E’ la fine o l’inizio?

Il termine offset, o slittamento, è usato per indicare la differenza rispetto ad un valore di riferimento. È comunemente utilizzato in informatica e in elettronica. (Da Wikipedia)

L'”offset della realtà” in corso in questi giorni mi sta facendo seriamente riconsiderare la mia fede nel PD.

Fatto numero 1. Berlusconi vota un candidato “di sinistra” come Marini.

E’ lecito aspettarsi che consideri davvero un sacrificio votare per un siffatto bolscevico e sia pronto, nel caso vincesse, a gridare al complotto della Terza Internazionale (ammesso che sappia cosa sia) alla prima decisione vagamente scomoda che capiterà. In nessuno caso, una persona sana di mente può anche lontanamente ritenere che Berlusconi mantenga la parola data, righi dritto e formi un governo-di-scopo (e questo è un bene, basterebbe esserne consapevoli).

Fatto numero 2. Marini è ufficialmente il candidato del PD, ma metà partito o giù di lì vota per Stefano Rodotà.

Ora io conosco poco le biografie di Marini e di Rodotà, ma, semplificando molto, direi che sono entrambi moderati, entrambi a pieno diritto esponenti del PD, solo uno molto più di sinistra dell’altro. Visto che nessuno dei due è un terrorista della Rote Armee Fraktion, un partito di sinistra (con un apparato sedicente di sinistra), dovrebbe preferire Rodotà a prescindere. “Però, non piace a Berlusconi…” E sticazzi nun ce lo volemo mette? (E poi perché? Quanto può essere lunga la coda di paglia di B. per temere Rodotà?)

Fatto numero 3. I grillini si sono auto-gestiti delle primarie coi soliti metodi all’amatriciana e la prima figura, dopo il solito paio di figurine, che ne è uscita è Stefano Rodotà: da bravi lemming lo votano in massa.

Rodotà, essendo persona intelligente e di sinistra, di Grillo disse nel 2012:

Anche oggi vedo grandi pericoli. Il fatto che Grillo dica che sarà cancellata la democrazia rappresentativa perché si farà tutto in Rete, rischia di dare ragione a coloro che dicono che la democrazia elettronica è la forma del populismo del terzo millennio. Queste tecnologie vanno utilizzate in altri modi: l’abbiamo visto con la campagna elettorale di Obama e nelle primavere arabe. Poi si scopre che Grillo al Nord dice non diamo la cittadinanza agli immigrati, al Sud che la mafia è meglio del ceto politico, allora vediamo che il tessuto di questi movimenti è estremamente pericoloso. E rischia di congiungersi con quello che c’è in giro nell’Europa. (Tutta l’intervista su Left)

Quindi, dovrebbe a maggior ragione piacere a noi e stare sul cazzo ai grillini. (Anche se nessuno mi leva dalla testa che molti di quelli che hanno votato Grillo, da sinistra, sono anche loro molto d’accordo con le parole di Rodotà).

Quindi, a me sembra che sia tutto slittato di una tacca.

Marini (o chi per esso) dovrebbe essere il candidato di Berlusconi… Tranquillo rassicurante democristiano. Anche se in realtà, in uno scenario del genere, Marini dovrebbe fare il “padre nobile” di minoranza nel suo partito e chiuderla lì… Ci farebbe migliore figura e sia detto con tutto il rispetto verso uno che mi è stato per anni pure vicino di casa.

Rodotà dovrebbe essere il candidato di un partito di sinistra, moderno e cazzuto. Un partito di cui Berlusconi possa aver paura non solo a chiacchiere, ma anche nella realtà. Con i bonus della rete, della presidenza del PDS e la presentabilità istituzionale del nostro caro pennellone.

Grillo e grillini dovrebbero votarsi qualche mitomane dei loro, dal gabibbo in poi.

Poi c’è l’ipotesi della palingenesi. Affascinante, romantica e commovente.

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Un commento su “E’ la fine o l’inizio?”

  1. Definire “lemming” un grillino è riduttivo e con un connotato che pur non volontariamente lascia un senso negativo; tanto quanto la moda diffusa da parte di tutti i media di chiamare “militanti” gli elettori M5S, termine che ricorda molto gli anni in cui la militanza era realtà.
    Dopo tutto la tendenza dei famosi roditori di suicidarsi in massa è espressa allo stesso modo dalle riunioni drammatiche come quella in corso in queste ore. Il PD ha scoperto che c’è un PD contro un altro PD, senza ombre e correnti.
    La scoperta dell’acqua calda perché un PD contro un PD esiste dal momento in cui la sinistra italiana pur di smacchiarsi ha accettato commistioni con menti con cui la sinistra non aveva nulla a che fare ed in cerca disperata di un collante politico che potesse dar loro l’illusione del partito e non di un riciclaggio.
    Lo stesso destino che ahimé sembra attendere il PD.

    La cosa drammatica in tutto questo è che è ormai palesato per chi non se ne fosse ancora accorto che gli italiani sono decisamente di destra con tendenze molto reazionarie e che gli esponenti che hanno votato e che li rappresentano non riescono ad esprimere una figura unitaria e super partes quale quella che la costituzione vorrebbe naufragando o meglio affogando nelle acque agitate dell’individualismo diffuso da vent’anni di berlusconismo.

    Azzardo una previsione ora: il PD convergerà su Rodotà…l’alternativa è una tignosa radicalità in stile sovietico (magari..)

    Per quel che mi riguarda se il PD dovesse sfaciarsi potrei esserne “contento”…almeno come quando c’erano PCI e DC saprei sempre molto bene da che parte stare.

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