Discorso sul metodo

L’immortale scena del Marchese del Grillo è spesso evocata quando si parla di persone presuntuose e superbe. (Apro subito parentesi: il superbo se la tira, ma ha oggettivamente i numeri per farlo, il presuntuoso se la tira pure lui e soltanto “presume” di averli: c’è quindi una certa differenza fra i due, ma sorvoliamo). E’ un fatto che sia i presuntuosi, a ragione, sia i superbi, con meno ragione, sono mal sopportati dai più e oggetto di dileggio indiscriminato da quando la mediocrità è al potere.

Si comincia parlando di “professoroni”, “maestrine”, “lezioncine”, si prosegue con la “boria”, la “spocchia” e la “saccenza” e poi arrivare al radical-chic e al buonista è un attimo. Eppure, rianalizzando le parole del Marchese, il problema di tutta la faccenda non è quanto “io so’ io“, ma quanto voi (alcuni di voi, ci siamo capiti) “nun siete un cazzo“. La gente si adombra per la superbia altrui, ma il gap cognitivo, in tutte le discussioni in cui si addita qualcuno per la sua “saccenza”, è reale il 99% delle volte. Ed è su quello – non foss’altro perché è un problema che investe molte più persone della superbia del singolo – che bisognerebbe porre l’attenzione.

Incidentalmente, mi sono accorto in questi giorni, alla mia età veneranda, che l’arroganza in sé a me non dà fastidio, forse perché riesco sempre a farmi piuttosto rapidamente un’opinione sul reale valore di chi ho davanti: se uno vale, per me può essere anche arrogante, se uno invece non vale, è un poveraccio e glielo faremo notare, con arroganza, alla prima occasione. In entrambi i casi, comunque, non è l’arroganza il problema. Anche di fronte a un insostenibile presuntuoso, sono per il vivi a lascia vivere: mi danno, infatti, molto più fastidio l’insipienza, la povertà di idee e di linguaggio, l’incompetenza e la mancanza di umorismo.

Riflettevo su questo l’altro giorno, su un gruppo Facebook piuttosto ben frequentato di cui faccio parte (*). Si parlava del “metodo Burioni” e si diceva che fosse comunicativamente controproducente: non è un bravo divulgatore, è solo un polemista, non cerca il dialogo (**), “mica come Piero Angela (***)”, “non ha mai convinto un Novax”, ecc. Di base, “è un presuntuoso” o, meglio, un superbo (e quindi alla gente non piace).

Burioni dà del somaro a chi è effettivamente somaro (rispetto a lui e al suo campo di competenza) e in generale, su quegli stessi temi, non concepisce il dialogo se non top-down (io spiego, voi ascoltate) o fra pari. La scienza non è democratica, ecc., ecc. Vabbè, se non abitate su Marte lo sapete.

Al netto del mio limite di non subire la superbia altrui, la mia impressione è che il Metodo Burioni dia fastidio a chi, in qualche in modo, si sente già in torto riguardo ai vaccini, alla povertà delle proprie fonti e allo squallore delle proprie conoscenze scientifiche.

Similarmente, in questi giorni capita di leggere, a fronte di episodi di cronaca degni dell’Alabama anni ‘5o, che “l’Italia è (diventato) un paese razzista“(****). Cioè che gli italiani, molti italiani sono (diventati) razzisti.

Quindi, in teoria, anche io. E, andando a logica, io, che razzista non sono, dovrei essere quello che più si offende per questa generalizzazione. Invece, a me personalmente l’accusa mi scivola addosso (forse perché, oltre a non sentirmi razzista, non mi sento italiano), mentre moltitudini autoconvocate si affannano – con distinguo, giustificazioni e sesquipedali fallacie logiche – a negare l’evidenza.

Quando prendi un’accusa “generale” in modo personale hai la coscienza sporca… E infatti un veloce giro sui profili di questi paladini dell’ “Italiani brava gente” mostra, oltre all’inevitabile cane o gatto nella foto del profilo, delle preferenze politiche alquanto sospette, capovolgibili e maleodoranti.

Tornando a Burioni, alla fine del thread si è scoperto che almeno due dei maggiori critici del metodo Burioni erano dei cripto-novax e che quindi non è che avessero problemi con il metodo, ma proprio con il merito (ovviamente, da bravi “somari”, come direbbe il Prof, si sono ben guardati dal dirlo subito). Ma, anche al netto di queste povertà intellettuali, c’era tutta una frangia di persone che dicevano che il Metodo Burioni non funzionava dal punto di vista comunicativo e che era controproducente.

Ma che vuol dire che non funziona? Qual è il prodotto? Che cosa dovrebbe succedere di bello, se il metodo funzionasse? E soprattutto perché bisogna fingere di essere quelli che non si è per raccattare consensi e per piacere a più persone possibile? Perché continuando a fare [inserire qui una cosa normalissima, tipo dare del fascista a un fascista o del somaro a un somaro] devo preoccuparmi che potrei portare voti ulteriori a Salvini? E, infine, perché uno che si sente portato verso Salvini se mi sente dare del fascista a qualcuno, dovrebbe costituire in qualche modo un soggetto prezioso da portare dalla mia parte?

A voler trovare qualcosa di bello nella desolazione della scena politica italiana di questi tempi è che è tutto molto chiaro. Non c’è la mistificazione di Renzi, solo l’ultima in ordine di tempo, a mischiare le carte: la gente ha votato quello a cui si sente di appartenere o appartiene senza saperlo. Al netto delle scissioni e del proverbiale autolesionismo, la sinistra in Italia vale il 22-23% e dall’altra parte, da sempre, sunt leones. Li puoi incantare qualche volta (sono leoni, mica aquile), puoi fare alchimie e strappare qualche maggioranza di governo risicata, ma i numeri veri, in Italia, stanno dellà. Dove ci si adombra, si crede un po’ a tutto, non si sanno leggere i numeri e i grafici, si pensa che sia colpa della Merkel e non ci si vaccina.

(*) Due parole sul gruppo, giusto per inquadrare il tutto. Il gruppo è lo spin-off social di un blog politicamente molto incazzato, ma anche molto ironico nei modi e nei toni. I membri, in generale, seguono lo stesso andazzo, con le inevitabili derive animaliste, terziste, femministe, poracciste, anticapitaliste… Ci sono, come sempre, molti modi per essere di sinistra: ognuno ha il suo (io ho il mio, ugualmente discutibile) e le contraddizioni sono sempre tante. Anche se i toni sono quasi sempre civili e gli amministratori sono molto (pure troppo) attivi, rimane sempre l’impressione che pure con un subset di compagni di strada così ben selezionato non possa andare da nessuna parte e che, a tratti, non sia nemmeno un bello spettacolo…

(**) I novax sono un pericolo o sono solo una categoria di sfigati tra le tante? Se sono un pericolo, tantevvero che si è dovuta fare anche una legge, c’è poco da dialogare e divulgare. Vanno bastonati e basta.

(***) Nessuno impedisce agli Angela di mettersi a spiegare i vaccini, facendo i “Burioni buoni”, ma se ne guardano bene e i novax stanno sempre là.

(****) Io non lo so se lo sia o non lo sia razzista, per il semplice fatto che non credo che ci siano delle soglie oggettive oltre le quali si è insindacabilmente razzisti. Vedo, però, che lo è più che in passato, che sempre meno persone si vergognano di esserlo, che il razzismo, o meglio la sua non-condanna, è funzionale al successo della attuale mediocrità al potere…

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