Poveri bimbi di Milano

Tramonto greco sulla bagnarola che ci riporta a Cefalonia da Zante. Si discute amabilmente con un ex-motociclista di Ancona che, causa figli, si è trasformato in una specie di orrenda manticora della mobilità, metà camperista e metà harleyista.
Si avvicina una bambina di 9-10 anni che aveva giocato fino a quel momento a uno-due-tre-stella (talk about nativi digitali) con i figli della manticora e ci fa…

Bambina: “Di dove siete?
Io: “Di Roma, (chi più, chi meno)… E tu?
Bambina: “Di Milano… Avete conosciuto il Papa?
D.: “Quello nuovo? No, ancora no…
Io: “Manco quelli vecchi, veramente…
D.: “E tu? Ci sei mai stata a Roma?
Bambina: “No. A Roma, no. Però sono stata all’Isola del Giglio, a due ore da Roma…
Io: “Ambè…
Bambina: “Ma dove andate in chiesa?
Io: “Dipende da chi è che si sposa…
E si allontana per riflettere su tale inaudita verità.

Certo, commentavo poi con D., che bisogna fargli vedere un po’ di mondo a ‘sti poveri bimbi di Milano. E non ho potuto fare a meno di evocare un’altra pietra miliare della mia formazione umanistica. (minuto 29:25).

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2 commenti su “Poveri bimbi di Milano”

    1. In effetti, è stata la prima cosa che mi era venuta in mente. Poi, per ragioni che non sto qui a dirti, ho cambiato in corsa…

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