Raid artico

Volevo farlo da tempo, ma ho cominciato a pensarci seriamente verso Natale. Erano passati tre anni dalla sfortunata esperienza sahariana e, da un lato sentivo il bisogno di riconciliarmi con un certo tipo di turismo, dall’altro c’era la voglia di farlo strano senza rischiare la vita una seconda volta.

Sto andando in Finlandia, a Rovaniemi, capoluogo della Lapponia e residenza di Babbo Natale, per farmi tre giorni di raid in motoslitta. Da domani a mercoledì starò per boschi, canyon e laghi ghiacciati, dormendo in rifugio e cercando di non morire assiderato (sembra comunque che non dovremmo andare sotto i meno 10 e poteva andare decisamente peggio). Non ho mai guidato una motoslitta, ma dicono che sulla neve battuta sia facile – una via di mezzo tra uno scooter e un tagliaerba da 300 kg -; sulla neve fresca meno, ma comunque pare che anche a queste latitudini estreme – siamo oltre il circolo polare artico – valga il detto immortale “se sei incerto, tieni aperto“. Bisogna però dire che stavolta sono molto più positivo rispetto alla Libia; c’è curiosità, c’è eccitazione, ma non c’è quel magone, quella sensazione di aver fatto un passo troppo più lungo della gamba che fu, prima ancora dello scarso manico, il peccato originale della caduta rovinosa sulla duna con tutto quello che ne seguí. Quindi, daje!

Ah, dimenticavo… Mi si chiedono foto dell’aurora boreale, qualcuno è anche arrivato a minacciarmi se non le faccio… Speriamo. Il punto è che, per quanto possibili e probabili a quelle latitudini (tipo 200 giorni l’anno), le tempeste solari che le producono sono imprevedibili e, soprattutto, può essere nuvoloso… Sapevatelo.

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