Mesci vin dolce fino alla feccia

Ora, bisogna ubriacarsi. Ora, bisogna che ognuno a forza beva: Mirsilo è morto.

Alceo, VII secolo a.C.

E così si è dimesso, si è levato dal cazzo.

Fino all’ultimo ho pensato che le dimissioni col timer delle uova sode vicino fossero l’ennesimo espediente per prendere tempo e comprarsi qualcun’altro. Pare invece di no, ma personaggi del genere non scompaiono da un giorno all’altro, e, non potendo contare su un seppuku dopo essersi appeso per i piedi alla tettoia di un distributore di benzina, continuo ad auspicarne la morte naturale o l’esilio. Ma forse è solo abitudine.

Ieri, un amico diceva che è vero che è un pessimo, ma sta pagando lui in maniera fragorosa per colpe che sono anche di altri. Non sono d’accordo, ma non solo perché il grosso delle colpe è effettivamente ascrivibile a lui politicamente e soprattutto culturalmente. No.

Il vero punto è che lui in questi diciassette anni non ha esitato un secondo a prendersi i meriti altrui, riferendo a sé tutto quello che potesse andare bene e dando la colpa agli altri per tutto il resto. Veri o falsi che fossero, dietro questi proclami non si è mai visto il noi, si è sempre visto l’uomosoloalcomando e al popolo bue stava bene così… E’ giusto che ora sembri l’unico che paghi, ammesso che sia così e non sia solo un’impressione di Denny.

Se ci fate caso anche la caduta al rallentatore degli ultimi due anni e mezzo (*), è stato un continuo trovare scuse sia per difendere l’indifendibile, tipo il legittimo impedimento e la nipote di Mubarak, sia per mostrarci di essere effettivamente in controllo di una situazione che si era già incamminata da tempo lungo la tangente. Sarò un vecchio barboso, ma a me hanno insegnato che se non affronti i problemi e se non ti assumi le responsabilità, un giorno queste si ripresentano tutte insieme e ti schiacciano. Io oggi vedo questo accadere, mi stappo una bottiglia e, simbolicamente, lancio una monetina.

Perché non morirò berlusconiano, perché non andrà al Quirinale, perché, banalmente, lo vedremo molto meno e con le orecchie un po’ più basse…

Però, ovviamente non è che fosse solo… Di gente intorno ne aveva fin troppa, ognuna con le sue specializzazioni (**). Dopo aver assistito in diciassette anni ad uno dei peggiori livellamenti al basso della storia dell’umanità, che fine faranno questi? Rispunteranno nella prossima repubblica come Pomicino, come Ciarrapico, come Sacconi, come Cicchitto, come Pescante, come Carraro, come lo stesso Berlusconi? O, visto che anche qui il seppuku è improbabile, apriranno una pizzeria?

Io mi metto tra i buoni propositi per il futuro, quello di guardarmi periodicamente Wikipedia (o Dagospia) e di monitorare le gesta future della Santanchè e compagni. Non è il momento di abbassare la guardia.

 


(*) Io faccio cominciare tutto con la faccenda Noemi-Veronica, anche perché coincise con il mio compleanno e quindi me lo ricordo più facilmente.
(**) Questa delle specializzazioni l’ho scritta solo per farvi fare pensieri vastasi.

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2 commenti su “Mesci vin dolce fino alla feccia”

  1. due chicche mentre ero in coda da gatto:
    – “ar posto suo va bene chiunque… pure maga mago'”
    – “della merda è meglio pure na’ cioccolata de cattiva qualità”

    e poi dicono che talenti è nera!

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