Di Renzi, cripto-grillini e canari

renzi
Tipo…

Come ricorderete, non ho mai creduto nel cambiamento portato da Matteo Renzi nel PD. O meglio, non ho mai creduto che quel cambiamento, che lui rappresenta(va), fosse anche lontanamente parente della mia idea di PD. Gli ho votato contro, fieramente, in due  primarie su due, ma la seconda volta sono stato minoritario e me lo sono trovato come segretario del mio partito. Ritenevo che potesse fare solo danni, che non avesse la preparazione per essere il  leader di un partito di sinistra, che banalmente non avesse un’idea di partito nella quale potessi riconoscermi. In realtà, pare oggi che la situazione potrebbe davvero essere molto più semplice.

Io spero ancora che non finirà così, che tornerà a far danni solo in quel che resta del mio partito, ma circola con insistenza la voce che potrebbe sostituire Letta come primo ministro. Senza elezioni, senza esperienza politica e, ad oggi, senza nemmeno una maggioranza. Già detta così, fa abbastanza ridere/piangere. Ma lo fa ancora di più se pensiamo che l’unico argomento pro-Renzi vagamente condivisibile, quello con cui i Renziani ce l’hanno fatti letteralmente a peperini, era che “al Governo bisogna andare vincendo le elezioni“. Devo anche dire che mi piaceva particolarmente il sottotesto di tale messaggio, anche se comprensibilmente non è mai stato detto a voce alta da nessuno: “l’Italia è un paese di destra, per vincere le elezioni dobbiamo fregarli in qualche modo e farli votare a sinistra“, anche imbastardendola molto (aggiungo io, ma ci può stare). In quest’ottica, io nonostante il senso di ribrezzo che mi fa Renzi (ex-boy-scout, come se il resto non fosse abbastanza), gli avevo promesso il mio voto alle elezioni “vere”.
Davvero spero che non succeda un cosa simile, ma di questi tempi pare non ci sia limite allo sconforto…

Intanto, nel microcosmo…

Il primo segnale preoccupante riguarda le mie conoscenze grilline o para-grilline. Costoro, provenendo da sinistra (credo), avevano votato Grillo alle Politiche (grazie ancora, davvero!) e, nel tempo, una buona parte di loro era rinsavita e si era resa conto della pochezza dei personaggi che avevano mandato in Parlamento, dell’inevitabile intruppamento con personaggi improbabili, delle intemperanze para-fasciste del loro leader, della sterilità – sia di metodo, sia di merito – delle loro proposte.

Breve inciso. L’altro giorno, c’era in televisione, privo di contraddittorio come è ormai prassi e in collegamento outdoor da davanti al parlamento per far vedere che lavorava, tale Manlio Di Stefano del M5S. Alla domanda “Cosa avete fatto in questi mesi in Parlamento?“, ha snocciolato con la solita cantilena saccente un elenco impressionante di “proposte di legge” che dire “naif” sarebbe poco. Ma il punto, anzi i punti, più che la naiveté delle proposte, sono altri. Il primo è che tu puoi “proporre” quello che vuoi, ma se già in partenza non hai i numeri per farlo approvare e non provi nemmeno a cercarli per non comprometterti, stai perdendo tempo (a spese mie). Il secondo è (che temo) che almeno alcuni di quelli che ascoltavano il Di Stefano non abbiano l’estensione cerebrale per capire che una “proposta di legge” fatta in quel modo e da quella gente sia, in termini pratici, l’equivalente politico di gridare “Forza Roma” allo stadio. Infine, proprio perché sono un pignolo di merda, sarei proprio curioso di sapere se queste “proposte di legge” sono scritte bene, in termini formali, o sono invece solo buttate là, un po’ per semplice inadeguatezza, un po’ perché tanto sanno bene che non faranno molta strada.

bah
Tipo…

Questi (ex) grillini, dicevamo. Ravveduti, sì, anche con mea culpa di qualche tipo. Ma, poi uno ci parla e vede quello che postano in Facebook, le fonti di notizie a cui si continuano ad abbeverare, i riflessi condizionati che hanno quando si toccano certo argomenti, la diffidenza verso i ragionamenti contrari alla vulgata “è tutto un schifo, signora mia“… L’impressione che se ne ricava è che i temi che appassionano i grillini riescono ad appassionare le persone indipendentemente da Grillo e dal grillismo stesso. Sarà che io non riesco a separare le idee dalle facce e, soprattutto, dai modi di chi le sostiene, ma di passare il tempo a discutere esclusivamente dei costi della politica, del fatto che tutti rubano uguale, di che il PD è uguale al PdL e che i parlamentari sono fannulloni strapagati, proprio NON ME NE FREGA NIENTE (lo scrivo maiuscolo, così capiscono) (*).

Scendendo ancora di più nel microcosmo, c’è un altro fenomeno inquietante. Tutti abbiamo, fra gli amici di Facebook, canari, gattari o animalari di qualche tipo. Si va dalle foto di animali altrui in pose “troppo carine”, ad animali propri “troppo fenomeni”, a trovatelli assortiti, più meno malridotti e “in cerca di affetto”, fino a foto davvero truculente di bestie spelacchiate, in pericolo, affamate, investite, seviziate o direttamente morte in qualche modo sanguinolento. L’obiettivo è quello di sdegnarsi e far sdegnare le moltitudini, richiamando l’attenzione su quanto è crudele l’uomo e quanto sono belli e buoni gli animali. Io, pur leggendone avidamente i commenti sgrammaticati, segnalo puntualmente a Facebook tutte le foto truculente come inadatte: non credo che cambierà mai qualcosa, perché Facebook su questo sdegno a buon mercato ci inzuppa il pane, ma almeno li faccio lavorare un po’.

Almeno stavolta, però, non è questo il punto. Il punto è che le foto in questione, comprensibilmente, non circolano su mezzi di informazione “mainstream”. Di solito vengono pescate da blog locali, siti scandalistici o direttamente da Facebook: le fonti non sono verificate, le notizie sono probabilmente false (o quanto meno sempre le stesse) e di base non è che gliene freghi niente a nessuno. (E non perché “non sanno”, ma proprio perché non gliene frega niente).

cani
Tipo…

Il fatto è che spesso questi canari postatori/condivisori nella vita reale sono persone degne, che pensano bene e votano (più o meno) bene. Persone che hanno gli strumenti per capire se una notizia è un po’ sospetta (non sono grillini che credono alle sirene, per esempio), se una fonte è improbabile, se soprattutto, postando e linkando cose del genere, non fanno il gioco di qualcuno che, Grillo-style, sui click dei gonzi ci guadagna in qualche modo. Qualcuno, per dire, che magari, cani a parte, ha un’agenda ben diversa da quella che tu professi di avere nella vita reale.

Voglio specificare, visto che già mi sono sentito dare dell “arido” per questo vecchio post, che il punto, almeno stavolta, non è l’animalismo, nemmeno quello militante, ma il fatto che le passioni di nicchia abbiano preso ampiamente il sopravvento sulle idee politiche e sui fondamentali dell’essere di sinistra, che vi metto qui sotto per comodità.

fascisti > brutti; fonti > attendibili; ragione > prima di tutto; dubbio > sano

(*) Sticazzi, lo so.

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3 pensieri riguardo “Di Renzi, cripto-grillini e canari”

  1. sono finito casualmente su questo blog cercando di capire chi si nascondesse dietro quella fogna mediatica che è il sito catena umana. sotto un video del sempreterno giorgio una unica scritta:
    Pingback: Di Renzi, cripto-grillini e canari – Il cappello del giullare

    bene
    finisco su questa pagina.
    cosa trovo?

    un piddino che dice di aver votato due volte contro renzi ed attacca i grillini e gli animalisti.
    sui grillini non sono d’accordo semplicemente perchè a mio parere ci sei andato troppo leggero.
    quelli che conosco io e che dicono di provenire dalla “sinistra storica” sono solo dei poveri coglioni che hanno fatto 3 manifestazioni in vita loro ed esclusivamente per prendere il sole, farsi qualche canna (i migliori) e scattare qualche foto ricordo da mostrare ai nipotini. mai avuta nessuna coscienza politica
    seguivano semplicemente il carrozzone vuoi per discendenza familiare vuoi perchè all’università pagata da papà non c’era altro.
    in buona sostanza dei coglionazzi un po’ fascisti ed un po’ piddini.
    appunto,
    un po’ piddini perchè buona parte di questa gente viene da li.
    da quel partito del il blogger in questione sembra essere un militante che non è niente altro che una brutta copia della democrazia cristiana di 30 anni fa
    bacchettoni cristiani, anti abortisti, pluricondannati, pretaroli, baroni universitari che nel loro lungo periodo di egemonia culturale non hanno fatto altro che far passare i valori sorici della destra per alla fine farli totalmente propri.

    mi fermo qui per passare alla questione animalisti
    anche su questo argomento parti da una piccola verità
    è la tecnica preferita dei sofisti e dei politici di profesione…
    affrontare una questione prendendola da un aspetto marginale e vago
    per poi farlo diventare il perno centrale ed inossidabile di teorie ridicole e strumentali ai loro fini.
    la piccola verità e che ci stanno in rete e noon solo degli animalisti che spaccano le palle con foto truculente quando a volte si potrebbero evitare.
    la grande verità e che l’alimentazione carnivora a scala mondiale causa catastrofi ambientali di vario tipo. tutte scientificamente provate. sfruttamento e conseguente impoverimento di infinite fette di territorio per gli allevamenti. uso di quantitativi di acqua esorbitanti mentre vaste aree del pianeta vanno desertificandosi. negli allevamenti, non solo quelli giganteschi, gli animali vengono torturati contravvenendo ogni (assolutamente insoddisfacente) norma sul rispetto degli animali. gli animali vengono poi riempiti di farmaci d’ogni sortae voi itelligentoni ve li pappate tutti. insomma
    questo e molto altro.

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