Una mattina alla ASL

Stamattina, in vena di autolesionismo, me ne sono andato alla ASL di zona perché non ho mai posseduto la Tessera Sanitaria. Anzi, fino a un paio di mesi fa non sapevo nemmeno che esistesse. Sapevo che esistevano creature mitologiche chiamate “medici di base” e pensavo di averne uno in virtù del fatto di essere cittadino italiano e invece no. Cioè, ne avevo sicuramente uno dai tempi del Pentapartito, quello di mia madre, e pensavo che fino a nuovo ordine mi fosse rimasto fedele.

In realtà, oggi ho scoperto che non era così, visto che, essendo stato ufficialmente residente a Ivrea per un paio di giorni nel 2003 (*), l’aver cambiato regione mi aveva ridato una certa verginità e quindi sono rimasto senza per circa otto anni. Non ho avuto occasione di accorgermene, quindi bene così.

Ciò non toglie, pare, che la Tessera Sanitaria avrei dovuto avercela… Vabbè…

Scopro a fatica che non si può richiedere online e, con ancora maggiore fatica, capisco che devo andare alla ASL. Essendo l’Italia una Repubblica fondata sull’ipocondria e sugli psicofarmaci, la Tessera Sanitaria è un bene prezioso, quasi come il Bancomat… Anzi di più, visto che il grosso di quello che eroga lo paga qualcun altro. In queste condizioni, il caso di perdersela non è quasi contemplato dala letteratura ufficiale e, infatti, fra il milione di operazioni possibili agli sportelli della ASL, il rifacimento della tessera non è indicato.

Sorriso magico, vedo uno sportello libero e chiedo al tipo che devo fare. Il tipo, che assomiglia in modo inquietante a Simplicio, a.k.a. La Bambola Assassina, mi dice lapidario: “Lettera C“… Non so che vuol dire, ma almeno non mi ha preso per matto, quindi sono nel posto giusto.

Simplicio

All’erogatore di numeretti prendo la Lettera C (ecco che vuol dire!) e mancano una quindicina di numeri prima del mio 074. Mi siedo e studio la situazione.

Oltre alla C (Cambio?), si possono prendere la P (Pagamenti, Prenotazioni), la E (Esenzione ticket) e la A (Analisi) e si può anche comporre la parola PACE (o CEPPA, o CACCA).

La C sembra di gran lunga la più gettonata, ma il bello comunque è che tutti gli sportelli (cinque o sei) gestiscono tutte le lettere, rendendo vana ogni speculazione su quanto potrebbe durare l’attesa… E questo per il pensionato, abituato al determinismo della Posta, può essere straniante. Gli sportelli, se non bastasse, sono in posti diversi, quindi se si tengono d’occhio il 2 e il 3, per dire, solo il tabellone luminoso avverte che magari il C074 è stato chiamato dallo sportello 7 che è alle tue spalle e pure un po’ infrattato.

Vabbè ma c’è il tabellone, direte… Invece, a parte che le vecchiette devono cambiare o sovrapporre sei paia d’occhiali per poterlo leggere, stamattina il tabellone stesso doveva avere qualche problema di alimentazione (o forse era anche lui sotto psicofarmaci) e nei 40 minuti che sono stato lì si è spento e riavviato almeno cinque volte, alcune delle quali con sinistri scoppiettii tipo cellulare-che-non-trova-il-campo, solo molto più lunghi…

Una volta capìta l’ostilità media dell’ambiente e che praticamente si doveva contare solo su ciò che era scritto sul display del singolo sportello, mi sono concentrato sulla gente che c’era lì con me. Innanzitutto, c’erano cinque passeggini, tutti di immigrate, e, visto che tranne me gli altri erano tutti vecchi italiani, il quadro sociale di questo inizio di anni Dieci saltava agli occhi con potenza icastica.

La confusione degli sportelli/layout/tabelloni/display/numeri/lettere mieteva vittime su vittime: in nessun caso l’interessato usciva dal torpore in tempo per capire che era il suo turno e dove doveva andare. Questo portava, oltre a molti numeri “saltati”, al raggiungimento contemporaneo dello sportello da parte di due o più avventori, tutti aventi diritto e idee poco chiare.

La bambola assassina era molto bravo a chiamare il numero lasciando una cospicua pausa per consentire la resipiscenza del pensionato, ma la sua vicina di posto, Ambra (giovane, capello corto bicolore e mono-orecchino a pendente – praticamente una versione civil-servant della tipa della pubblicità della Classe B (**)),

schiacciava il bottone in modo troppo compulsivo, considerato l’audience. A me da un lato andava anche bene, finché non si presentava nessuno, ma quando arrivavano due vecchi insieme e Ambra, oltre a dar loro retta, doveva pure gestire l’ingorgo con la sua scarsa empatia, si perdeva tutto il tempo che si era guadagnato. Cicciobello Nero, al suo fianco, invece, viveva più tranquillo e macinava gioco… Sempre più Simplicio.

Tralasciando il fatto ovvio che tutti gli sportelli hanno pensato di dover dedicare il un bel po’ del loro tempo alle lettere diverse dalla C proprio in corrispondenza del C073, dopo una mezzoretta abbondante di Quark, Ambra chiama il C074.

Una volta scoperta e affrontata la faccenda del mio medico di base fantasma, mi fa compilare un modulo e la faccenda si risolve pure con qualche sorriso… Non credo che sia stato il mio fascino magnetico, ma il semplice fatto che non mi sono cambiato gli occhiali nemmeno una volta davanti a lei, che ero pienamente cosciente di essere nel 2012 e che avevo le idee piuttosto chiare su come mi chiamavo, dove abitavo, ecc.

Fatto? No. Devo fare una fotocopia fronte-retro della Carta d’Identità “dal tabaccaio uscendo sulla destra” (a proposito di rendite di posizione…), “poi quando hai fatto, vieni da me e te faccio sarta’ la fila” e occhiolino… Ce manca solo che me fai rifa’ la fila e ricambio l’occhiolino, gesto che mi fa sembrare sempre bisognoso di cure neurologiche…

Insomma, mattinata interessante che mi lascia con un paio di riflessioni sullo stato in cui versa la burocrazia in Italia.

Ricordo le mie prime esperienze con gli uffici pubblici negli anni Settanta a rimorchio di mia madre durante le quali effettivamente si percepiva un’aria di fancazzismo fantozziano e si perdevano ore in file auto-organizzate per fare cose ridicolmente semplici; poi ci si accorgeva che mancava il timbro, che la cassa non aveva resto, ecc…

Oggi le cose sono cambiate: tabellone a parte, la tecnologia sembra fare il suo lavoro, le richieste si sono abbastanza standardizzate e gli impiegati, magari senza uccidersi, lavorano… Simplicio e Ambra, per dire, ognuno con i suoi modi e con i suoi tempi, hanno smazzato vecchietti su vecchietti senza staccarsi un istante dal monitor e dal bottone dei numeretti…

Però, io sempre un’ora c’ho messo… E, davvero, non c’era così tanta gente. Come mai? Il problema, secondo me, oggi sono gli utenti/clienti/avventori o come cazzo si chiamano adesso. Le persone non sono mai convinte, tanto più se ci sono faccende di salute e di visite di mezzo, che la loro richiesta è una “richiesta standard” perfettamente gestibile dal sistema. Il tempo maggiore degli impiegati viene buttato via spiegando che quanto si sta richiedendo è del tutto normale e non c’è da preoccuparsi, ma nemmeno da sindacare più di tanto sull’efficienza e sul gradimento del sistema e che comunque non dipenderebbe da Ambra.

Poi se, per avventura, allo sportello si presentano in due, marito e moglie, ambedue anziani, si aggiunge una variabile (cioè un terzo ipo-udente e ipo-vedente) che tutto comunque deve capire e deve commentare. Il presentarsi in due (o più) allo sportello dovrebbe essere vietato per legge, o bisognerebbe mettere davanti al vetro una specie di gogna in cui entra una sola persona per volta.

E poi, c’è l’ultima, devastante, considerazione… Nessuno dei presenti, stamattina, dava l’idea che il suo stare alla ASL stesse togliendo tempo a qualche core-business di altro tipo (chessò, magari un posto di lavoro da raggiungere una volta finito lì)… E si sa che quando il tempo dilatato di chi non ha nulla da fare si scontra con i tempi ristretti di chi ha ancora qualche impegno, ci vuole poco ad arrivare allo scontro di civiltà.

Dio vi conservi la salute. E la Tessera Sanitaria.


(*) Questa ve la racconto un’altra volta.
(**) Sulla pubblicità della Classe B (“Adesso che consoci tutte le regole, dimenticale!”), vorrei sottoporvi il seguente, quesito di marketing… Ma uno che si sente così trasgressivo, si compra una Mercedes Classe B?

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