Ho provato la Yamaha Tracer

Questo è un post difficile, che fino a qualche settimana fa non immaginavo che mi sarei trovato a scriverlo. Io, nel caso non l’aveste ancora capito, sono innamorato, tra le altre cose, della mia moto. Non perché sia “la mia”, ma perché, finalmente dopo vari tentativi, incauti acquisti e una lunga curva di apprendimento, ho trovato “la moto per me”.

KTM 990 SMT (Banshee)
Questa è Banshee, KTM 990 SuperMoto T (come Teppista) la moto per me

In tre anni e mezzo di possesso, il nostro rapporto è stato un crescendo di sensazioni e di esperienze che mi hanno dato un senso di stabilità, di tranquillità… Potremmo dire di nirvana sentimental-motociclistico (con buona pace der poro Buddha).

Bisogna anche dire che il mercato in questi anni ci ha messo del suo. Nessuna delle moto potenzialmente alternative, vecchie e nuove, mi ha anche lontanamente emozionato, ancor meno se si metteva nel conto anche tutto lo sbattimento del cambiare moto. Tra l’altro, vista l’ottima esperienza nell’acquisto delle due ultime KTM, mi ero fortemente affezionato al marchio e molto probabilmente, dovendo un giorno inevitabilmente cambiare moto, sarei tornato lì a prendermene una terza. Peccato che nel frattempo KTM ha pensato bene di togliere dal listino la mia moto senza sostituirla con nulla di simile. Anzi, si è messa a rincorrere la BMW (che continua a vendere vagonate di GS a vagonate di motociclisti improbabili) sul suo terreno: ha creato quella che è forse la moto definitiva per quella nicchia di mercato, ad un prezzo, a parità di dotazione, molto concorrenziale (anche se altissimo in termini assoluti).

Io però sono felicemente uscito da quella nicchia di mercato e quel tipo di moto non mi interessa, né, in particolare, mi piace la “nuova” KTM Adventure 1190: che sarà pure una gran moto, come si dice, ma è esteticamente anonima (con qualcosa finanche di “brutto”, tipo i colori, i led davanti e lo scarico), decisamente cara (almeno in questa mia congiuntura economica), inutilmente monumentale da endurona pentita… Meglio il GS a quel punto (ecco, l’ho detto) e potrei anche smettere di salutare gli altri motociclisti, come bonus.

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Per una volta, temo di essere d’accordo con una maggioranza e, fossi KTM, qualche riflessione la farei…

Ergo, eresie a parte, se andassi in KTM oggi, non saprei cosa portarmi a casa. E questo, con i kilometri che passano, è davvero un problema.

Poi, la Yamaha tira fuori una moto decisamente del mio genere. Non ho ancora capito se la MT-09 Tracer mi piace esteticamente, perché negli ultimi tempi con le moto giapponesi l’effetto Daitarn 3 è sempre in agguato. Ma, a leggerne in giro, è una moto leggera, puramente stradale, moderatamente aggressiva per non essere una hypersport e, si dice, anche ignorante. Visto il prezzo, toccherà provarla, mi sono detto.

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Immaginatevi me che vado dritto a un tornante della salita di Sezze e Niva, in orbita sull’agro Pontino, che mi lancia i componenti…

Con le aspettative basse di un uomo già felicemente impegnato, sono andato alla Yamaha di Latina e, non senza qualche difficoltà organizzativa, venerdì pomeriggio sono riuscito finalmente a fare questo giro di prova.

(Perché a Latina? Perché ci passo per andare al mare e perché mi sembra ben stupido provare una moto a Roma. Io ho provato altre due moto, entrambe a Roma, e sinceramente non ci ho capito niente. La KTM SMT l’avevo bocciata, pensa te. Mentre la BMW GS Adventure mi aveva soltanto confermato che era grossa come una Smart e molto meno simpatica (e sapete quanto sono simpatiche le Smart). E quindi da allora, golden rule, le moto si provano fuori Roma: certo Latina non è ottimale perché lì intorno è tutto piatto e dritto (che ne so, Terni sarebbe stato meglio), ma è sempre meglio di dover provare a piegare sulle rampe della Tangenziale.

Ho preso la moto, la tipa mi ha spiegato rapidamente il tastino per le mappe della centralina (A = aggressive, STD = standard, B = bonacciona), casco e via sulla SS156 dei Monti Lepini, con l’obiettivo minimo di salire a Sezze per fare un po’ di curve. Alla fine, complice anche la moto a secco (ho dovuto fare benzina al volo e meno male che me ne sono accorto), ho fatto due volte su e giù (una con la mappa standard e una con quella aggressive, la bonacciona la conserviamo per i giorni di pioggia), più l’andata e ritorno sulla statale. Il giro è stato quello che è stato, meno di un’ora, però, di cose da dire ce ne sono.

Come sempre in questi casi, luci e ombre: le luci però sono abbaglianti. Cominciamo dalle ombre.

L’estetica, abbiamo detto. Non è brutta, secondo me, ma è molto “giapponese”, molto manga: troppi pannelli, troppa plastica e questo si vede pure dalle foto. Quello che non si vede è che la parte interna dell’anteriore (il retro dei fari e, in generale, tutta la parte tra il serbatoio e il cruscotto) è completamente “a vista”: ventole, fili, radiatori… Che fa molto “Mad Max”. La cosa più notevole (e che dalle foto delle riviste stranamente non emergeva con chiarezza), però, è quanto sia stretta dietro e larga davanti. Praticamente è a pianta triangolare con un manubrio larghissimo (fin troppo vedi dopo) e un culetto strettissimo: al centro, infine, è talmente stretta, che secondo me riesce a guidarla in sicurezza pure una persona piuttosto bassa (anche il TDM era così).

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Sul folle c’è la doppia indicazione (troppa grazia)

Già che ci siamo (non so se è estetica o funzionalità), mi è piaciuto molto il cruscotto interamente LCD. Certo, il contagiri digitale lascia un po’ il tempo che trova, soprattutto su una moto che non conosci, perché non è evidente dove sia la “zona rossa”, ma nel complesso è bello, grosso il giusto, completo e leggibile. E il fatto di essere un accrocco tecnologico appoggiato lì, a sbalzo sopra le ventole e la ferraglia di cui sopra, completa l’ “effetto Mad Max” del tutto. Bene. Anzi meglio, perché c’è anche l’indicatore della marcia inserita, di cui  – lo so, sono io che sono monco – spesso sento il bisogno.

Un’altra ombra è la sella, che ho trovato piuttosto scomoda (nel senso di dura sotto il sedere) e (un po’) bassa. Va detto che venivo da un’ora di moto su un’altra sella e quindi il mio augusto deretano non doveva solo abituarsi a una nuova forma, ma anche disabituarsi a quella vecchia. E va detto anche che la sella è regolabile in altezza e molto probabilmente il concessionario l’aveva abbassata per rendere al moto provabile anche dal Grande Puffo Pontino. Rimane il fatto che farci un viaggio serio, seduto lì sopra, non mi alletta particolarmente.

Il manubrio largo è fichissimo. Dà un senso di potenza e di controllo eccezionale (anche al TDM avevo cambiato il manubrio e ne avevo messo uno molto più largo: la Yamaha alla fine mi ha dato retta), inoltre dovendo tenere le braccia molto larghe, si finisce per stare seduti un bel po’ più in avanti e la guida teppistica viene più naturale. Però, nello specifico, non è tutto oro quel che luccica: perché oltre ad essere largo lui, mi ha dato l’impressione che siano più larghe anche le manopole, cioè la zona dove si mettono le mani. Le leve erano lontane da afferrare e anche i blocchetti per le frecce, il clacson e le mappe erano difficilmente raggiungibili; come se, secondo Yamaha, non dovessi tenere le mani all’estremità del manubrio, ma un po’ più all’interno. Chissà, forse bisogna solo prenderci la mano e/o fare qualche regolazione, ma io ho le manone e sinceramente questo tipo di problema non me lo aspettavo… Casomai l’opposto.

Aiutateme a di' largo...
Aiutateme a di’ largo…

Queste le ombre, ma, converrete con me, ci sono iatture peggiori: le critiche che mossi alla SMT erano molto più sostanziali. (E poi me la sono pure comprata…)

E veniamo alle luci (abbaglianti).

Il motore è un’ira di dio. Sulla carta la moto ha gli stessi cavalli (115) e lo stesso peso (190 kg a secco) della mia moto, ma l’impressione è quella di una potenza straripante e, a vedere il fondo scala del contagiri, ce ne potrebbe stare ancora molta altra, se si capisse dove sta la “zona rossa”… Con la mappa standard è già molto ignorante, ma con la mappa aggressive sull’accelerazione pura non ce n’è per nessuno (almeno per i miei tranquillissimi standard). Soprattutto con la mappa standard ho trovato un effetto on-off piuttosto fastidioso sulle curve: quando ridai gas in uscita di curva, si sente nettamente la centralina che “riattacca” e se gli dai giù pesante,come è giusto, si sente anche una botta trasversale che scuote tutta la moto. Con la mappa aggressive l’ho avvertito meno, ma va anche detto che sulla strada di Sezze c’era più traffico rispetto al primo giro e ho necessariamente dovuto guidare in modo un po’ diverso. Ah… Dimenticavo. Un’altra nota stonata è il rumore un po’ frocesco dello scarico, tipico di molti tricilindrici.

Altro punto d’eccellenza, per quel poco che l’ho provata, sono i freni. Frena molto e molto progressivamente e tutti sanno che nella guida teppistica la frenata ignorante vale almeno quanto la potenza del motore. Frena anche con il freno di dietro, che sulla mia SMT è assolutamente pleonastico.

Infine, non so se è la suggestione dei commenti sentiti dai KTMmisti e/o di quanto letto nelle recensioni sui giornali, ma in effetti ho trovato le sospensioni davvero un po’ morbide, almeno per stare sotto a cotanta ignoranza. In particolare, nelle curve più piegose, oltre a un rigore non eccelso lungo l’asse longitudinale (va detto che la SMT da questo punto di vista è un punto di riferimento assoluto, praticamente un rasoio), ho notato una certa difficoltà a capire su quale punto della moto bisognasse forzare per farla scendere in piega. Però, questa, componentistica a parte, mi sembra la classica cosa su cui è stra-naturale che la moto tua ti sembri più performante.

In conclusione, che dire?

Mi piace molto.

Il prezzo è allettantissimo. Gli unici ostacoli sono nell’ordine:

  1. lo sbattimento legato al cambio moto;
  2. l’affetto per la mia moto;
  3. la congiuntura economica (mia);
  4. l’affetto per il marchio KTM.

PS: nel dubbio ieri e sabato scorso mi sono fatto due bei giretti con Banshee e, con la riservatezza sornionamente delinquenziale che la contraddistingue, mi ha ricordato molto chiaramente perché è e rimane una moto eccezionale.

Update: alla fine a ottobre 2015 l’ho comprata, ne sono felice e ne ho scritto ancora qui e qui

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12 pensieri riguardo “Ho provato la Yamaha Tracer”

  1. Albè! Intanto un grosso abbraccio e poi…
    …la BMW (che continua a vendere vagonate di GS a vagonate di motociclisti improbabili)…
    Io ho la GS, mi considero improbabile come motociclista?
    😀 Ciao, Sergio – Ulysse.
    PS: la tracer ce l’ha Poldo, giugno scorso abbiamo fatto un giro Austria, Svizzera, Dolomiti, Stelvio ecc. Si è comportata molto bene, a parte un problema con le borse laterali che comunque erano un Poldo-problema…

    1. Chi si rivede! Ciao. Ti considero tutt’altro che un motociclista improbabile (bontà mia). Se ho scritto quello che ho scritto è perché penso che il delta fra le vendite che può fare un’ottima moto è quelle che fa il GS è costituito da motociclisti improbabili. Almeno quelli che incontro io per Roma sono in buona parte personaggi improbabili.
      PS: la Tracer l’ho comprata, arriva la settimana prossima.
      PpS: visto le novità?
      PppS: ma il forum esiste ancora? Io in passato sono passato di là e non ho visto grosso movimento…

  2. Ahhh!!! Alla fine l’hai comprata…. e ora qualche impressione sul dopo acquisto per chi sta per fare lo stesso passo? (sbrigati che potresti arrivare a cose fatte)
    NB La tua Gemma ti stravolgerà la vita! Guida con prudenza!

      1. eh, eh… sono un marco che ha fatto una ricerca sulla Tracer e si è imbattuto nel tuo blog… non ci conosciamo, ma presto saremo colleghi… io domani vado a ordinarla… ciao!!

  3. Alberto caro.
    Riguardo alla GS la mia era pura e semplice provocazione.
    Conosciamo bene certi personaggi, anche da vicino.
    Io, e lo sai, da sempre considero il motociclista e l’uomo, la moto alla fine è solo un mezzo e le scelte sono insindacabili, anche se è pur vero che esistono certe categorie che fanno tendenza.

    Per quanto riguarda le novità ho saputo della tua Gemma solo molto tardi!
    Ma ti faccio i più sinceri complimenti! Spero che venga su con il tuo spirito ma con la bellezza della mamma 🙂

    Ovviamente sottoscrivo le raccomandazione dell’amico Marco: prudenza!
    E mi viene da ridere, perchè certo tu non hai bisogno di raccomandazioni… Però metti che un giorno ti ritrovi con amici dal passo un pò Garibaldino 😀
    Un motociclista, quando diventa papà, ha una responsabilità in più e, come dice un amico, casco ben allacciato, luci accese anche di giorno e prudenza, sempre!
    Poi il motociclista se se ne va da casa per mesi e mesi abbandonando la prole, la prudenza diventa un fattore trascurabile. 😉
    Ciao Albè, un abbraccio forte.
    Sergio-Ulysse

  4. Ciao, sono Ale, mi sono casualmente imbattuto nel tuo blog. Ottime le recensioni sulle moto. Ora, ti volevo domandare di aiutarmi a sciogliere il dubbio che mi attanaglia: sono in procinto di cambiare la mia Versys 650 per prendere qualcosa dello stesso genere ma più “palestrato”. Guarda caso le due candidate sono proprio KTM 990 SMT ABS e Yamaha Tracer. Mi butterei sulla KTM, ma ho il terrore di pentirmene poco dopo per l’affidabilità (non vorrei rimanere a piedi a 300 km da casa), i costi di gestione e la poca propensione all’uso cittadino. Ho letto dappertutto che scalda come un boiler e per me, che d’estate vado in spiaggia in moto (in pantaloncini) questo è un gran difetto. E’ veramente insopportabile? Con la sostituzione degli scarichi migliora di tanto? Di contro, la Tracer mi piace di meno, soprattutto la parte posteriore, e pur avendo quasi tutto, non ha la frizione antisaltellamento (la SMT ce l’ha?).
    Tu, dopo averle avute entrambe, cosa mi consiglieresti?
    Grazie mille!

    1. Io ho preso la Tracer e ne sono convinto. Quindi, te la consiglio. Detto ciò, dopo circa 2500 km di tracer (e 50mila di SMT) posso dirti qualcosa in più.
      Costi di gestione: sì la SMT costa parecchio soprattutto di benzina (consuma da morire, ha i tagliandi ravvicinati e costosi, oltre al fatto che di concessionari KTM non è che ce ne siano uno ogni angolo)
      Calore: boh. A me non mi ha mai dato fastidio. La ventola parte spesso, ma, visto che l’hai pagata e funziona, dov’è il problema?
      Scarichi: ho avuto per tutto il tempo gli originali, non so dirti. Comunque, ci sono argomenti che infiammano i forum e che il più delle volte sono seghe mentali nell’utilizzo normale. Il calore è uno di questi. L’on-off è un altro. L’aria in faccia e cupolinismi conseguenti un altro ancora. I portanavigatori sono il ground-zero delle discussioni inutili.
      Affidabilità: le KTM sono affidabili. Punto. Qualche problemino a seconda delle annate può esserci, ma io sono stato fortunato e comunque gli LC8 fanno anche 200k km

      Ti incollo qui alcune cose che ho scritto altrove che riassumono le mie impressioni sulla Tracer dopo i primi km e sul confronto con l’SMT.

      Pregi della SMT:
      > Motore potente e ignorante (la T sta per Teppista)
      > Freni da paura (ottimo ABS)
      > Brand fico
      > Maneggevolezza
      > Componentistica (Sospensioni, ecc.)
      > La mia si è rivelata anche affidabile.
      > Molto comoda, anche in due
      > Non viene stravolta dal bauletto

      Difetti della SMT (oggettivi):
      > Consumi (!!!)
      > Rivendibilità (rapportata all’investimento iniziale) se ci fai un bel po’ di km
      > Moto di concezione un po’ antica

      Pregi della Tracer
      > Motore da paura, ma meno teppistico, più progressivo. (Nel traffico è meno divertente, fuori città è uguale, in autostrada e nel misto *molto* veloce forse è meglio).
      > Freni ottimi
      > Dotazioni varie (mappe, computer di bordo, full led, TC, ecc.)
      > Stabilità e posizione di guida
      > Estetica (de gustibus)
      > Rifiniture
      > Consumi
      > Spazio sottosella
      > Assistenza e customer experience Yamaha
      > Le mappe: soprattutto la rain, che con la pioggia in città, ti dà una bella sicurezza.

      Difetti della Tracer
      > Un pelo meno comoda (comunque usata ancora poco e solo una volta in due) e comunque poca roba (ci ho fatto giri da 550 km in un giorno senza problemi).
      > Il bauletto (anche la sola piastra) ne distrugge la linea
      > La sella è un po’ ballerina
      > Poco freno motore (tricilindrico), quindi si usano di più i freni veri
      > Difetto principale: Il manubrio è troppo largo e nel traffico di Roma mi sento troppo ingombrante –> penso che toglierò i paramani ad alabarda spaziale. Inoltre, il manubrio è *inutilmente* largo perché comunque le mani non poggiano agli estremi della barra, perché altrimenti non si riuscirebbero toccare leve blocchetti.
      > Community un po’ di sfigati che, invece di andare in moto, si perde appresso a parabrezza e portanavigatori (questa è un po’ cattiva, ma il passaggio da una community all’altra l’ho un po’ accusato)

      Premesso che io mi difendo, ma sono tutt’altro che un manico, sto guidando la Tracer con la stessa soddisfazione con cui guidavo la SMT (solo nel traffico di Roma mi sento più impacciato, ma non per le sospensioni). Penso che quando avrò finito queste gomme Dunlop di prima dotazione che non valgono niente e rimetterò le mie gomme preferite, il sorpasso sarà definitivo. Nel traffico sono (più) impacciato per tre motivi, in ordine di importanza:
      a) il manubrio è troppo largo e si rischia di incollarsi gli specchietti delle macchine e/o di non riuscire a passare negli spazi in cui con la SMT passavi;
      b) il motore è più progressivo e meno spigoloso, quindi lo zig zag aggressivo è un po’ più complicato e bisogna prenderci l’occhio e la mano;
      c) l’angolo di sterzo in manovra è minore.

  5. Grazie! Sei stato chiarissimo, ma sono ancora combattuto nella scelta. Credo che l’unica sia provarle per capire quale mi piace di più.

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