Ho provato la BMW S1000XR

La settimana che è appena passata è stata una settimana un po’ particolare. Quando, giovedì scorso, ho capito che le cose non stavano prendendo la piega che desideravo, per consolarmi, mi sono deciso a prenotare tre test ride sui rispettivi siti di case motociclistiche. Per cominciare volevo provare la Triumph Tiger Sport 1050, ma il giorno dopo mi chiama il concessionario e mi dice che mi devo attaccare al cecio, ché ce ne sono pochissime e nessuna per i test ride… Quindi, picche… Poi, la MT-10,ma dalla Yamaha, ad oggi ancora nessuna notizia (*)… Solo la BMW mi ha dato retta e così, martedì scorso, alle nove e mezza, me ne sono andato bel bello a Via Prenestina, a ridosso del raccordo, per provare la BMW S1000XR.

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BMW con la forcella tradizionale e la catena, mah…

Soliti preliminari con privacy, franchigie e cazzi, caffè (ignobile, ma offerto), presentazione al venditore, che a sua volta, molto rapidamente mi presenta la moto, ci vediamo tra mezzora, ciao. Ciao davvero, perché dopo che ho riportato la moto, nessuno mi ha più filato. Giusto la ragazza della reception (quella del caffè), mi ha chiesto com’era andata, “Molto bene, grazie…” e morta lì.

Caffè a parte, che può capitare, mi sarei aspettato un po’ di più in termini di attenzione al cliente, tanto più se potenziale, ma forse la moto proletaria con cui mi sono presentato o, chissà, la compresenza quella mattina di altri clienti dall’apparenza molto più danarosa della mia, mi hanno relegato nei percentili bassi della papabilità. Meglio così, se leggete fino in fondo capirete.

Prima di parlare della moto vera e propria, bisognerebbe spendere due parole sul concetto di test ride in generale e di test ride a Roma in particolare. Hai mezz’ora di tempo (che poi pure qui ci sarebbe da dire, perché tutti mi chiedevano “la tieni mezz’ora?” Forse ad altri con altri portafogli la fanno tenere di più…. Chissà…) e devi partire in una delirante mattinata d’estate da dentro Roma, districarti nel traffico e raggiungere nei limiti del possibile un posto qualsiasi dove spingere un po’ e, cosa notevole, hai praticamente zero benzina  (mi è capitato 3 volte su tre test ride, penso sia una prassi) e nemmeno te lo dicono. La cosa nel nostro caso diventa ancora più surreale, se si considera che stiamo parlando di moto sedicenti “totali” con cui si può far quasi tutto (touring, tirate, pieghe, autostrada, traffico, ecc.). E vabbè.

L’idea, tempo e benzina permettendo, era quella di farsi un pezzetto di autostrada, la salita di Tivoli e tornare (obiettivo invero ridicolo per uno che ultimamente, se non si fa almeno 700 km, non nota nemmeno il cambio di paesaggio).

E quindi, scegli il concessionario più lontano dal centro, arrivi, prendi la moto da provare, ti fai il raccordo (bloccato) in corsia d’emergenza, arrivi sulla A24 e finalmente puoi aprire un po’ (…) il gas. Perdi un sacco di tempo al casello, ché, visto che ormai hai il Telepass, non sei più abituato a certi arcaismi. Poi, ancora traffico, il traffico brutto e zozzo di Villa Adriana, (sempre, ricordiamolo, con 160 CV e 18000 Euro non-tuoi sotto il culetto) e finalmente due (anzi cinque) curve. Poi giri la moto, ti accodi a un’ambulanza per guadagnare un po’ di tempo, altra pantomima al casello e rientri dopo 40 minuti (manco male) alla base… Con il conta km che segnava “Fuel range 1 km”.  Pelo, pelo… Ma ci mancava solo che gliela riportassi col pieno… E comunque andiamo con ordine, se no che recensione è?

Bene, parliamo della moto. Sono alto un metro e 87, peso oltre i 100 kg e a me questo tipo di moto “sedute”, alte, potenti, piacciono. Con il fuoristrada, pur non avendo mai davvero cominciato, ho chiuso dopo averci quasi lasciato le penne nel deserto, quindi preciso: “sedute”, alte, potenti e, soprattutto, stradali. Alcune hanno l’estetica più riuscita, altre meno, ma il genere di moto è il “mio” genere e, pertanto, a quelle guardo. Ducati Multistrada (anche quella vecchia), KTM SuperDuke GT, BMW GS 1200 e S1000XR, mi piacciono (quasi) tutte, ma costano tutte un occhio della testa. Io oggi ho una moto che costa la metà, forse ancora meno, di tutte quelle che ho citato, che, pur con tutti i suoi limiti (di cui si è detto), mi sembra nel complesso tutt’altro che lontana, in termini di versatilità e divertimento, da quei mammasantissima, dai quali dovrebbe essere lecito aspettarsi molto, ma molto di più.

La Multistrada non l’ho provata, mi piace, ma oltre all’ostacolo del prezzo, c’è il problema che difficilmente comprerò mai una roba italiana a due ruote, quindi evito di andarla a provare, un po’ per evitare tutta la retorica del ducatismo (secondo solo al guzzismo, tra i fenomeni inspiegabili) e un po’ per evitare un’altra concessionaria fichetta e un’altra probabile figura da parvenu.

Il GS lo provai tempo fa (in versione Adventure e solo in città, benché piuttosto a lungo) e, come ho detto altrove, mi pareva di guidare una Smart, sia livello di ingombri, sia a livello di sensazioni di guida, e sapete quanto io ami le Smart (e anche quanto ami i motociclisti improbabili col GS che infestano Roma).

La SuperDuke GT, prezzo da infarto a parte, mi piace molto e penso che sia una gran bella moto… Ma, dopo ben otto anni in orange, ce l’ho un (bel) po’ con la KTM, che ha tolto dal catalogo le moto eccezionali motorizzate LC8 990, e le ha sostituite con dei mostri di potenza (e di prezzo) senza senso… Capisco il dover inseguire BMW con sto cazzo di GS, ma ormai, sotto i 16-17-18mila Euro in listino non c’è nulla… Quindi, sì la SuperDuke GT mi piace molto, ma provarla per comprarla, oggi per me, di pancia, sarebbe un’improbabile extrema ratio.

E veniamo alla BMW S1000XR. Estetica così così (rossa è oggettivamente orrenda e pacchiana, bianca ancora ancora), molto appuntita se vista di profilo, ma il solito marmatrone tedesco se vista dal posto di guida… Larga  davanti, tutta, non solo il manubrio, molto cicciona. Il solito castelletto di minchiate BMWesche dietro il cupolino, tipo l’irrinunciabile porta navigatore, sogno di troppi traceristi… Strumentazione molto completa (ovviamente l’esemplare in prova aveva un miriade di ficate, tipo le sospensioni ESA, su cui il tipo mi ha raccontato pure un po’ di cose, ma non lo stavo nemmeno a sentire), però poco leggibile, sia per la luce accecante del luglio romano, sia per la scelta di scrivere (ancora) con l’LCD a segmenti e non a la matrice di punti (questo post non vorrebbe essere solo un confronto con la Tracer, ma da questo punto di vista la Tracer vince a mani basse).

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Qui manca il fregno che regge il navigatore, però si vede quanto è discutibile la parte a cristalli liquidi…

La posizione in sella è molto comoda e molto “dominante”, ma la moto è talmente grossa, sostenuta e pesante che io, benché over 100 kg, mi sono sentito poco parte del sistema “pilota-moto”, un po’ mosca cocchiera. È un bene? È un male? Boh, per me sicuramente è strano. La sella – dicevamo – è una poltrona comoda (altro che Tracer, qui), ma è molto larga tra le cosce e, benché io sia abbastanza alto da toccare comunque comodamente a terra, le manovre risultano difficoltose perché sei costretto a tenere le gambe innaturalmente larghe… E questo, nel traffico vero, da tangenziale all’ora di punta, potrebbe essere un problema.

Non so se rende l'idea, però fidateve, è proprio larga
Non so se rende l’idea, però fidateve, è proprio larga

Metto in moto, finalmente, e via, si parte. Prenestina bloccata quindi tutta contromano (sempre 160 CV e 18000 euro non tuoi, contromano), raccordo in corsia d’emergenza a settanta all’ora e finalmente autostrada e daje de gasss… Molto elettrica, poco scorbutica, molto allungo, ma poca spinta, nel senso di calcio nel sedere, quando apri violentemente… Nessuna marcia è particolarmente esaltante, ognuna sembra servire solo a portarti fino al cambio di marcia successivo: nessuna che dici “sta seconda/terza è da paura, non cambio più”… Forse è il quadricilindrico a cui non sono abituato, che è così, ma insomma, scoattamento, davvero zero… In realtà, zero virgola qualcosa, perché il motore è molto, molto rumoroso. Ce l’hai sempre nelle orecchie e davvero, a volte, non capisci proprio perché…

Ovviamente, è stabile: sospensioni da paura (pure ESA, che come becchi un avvallamento si risistemano da sole e ti danno un piacevole colpetto in zona perineale), parabrezza vespone-like come piace ai traceristi e semplice, volgare pesantezza. Tutte queste cose insieme fanno sì che ti ritrovi a 170 all’ora e nemmeno hai capito come ci sei arrivato o in che marcia stai… Un po’ come le BMW a quattro ruote…

Tutto molto bello: la Tracer, lo sappiamo bene, è piuttosto ballerina e in autostrada, a velocità importanti, hai in ogni momento la percezione che hai solo 190 kg di roba sotto al sedere, in parte nemmeno di prima scelta… Pero, cazzo! E’ una moto! La moto deve essere un po’ ignorante, ti deve mettere un po’ di paura, di adrenalina, ti deve dare la sensazione che tu stai portando in giro tutti quei cavalli almeno quanto loro portano in giro te…

Sul tratto di statale tra il casello di Tivoli e Villa Adriana, mi metto a fare un po’ di sorpassi “a orecchia” (dentro fuori dentro nel minor spazio possibile) giusto per vedere l’effetto che fa… Li fa, li fa bene, per carità, ma, considerato che ha ben 45 CV più della mia, mi aspettavo molto di più… Cioè, un calcetto nel sedere, quando giro la manopola, l’avrei gradito. Invece niente… Compitino e basta.

Finalmente, eccitato (ed angosciato dal poco tempo che mi rimaneva della mezz’ora pattuita), arrivo ai piedi della “salita di Tivoli“. Ora, per chi abita nelle province dell’Impero, non è che vi dobbiate aspettare molto… SS 5 Tiburtina Valeria (anzi solo Tiburtina, fino a Tivoli, poi Valeria, fino a Pescara, a voler essere pedanti), buon asfalto, piuttosto larga, piuttosto trafficata, si sale su in due o tre minuti, ci sono cinque curve, tre abbastanza veloci, una specie di tornante e infine una curva che è una via di mezzo: ha il pregio di essere (da me) molto conosciuta ed è praticamente l’unica cosa raggiungibile in un quarto d’ora da Roma…

Vabbè, fatta la tara al solito fattore 160 CV + 18000 Euro non tuoi e al braccetto corto che ne consegue, sulle prime tre curve “veloci” la moto si comporta discretamente, piega, tiene buone velocità e, ovviamente, trattandosi di un carrarmato a due ruote, non si scompone in frenata. Niente da dire, ma nemmeno niente di cui esaltarsi. Arrivo al tornante, agognato fin dalla mattina sotto la doccia, e, abituato a bi e tricilindriche, scalo una marcia e mi aspetto che la moto rallenti e si prepari, quasi da sola, per la curva…

Col cazzo. Il quadricilindrico, mi ricordo con quell’attimo di ritardo che potrebbe fare la differenza, non ha quasi freno motore, quindi scalo e la moto continua felice a puntare il guard rail… Allora, freni in mano e mi trovo a fare l’unica curva degna di questo nome da monco assoluto. Mi consolo un po’ alla curva successiva, che si fa ancora in accelerazione, ma è già tempo di infilarsi in un benzinaio e girare la moto.

Nel mentre, passa un’ambulanza in discesa a tutta callara e da coatto-dentro mi accodo. Strada libera in discesa, ma l’ambulanza più di tanto non va… Di buono c’è che arrivato al traffico brutto e zozzo di Villa Adriana, l’ambulanza mi fa strada e riesco a contenere un po’ il ritardo. Poco prima del casello la sorpasso (a orecchia) e poi autostrada e raccordo fino al concessionario. Verso la fine dell’autostrada, mi accorgo che la spia gialla che vedevo accesa ab incepto (e pensavo, devo dirgli qualcosa a questi di BMW quando torno, magari s’è rotto qualcosa di fondamentale, tipo il regolatore dell’inclinazione del cupolino) era la spia della riserva e le scritte (semi-illegibili) sul quadro mostravano Fuel Range (Autonomia residua) 6 km… A occhio mancavano giusto 6 km al concessionario, quindi via a tutta alla comevavvà. E’ andata (Fuel Range 1 km, quando la guardia mi alzava la sbarra del parcheggio).

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Scarico bruttarello anzichennò…

Poi, parcheggio, due foto per il blog (la prima sta su, la seconda è questa) e me ne torno a casa, senza nemmeno un preventivo pro-forma per la permuta. Un po’ con le pive nel sacco, un po’ nemmeno tanto, visto che alla fine mi era passata anche quella poca voglia che avevo in partenza di allungare 18000 euro alla BMW.

(*) Sono passato in un’altra concessionaria Yamaha dove ce n’era una esposta, ma non in prova, me la sono guardata bene e ci sono salito sopra… Non dico amore a prima vista, ma siamo lì… Ne riparleremo, forse…

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