Il Cherubino cinese

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Tra le varie pensate domestiche legate all’arrivo della pupa (pupa? Che pupa?), c’è quella del BabyMonitor. Quando divenni zio, mia sorella mi ingiunse di regalarle un accrocco di nome Cherubino della Brevi: un kit plasticoso composto da una telecamer(in)a e da una specie di micro monitor portatile. La telecamerina si  mette sulla culla e il monitor ti racconta la rava e la fava su quello che sta combinando la tua progenie.

Obbedii prontamente al diktat (tutto volevo tranne finire su Cronaca Vera: “Zio snaturato e tirchio non compra Cherubino e la  nipotina affoga nella sua cacca“), ma, come per molte cose legate alla puericultura, mi sembrarono soldi buttati. Non tanto perché l’oggetto fosse inutile, ma perché, visto che siamo nel progresso, probabilmente ci potevano essere soluzioni autocostruite molto migliori e molto più economiche del coso angelicamente plasticoso.

E quindi, invece di farmi regalare Angelino pure io, mi sono messo all’opera. Senza girare più di tanto la scelta è caduta su una IP Camera che si collega in wi-fi domestica e, come monitor, usa gli smartphone e i tablet di mamma e di papà: spesa minore, schermi multipli, maggiore flessibilità e maggiore divertimento.

Arriva la cam, la monto la faccio vedere al telefono e agli altri dispositivi di casa, flashando il QR Code dall’applicazione, e funziona. A questo punto, mi dico, manca solo la pupa e siamo a posto.

E invece, no, perché il bello deve ancora venire. Ma prima vanno fatte un po’ di premesse.

Premessa/1: a casa ho Fastweb. E la mia installazione di Fastweb (perché pare che variano da zona a zona e sono molto diverse fra loro) non permette di raggiungere l’interno della rete dall’esterno. Non è solo una questione di IP dinamico, (quello statico si paga a parte e pure caro), ma anche di IP dinamico “non pubblico”, cosa che impedisce di utilizzare servizi come dynDNS e No-IP. Ergo, sembrerebbe impossibile raggiungere la cam dall’esterno di casa (ad esempio, dal posto di lavoro). Poco male se devi usarla come BabyMonitor (tanto ‘ndo vai? Devi sta co’ la bambina, se no ri-finisci su Cronaca vera…), ma molto male per altre applicazioni, tipo sicurezza e video-sorveglianza.

Premessa/2: la cam acquistata è in assoluto quella che costava di meno (30 euro + shipping). Volevo vedere se l’accrocco avesse senso e come funzionasse: non c’era proprio motivi di spendere troppi soldi per qualcosa di ancora molto incerto. Quindi, Ebay e cinesata. E come ogni cinesata che si rispetti, il manualetto di installazione era mooolto spartano e la confezione completamente priva di qualsiasi brand.

Finite le premesse, come detto, viene il bello. L’altro giorno stavo per casa, Daniela stava chiacchierando con una sua amica, io per ingannare il tempo lancio l’applicazione e mi metto a pilotare la telecamera da telefonino. Tutto bene, salvo che IL WIFI SUL TELEFONO ERA SPENTO: e quindi, benché fossi a due metri dalla telecamera, avrei potuto stare pure in Australia e vi avrei acceduto comunque…

A bocce ferme ho (forse) capito come funziona il tutto: io non posso entrare nella rete di casa dall’esterno, ma evidentemente la telecamera è più “intelligente” di quello che sembra e può uscire, andandosi a registrare lei su qualche network distribuito (perché io non mi sono registrato da nessuna parte) a cui comunica il suo Unique ID (quello che sta sul QR code che ho sparaflashato). L’app interroga questa misteriosa rete Spectre-like, cercando lo Unique ID e la trova e si connette.

Questi i fatti (ricordo a tutti, 30 euro), ora l’analisi.

Io trovo semplicemente incredibile che questa funzione, la raggiungibilità senza artifizi (*) dall’esterno, sia assolutamente non documentata né nel manuale, né nell’app, né tanto meno su Internet, dove il fatto che è cinese e assolutamente priva di marca rendono velleitario qualsiasi tentativo di approfondimento. Aggiungo che l’ho comprata su Ebay da un venditore italiano e anche lì, nella descrizione, non c’era una sola parola su questa possibilità.

(*) “Senza artifizi” è il punto chiave. Perché tra IP statici, IP dinamici e DynDNS e provider diversi da Fastweb, raggiungere le telecamere “da fuori” è ovviamente possibile, ma comporta una buona dose di madonne, almeno a leggere in “tutorial” in giro.

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3 commenti su “Il Cherubino cinese”

  1. Senza artifizi fa tutto da sola. Capite perché è perfettamente inutile e stupido tentare di difendere la nostra privacy? 🙂

  2. E’ partito anzi tempo il commento. Volevo aggiungere che se fosse (ed quanto pare è) come dici le tue immagini finiscono…chissà dove…Ehm

    Ciao!

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