatanati erano rimasti a casa) andiamo ancora verso nord: Saturnia , Semproniano, Amiata.

Dopo un breve passaggio dentro una nuvola,

Che colore han le nuvole basse...

a Santa Fiora, ci fermiamo a mangiare.

Trio Monnezza

Commenti sulla barista procace (sdranghete) e ancora dissertazioni su temi letterari e informatici. Quando ripartiamo ci accorgiamo che ogni superficie tranne le moto è grondante d’acqua ci sarà un umidità del 786%…

Passati dall’altra parte dell’Amiata, a Piancastagnaio, il cielo finalmente si apre e in scioltezza si arriva alla Cassia. Da lì per strade arcinote si va a SLN, poi Orvieto

Orvieto

e autostrada fino a casa.

Qui la mappa del giro.

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2 pensieri riguardo “Sabato 8 gennaio 2011 – Guazza”

  1. Consolati col fatto che siamo rientrati di A1 e da lì mi sono fatto altri 50 km. Da che girovaghiamo insieme (e abbiamo fatto parecchie migliaia di km!) è solo la seconda volta che passi dalle parti tirreniche…sabato scorso in uscita e ricordo solo un’altra volta che siamo rientrari via A12 e sei uscito a Torrimpietra 🙂

  2. In realtà, i 50 km non mi sono pesati in sé, ma perché era la prima volta che uscivo con Bnb e non andavamo insieme all’appuntamento (tempi che cambiano) e perché si sarebbe andati a Tolfa che non amo. La mia non partecipazione all’organizzazione ha comportato Tolfa, non i 50 km.

    J

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