Ora come allora… Una merda.

Aaah,com’era diverso…

Se avessi avuto l’età, e il diritto di voto, nel ’94 avrei votato per il “Polo della libertà”, la coalizione con cui Forza Italia e Lega Nord si presentavano agli elettori del Settentrione. (Andrea Mingardi, oggi su Il Post)

Non che ce l’abbia particolarmente con Mingardi – so a malapena chi sia e me ne scuso – ma a me questo rimpianto generalizzato del Berlusconi delle origini (Monti, Giannino, Sechi e altri grossi e piccoli calibri della destra sedicente “liberale”) mi fa venire l’acidità di stomaco.

Io nel 1994 c’ero e votavo pure (per fortuna). Berlusconi era esattamente la stessa merda che è oggi. La sua carriera di imprenditore era opaca tanto quanto lo è la sua attuale prestazione politica. Ammanicamenti politici, cattive compagnie, già voci di mignotte, debiti, mafia, aziende sull’orlo, Standa incendiate, …

A me, con tutto quello che si può dire sulla “gioiosa (quanto infelice) macchina da guerra occhettiana”, sembrava allora e sembra ancora che il “meglio”, molto prima del “nuovo”, fosse dall’altra parte. Dalla nostra parte.

Capisco che la pregiudiziale “comunista” possa essere un ostacolo per alcuni. (Chissà perché poi? Che gli avranno mai fatto? A parte mangiarglisi qualche nipotino…).

Capisco pure che Occhetto & c. non fossero un bel vedere.

Capisco, infine, pure che chi dice oggi che nel ’94 Berlusca era un fico, lo dice perché vuole dare una qualche facile mazzata al Berlusca odierno.

Ma che il mondo della destra, dei fascisti (perché nel ’94 di fascisti si trattava) e dei sedicenti imprenditori anche allora non riuscisse ad esprimere nient’altro che un Berlusconi con mafia e polizia alle calcagna, mi sembra una condizione di cui c’è ben poco da rimpiangere.

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