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Perché l’evoluzione è vera

picture1jpg full 238 Perché levoluzione è veraQualche giorno fa, ho finito di leggere questo libro del biologo americano Jerry A. Coyne, dopo averne letto le pagine iniziali grazie alla meritoria pubblicazione su Il Post. Il libro, come potete vedere facilmente anche voi dalle prime pagine, è estremamente interessante, ben scritto e utile. Eh, sì! Utile, perché il primo obiettivo di Jerry è quello di fornire a noi seguaci convinti, ma svogliati, del materialismo scientifico una sassaiola di argomenti da tirare in faccia a chi ancora pensa che il mondo sia stato creato, ab nihilo sui et subjecti, in una certa settimana poche migliaia di anni fa. Secondo lui, infatti, il creazionismo (e il suo fratello presentabile l’intelligent design) avanzano e raccolgono seguaci anche grazie alla nostra scarsa conoscenza delle inoppugnabili prove a sostegno della teoria dell’evoluzione.

Purtroppo nel mio vissuto quotidiano di creazionisti non ne ho mai conosciuti e mi rimane la sensazione che la disfida fra evoluzionisti e creazionisti sia una questione tutta interna alla società americana. Ciononostante è molto significativo anche il semplice fatto che qualcuno senta il bisogno di scrivere un libro per difendere l’evidenza dei fatti, anziché come più normalmente accade (e come i creazionisti fanno), per confutarla. Un po’ come se io mi mettessi a scrivere un trattatello per dimostrare che gli asini NON volano e qualcuno sia interessato a comprarlo. Insomma, se l’evoluzione diventa “pensiero debole” vuol dire che siamo messi molto male.

Sia pure con una certa pedanteria, che però è naturale quando si descrive l’ovvio, il libro accumula una serie di prove a sostegno dell’evoluzione, cominciando dallo spiegare che il fatto che si chiami “teoria” non vuol dire che sia “una delle tante teorie”, ma che anzi, proprio perché teoria scientifica, sia ormai scientificamente provata e, appunto, vera.

“Critics of evolution seize upon [the controversies], arguing that they show that something is wrong with the theory of evolution itself. But this is specious. Far from discrediting evolution, the controversies are in fact the sign of a vibrant, thriving field. What moves science forward is ignorance, debate, and the testing of alternative theories with observations and experiments.”

Essenzialmente, il libro è una cavalcata su tutte le certezze che sostengono l’evoluzione, senza nasconderne i punti oscuri, cioè le questioni su cui gli scienziati ancora non riescono a mettersi d’accordo o su cui ci sono  speculazioni non ancora suffragate a sufficienza da prove scientifiche. Ma nessuna di queste diatribe, Jerry ci tiene a sottolineare:

  • comporta una messa in discussione della correttezza dell’impianto generale della teoria;
  • lascia scoperto qualche punto fondamentale e rende la teoria attaccabile da chicchessia.

Anzi, speculando su quest’ultimo punto, viene più volte detto che tutto concorre al sostegno della teoria e che non esiste nessun controesempio che abbia una qualsivoglia base scientifica.

Ma a questo punto sorge spontanea una domanda: “Se il creazionismo non sta né in cielo né in terra, perché ci si affanna tanto per togliere l’evoluzionismo dalle scuole?” In altre parole, se il creazionsimo è il dito indicato dall’idiota, che cos’è la luna? Qual è il bersaglio grosso che la teoria dell’evoluzione mette in pericolo?

Una certa parte della società, dice Jerry verso la fine, teme il messaggio evoluzionista non tanto nella sua letteralità scientifica che è praticamente impossibile da confutare, ma soprattutto nella sintesi (scientificamente dimostrata!) che rappresenta fra materialismo e meccanicismo, escludendo di fatto la necessità di un creatore, di un gestore della creazione e, soprattutto, di un qualche “fine ultimo” per la nostra esistenza e il nostro mondo.

Il giovinetto del Kentucky (o della marca Trevigiana) potrebbe portare queste stesse idee fuori dall’aula di scienze ed applicarle alle scienze sociali, alla vita di tutti giorni, ai rapporti umani, alle idee politiche, magari facendo, en passant, una bella pernacchia ai preti che ne curano la salute dell’anima…

Insomma, alla base di tutto, c’è la contraddizione, molto cattolica, molto integralista e molto fascista (again!), che l’uomo, in quanto stupido e suggestionabile, debba rimanere nell’ignoranza, affinché ci possa essere qualcuno che lo guidi passo passo (e di fatto lo suggestioni).

Vorrei concludere con una (sola) spigolatura, quella che mi ha colpito di più e vi metto qui sotto lo scan di una figura del libro. Si parla di “bad design“, cioè di quelle bizzarrie evolutive, utili, necessarie, addirittura inevitabili, ma comunque poco efficienti. La presenza di questi bizantinismi, come quello in figura, è una prova fortissima a sostegno dell’evoluzione naturale, poiché essa opera additivamente, non potendo non tenere conto degli stadi evolutivi precedenti; un creatore, al contrario, potrebbe banalmente essere più efficiente, visto che, per definizione, può “fare come gli pare”.

2011 04 27 202753 Perché levoluzione è vera

Pensate al giro che deve fare questo nervo nella giraffa...

In cauda venenum: Per tirarsi su il morale e farsi un’idea sul creazionismo e sugli italici scimmiottamenti (ops, ho detto scimmia!) dei guru americani si può andare qui.

 

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  1. claudio
    28 aprile 2011 a 11:56 | #1

    Visto che:
    “Vice Presidente del CNR, il Professor Roberto De Mattei, che non solo è un antievoluzionista, ma ha organizzato […] un convegno contro il darwinismo nella sede del CNR…”

    Fossi in te inizierei a buttar giù qualcosa per il “Trattatello per dimostrare che gli asini NON volano”, in edicola e libreria, svolti il soldo vero!

    • jestercap72
      28 aprile 2011 a 15:03 | #2

      Penso che De Mattei stia facendo di tutto per meritarsi un post ad personam

      J

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