Rulez

Una cosetta al volo su tutte queste chiacchiere che si stanno facendo in giro sulle regole per il secondo turno delle primarie.

Disclaimer: Il mio endorsement a Bersani lo avrete letto e quindi saprete pure che Renzi non mi piace, né com’è, né come pensa. Ma non è tanto questo il punto. Leggete , leggete.

Non è che “le regole devono rimanere così come sono state decise, così vinciamo noi”. Non ritengo, insomma, che, in un paese in cui c’è stato Berlusconi e ci sarà Grillo, ci sono iatture peggiori di una eventuale vittoria di Matteo Renzi…

Però, poco dopo aver scritto il pezzo dell’endorsement avevo pensato di non votare. Stavano complicando un po’ troppo le cose: la doppia registrazione, la doppia fila, il certificato elettorale… Insomma, tutte cose che, soprattutto se confrontate con le Primarie del passato, così festose e caciarone, davano veramente l’idea dell’apparato che si riunisce e delibera à la PCUS.

Poi un po’ le regole si sono ammorbidite, un po’ domenica scorsa mi sono trovato a Parigi per caso e mi è sembrato fattibile e anche antropologicamente interessante provare ad andare a votare a uno dei cinque seggi “fisici” che c’erano lì.

Ed ho visto che le cose “difficili” sono decisamente diverse. Le regole forse erano bizantine, ma i bizantinismi erano tutti a carico del personale del seggio, un po’ di gente c’era, gli “scrutatori” erano un po’ rinco, ma in 10 minuti scarsi abbiamo votato e ci siamo pure fatti una chiacchierata con qualcuno nei tempi morti. Potevano essere scritte regole migliori?

Sicuramente sì, ma ci sarebbe stato sempre un equivoco di fondo. Le Primarie del Centrosinistra sono una faccenda “privata”, auto-organizzata, autoconvocata e autogestita che, tuttavia, considerato lo scopo “alto” dell’iniziativa, deve essere confrontabile per serietà con le elezioni “vere”. Il tutto contando solo sulle proprie forze, senza polizia, senza Ministero dell’Interno, senza scrutatori pagati, senza fonogrammi dal Comune , ecc. Praticamente poggiandosi solo sull’entusiasmo e la voglia di sbattersi di cittadini e militanti. Per fare tutto questo, soprattutto in una situazione politica ben più delicata di quella delle Primarie precedenti, il regolamento (qualsiasi regolamento) non solo serve, ma deve essere scritto in modo funzionale non solo al cittadino, ma anche – e soprattutto – all’organizzazione (PCUS o non PCUS).

Che ora, al secondo turno, si vogliano mettere in discussione le regole già stabilite e condivise solo perché c’è qualcuno che domenica non ha votato e vuole votare a tutti i costi adesso, mi sembra veramente fuori luogo. La storia delle “giustificazioni” è oggettivamente ridicola, ma è ancora più ridicolo il contesto in cui è stata sollevata.

Non hai votato al primo turno (*)? Non voti al secondo… Facile, forse un po’ draconiano, ma a me dei tuoi presunti ottimi motivi non me ne frega niente. La possibilità di votare te l’ho data (5 seggi a Parigi, per dire, il voto online…) e poi – diciamocelo – i diritti inalienabili dell’uomo sono altri.

Riflettevo ieri, mentre, tornando a casa in moto, inveivo contro un deficiente che usciva dal parcheggio senza mettere la freccia, che “fare la vittima” è bello e liberatorio (**). Fa stare bene, perché ti sfoghi e, come probabilmente avviene per Renzi e i renziani, ti fa sentire bravo: se alzi un casino e cambiano le regole, puoi dire cose bellissime tipo “ve l’avevo detto“, “avevo ragione io che non me la raccontavano giusta“, “loro erano i cattivi e noi siamo i buoni“, “a me mi vota l’Italia mica i militanti indottrinati“, ecc. Se invece non le cambiano, puoi gridare al complotto, scagliarti contro lo StatoImperialistadelleMultinazionali o contro le ForzeOccultedellaReazioneinAgguato… Diceva infatti Renzi poco fa:

“In queste ore c’è chi sta cercando di avvelenare il clima del finale della campagna elettorale c’è una polemica nei miei confronti con un tono francamente triste, veramente desolante, di tanti esponenti del centrosinistra e del Partito Democratico, mi dispiace molto. In ogni caso, la nostra vittoria sarà quella di mantenere lo stile che ci ha caratterizzato in questi mesi, guai a chi cade nelle provocazioni, e rispondiamo ai trappoloni con la forza del sorriso”

In nessuno dei due casi, però, se poi perdi, qualcuno ti rinfaccerà che non avevi i numeri. Regole o non regole. (*) Io, per motivi che non sto a dirvi, al primo turno ho votato scheda bianca e sono andato SOLO per acquisire il diritto di votare al secondo turno. (**) Almeno finché non ti spianano per bene e  a quel punto la vittima non la fai più, ma la sei

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7 pensieri riguardo “Rulez”

  1. Perfettamente d’accordo. Aggiungerei poi che le primarie di coalizione sono un bel problema anche da questo punto di vista. Ovvero se alle primarie di un partito te la puoi cavare dicendo votano solo gli iscritti qui non puoi.
    Aggiungiamo poi il fatto che in ogni caso non lo dice il Manuale della Democrazia che le primarie debbano per forza essere “aperte”, ed infatti negli USA dove sono usate estensivamente coesistono nei vari stati diversi sistemi, ma possono essere benissimo “chiuse” o “semichiuse”.
    E personalmente ritengo, a prescindere da Renzi o Bersani, perfettamente logico e sensato, anzi addirittura giusto, dare la possibilità di votare al secondo turno a chi attivamente abbia manifestato interesse alla cosa. Per cui personalemnte avrei tirato la linea su chi si fosse iscritto in data precedente al primo turno.
    Le primarie non sono le elezioni politiche, non esiste un diritto di voto passivo calato dall’alto, ma richiedono una partecipazione attiva, all’intero processo. Come hai fatto tu peraltro.

  2. Non ho votato ‘coscientemente’ al primo turno, ma vorrei votare al secondo.
    A quanto pare non posso e devo portare giustificazioni come a scuola.
    Penso che una giustifcazione sufficiente sia: non mi andava.
    Alle elezioni, quelle serie, si puo’ fare, a quelle, meno serie per la scelta del candidato non si puo’. Mi pare sufficientemente surreale
    C’erano poche speranze che andassi a votare (alle elezioni serie), c’erano pochissime speranze che votassi PD: adesso (non) ce n’è (ness)una. Per nessuno dei due casi.

    @KilgoreTrout: Non sono d’accordo con la frase

    Le primarie non sono le elezioni politiche, non esiste un diritto di voto passivo calato dall’alto, ma richiedono una partecipazione attiva, all’intero processo. Come hai fatto tu peraltro.

    Insomma se scrivere sul proprio Blog il ‘proprio endorsement’ per un candidato o partecipare ‘attivamente’ deve essere il metro per la partecipazione alle primarie è una questione opinabile
    Quanti lo hanno fatto dei votanti? Non lo so e non lo volgio sapere, vorrei solo avere la possibilità di votare.
    E ti diro’ vorrei avere la possibilità di votare anche il candidato avvversario visto che a me qualcuno mi governerà, e se posso o voglio, scelgo anche il meno peggio della parte avversa.

    PS: e SI non vado a votare e NO, conseguentemente, non parlero’ di politica per 5 anni. Tranqulli uno straccio di coerenza lo mantengo

    1. Amico Bnb,
      a me il discorso pare abbastanza semplice. Alle elezioni “vere” si può votare solo al secondo turno senza giustificazione per due motivi che ho provato a spiegare nel post:

      a) perché votare alle elezioni “vere” (e solo a quelle) è un diritto costituzionale e pertanto quello è l’unico obiettivo e tutto ciò che gli sta intorno (l’organizzazione, la macchina democratica) si deve adattare;
      b) perché esiste un foglietto, che si chiama certificato elettorale, che, da un lato rende immediata l’identificazione dell’elettore indipendentemente dal turno, dall’altro costringe a votare soltanto nella propria sezione (a costo di spendere soldi pubblici per far tornare la gente al paesello per votare)

      Riguardo al punto b), io, stando a Parigi domenica scorsa, non avrei potuto votare, eppure l’ho fatto. Sempre riguardo al punto b), l’unica alternativa equivalente sarebbe stata quella di far votare soltanto gli iscritti, visto che con la tessera non ci sarebbe stato bisogno di registrazione…. Ma forse, pur con qualche bizantinismo di troppo, è stato meglio così…

      PS: “perché non mi andava” – lo so che ti è scappato per amor di polemica – non è una giustificazione sufficiente.

  3. Barnaba, la mia frase che citi non si riferiva al fatto che il “tenutario” di questo blog ha fatto pubblico endorsement ma al fatto che il suddetto si è registrato per le primarie PRIMA del loro inizio.

  4. Cazzo!!!
    E’ questa è la partecipazione attiva?
    Va bhe pensavo che partecipazione attiva fosse altro.
    Averi seguiti per anni e anche votati anche nei casi più disperati e insensati penso che valga nello stesso modo.
    Personalmente io mi sono stufato di loro e sopratutto della lora assurda allenza e ricerca nei confornti dei cattolici.
    Questo sopratutto è il mio motivo per cui non li voto (se vincesse Renzi peggio mi sento).
    E visto che non c’è nessuno altro che mi ‘piace’ e non voterò e ‘subirò’, come ho ‘subito’, altri governi, e decisioni che saranno prese e che il mio voto non cambierà.
    Se faranno cose che mi piacciono riandrò a votare altrimenti non voto.

    E se arrivo a una decisione del genere, io che ho sempre creduto che votare fosse importante, renditi conto di quanto ne ho le palle piene (scusate il francesismo) e di quanto sia scorato.

  5. PS: e chi lo stabilisce??? Magari il cane mi ha mangiato il ceritificato elettorale o la casa era era allagata o erano passate le cavallette o più realisticamente non l’ho trovato o che diavolo ne so io.
    Quale è una giustiifcazione valida???
    Il punto b) vale anche alle primarie: senza certificato elettorale non voti e puoi votare solo nei gazebo relativi al tuo seggio.
    A me è già capitato che stando a Ve non ho potuto votare, ma al tempo tutto sommato non mi sono incazzato. Ho detto va bhe sono le regole. Adesso sono profondamente infastidito.
    E’ un fastidio che è cresciuto nel tempo e andando avanti non mi ha abbandonato, anzi è cresciuto.
    Così, ti diro’ che non è che mi andasse di votare e infatti non ci sono andato, ne al primo ne al secondo. Non mi è andato manco andare al gazebo a polemizzare: me ne sono stato a casa in pigiama a leggere. Magari è qualunquista, ma ammetto che questa tenzone primaria non mi ha entusiasmato.
    Non mi entusiasmano ne Bersani, ne Renzi.
    Così, a mio gusto, preferisco il primo al secondo, ma è come preferire un riso in bianco ad una pasta scotta.
    E’ sconfortante. Ai tempi ho votato Prodi (pasta in bianco?) e in due anni non sono riusciti manco ad abolire simbolicamente una legge fatta dal governo che li ha preceduti.
    Li voglio vedere, ma non mi va di votarli, mi sono strarotto il cazzo dei loro barcamenti per arrivare a governare e quando arrivano li spero che saranno meno indecisi e inconcludenti di quanto lo siano stati nella precedente occasione.
    Non ci credo, ma lo spero … e chi vive sperando muore cacando
    E non voglio cattolici o altri religiosi al governo.

    PS: lo sai che so polemico 🙂

    1. Ma che ti pensi? Che io mi sono esaltato per queste primarie? Non me ne frega quasi nulla. Voterei anche Renzi se vincesse: la convinzione è un’altra cosa. Io discutevo solo del fatto che si vuole far passare l’accesso al voto come una corsa a ostacoli. Quando invece proprio non lo è. Io a Parigi il certificato elettorale non ce l’avevo, eppure ho votato tranquillamente.
      Secondo me, lo stesso sarebbe successo (anzi, è successo) al tuo seggio a partire dal tuo indirizzo di residenza.

      Ps:…. Di merda 😀

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