Riflessioni autostradali

But your thoughts will soon be wandering
The way they always do
When you’re ridin’ six(teen) hours
And there’s nothin’ much to do
And you don’t feel much like riding
You just wish the trip was through

Ieri, per motivi che non sto a dirvi, mi sono fatto fra andata e ritorno 6 ore di trasferimento autostradale. In moto, ovviamente. Non è certamente il periodo dell’anno più adatto per queste operazioni, ma volevo farlo e l’ho fatto.

Il clima è stato clemente, nel senso che ha piovuto pochissimo, molto meno di quanto avrebbe potuto, ma per il resto freddo, umido e poco altro. E’ stato però anche il battesimo del fuoco della nuova moto sulle lunghe distanze e la prova su strada di alcuni accorgimenti sull’abbigliamento tecnico… Entrambe le cose, insieme allo scopo principale del viaggio, hanno funzionato: sedere tutt’altro che dolorante ed equilibrio termico raggiunto rapidamente e mantenuto in bellezza.

Sei ore comunque sono tante e nella solitudine del casco ti viene da fare un po’ di riflessioni autostradali su quello che stai facendo e su quello che ti circonda.

L’autostrada non è amata dai motociclisti e ci vuole poco a capire il perché. E’ tutta uguale, tutta dritta e spesso e volentieri trafficata. In inverno, poi, gli automobilisti hanno la preoccupante tendenza a non prendere assolutamente in considerazione che potrebbero esserci dei motociclisti nei loro specchietti: sarebbero troppo coraggiosi per esistere. Agli Autogrill, ti guardano con rispetto e, soprattutto – ho notato – le coppie di anziani, si danno di gomito indicandoti, come a dire “Guarda quello… Che coraggio!” (o più probabilmente e prosaicamente “Come glie va…“). Comunque lo fanno ed è bello rompere la monotonia della vita di qualcuno.

Fermo restando che il motociclista cerca le curve (e di conseguenza statali e provinciali), io non me la sentirei di essere totalmente negativo nei confronti della povera autostrada. Per cominciare, il viaggio di ieri senza autostrada sarebbe stato impossibile e già l’avere avuto la  possibilità di farlo è una cosa buona. Viste le poche ore di luce che ci sono in inverno, a non concentrare le attività motociclistiche nelle poche ore di luce si rischia di trovare ghiaccio o, se si va per stradelle, addirittura di perdersi.

L’autostrada è l’unico tipo di strada su cui andarci di giorno o andarci di notte (problemi di freddo a parte) non fa molta differenza: si tengono le stesse velocità e si guida nello stesso modo, ugualmente rilassati (o stressati, a seconda dei punti di vista). E questo, in inverno, regala alle sortite motociclistiche almeno un paio d’ore in più. Anche la pioggia spaventa molto meno, sempre beninteso una volta che l’abbigliamento è adatto e bene al suo posto.

Per chi come me, la macchina non ce l’ha proprio, l’autostrada è una condizione imprescindibile per utilizzare la moto non solo come strumento di divertimento, ma anche come semplice mezzo di trasporto per andare da A a B e ritorno.

E poi è larga, soprattutto rispetto all’ingombro trasversale della moto… Anche se è trafficata, sei praticamente libero di fare un po’ quello che ti pare: in generale, sorpassi a sinistra e viaggi nella corsia più a destra come da manuale, ma a volte per toglierti d’impaccio, per metterti alle spalle un grumo di veicoli lenti, puoi anche sorpassare a destra o addirittura in corsia d’emergenza (in emergenza, ovviamente) senza colpo ferire. Ci pensa l’accelerazione della moto, istantanea (soprattutto se confrontata alla sonnolenza vigile dell’automobilista medio, preso dal suo stereo, dalle sue sigarette, dal suo telefonino, dalla moglie acida a fianco e dai figli urlanti sul sedile dietro), a minimizzare le situazioni di pericolo. Sembra estremo, ma è molto naturale.

E comunque, dicevamo, sei ore di noia, senza nemmeno un po’ di musica visto che l’auricolare da casco è rotto (e ci sta pensando Bnb…), permettono di elaborare molte teorie sul traffico e gli automobilisti e di verificarle empiricamente.

Considerazione autostradale n°1: le macchine, almeno quelle che non sono i SUV-suite degli evasori, sono sempre più malandate. E’ quasi difficile trovarne una che ha tutte le luci a posto: gli stop, finché ce n’è almeno uno dei tre che funziona, si lasciano così, i fari anteriori sono sempre strabici, uno moscio e uno abbagliante, o regolati male e c’è un sacco di gente che gira con gli abbaglianti accesi. Su questo ho la mia teoria nella teoria: secondo me, sono proprio gli abbaglianti, non gli anabbaglianti regolati male, perché sono rimasti gli unici fari che funzionano e altrimenti non vedrebbero un cazzo. E se questa è la situazione dell’impianto luci, che è l’unico che si vede, tremo al pensiero di quale sia il livello di manutenzione delle altre parti dell’auto… Tipo, per dire, i freni o le gomme…

Considerazione autostradale n°2: una volta quando beccavi dei grumi anomali di traffico su un’autostrada prevalentemente vuota, la colpa era di camion carichi che non sopportavano che il camion davanti andasse 0,5 km/h più lento e quindi tentavano di superarlo. Questa ardita operazione rendeva due delle tre corsie (quando c’erano) off-limits per qualche km, in quanto occupate militarmente da questa guerra dei poveri. Le macchine si accodavano tutte sulla terza corsia (quando c’era, se no si accodavano e basta), ma ben presto qualche signora o qualche anziano, terrorizzato dalla presenza del camion in sorpasso alla sua destra, si cacava sotto e, invece di togliersi dal cazzo sorpassando velocemente, rallentava fino mettersi 0,5 km/h più veloce del camion… A quel punto, se trovavi un Autogrill, ti conveniva entrare, perché non c’era più niente da fare. Questo era il passato. Cosa è cambiato? E’ cambiato che ora la maggior parte delle volte, il veicolo più lento (quello che va a 0,5 km/m meno del camion e 1 km/h meno del vecchio) non è più un camion, ma un altro (o forse lo stesso) vecchio che se ne sta con la sua bianchina-equivalente incistato nella corsia di destra, senza superare i 70 all’ora, con il suo bel cappello in testa, con un camion nel bagagliaio e, soprattutto, la sua coscienza pulita, alla larga dal pericolo di strage-del-sabato-sera e dagli autovelox, che signora mia…

Considerazione autostradale n°2/bis: spesso al posto del vecchio, soprattutto in estate, ci si trova il camperista… Che si sa, va a 70 all’ora con la canottiera e il braccio fuori, sia perché il camper è carico di cianfrusaglie e altre preziose masserizie fondamentali per la sopravvivenza e nun gliela fa, sia perché la Signora sta facendo il caffè con la moka e non bisogna sballottarla, sia perché “sto in vacanza eccheccazzo…“.

Considerazione autostradale n°3: c’è ancora gente che inchioda quando passa sotto gli archi del tutor… Questa potrebbe essere liquidata un po’ come il vecchio di cui sopra che va a 70 all’ora per stare dalla parte della ragione rispetto agli autovelox… Ma, ieri, pensavo che potrebbe anche darsi che la gente ha rinunciato a capire come funziona il tutor e parlare a costoro di velocità media equivarrebbe a parlare del bosone di Higgs…

Considerazione autostradale n°4: perché la gente si ferma per pisciare in corsia d’emergenza, quando i bagni all’autogrill sono gratuiti e generalmente puliti ormai da una trentina d’anni?

Considerazione autostradale n°5 (geolocalizzata): perché sulla Roma-Napoli c’è una sola Area di Servizio in 100 km di autostrada? Ieri, ci sono arrivato per un pelo… Bnb sostiene che c’è di mezzo la camorra…

Ah, la citazione dell’incipit viene da qui…

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