Marcare il territorio

Approfitto della recente dipartita dello Zio Steve per raccontarvi qualcosa che mi turba da un po’. Nelle serie TV che seguo – e in molte altre, presumo – si vedono con insistenza immagini di questo tipo.

Mentalist
Fringe (dicono, io non la ricordo)
How I met your mother
30 Rock

 

Queste le ho trovate in rete, ma mi riservo di fare degli screenshot in casa. Comunque, sono sicuro che in The Glades, The Mentalist e Fringe questi bizzarri laptop si vedono molto di frequente.

Ricordando i mitici poster dell’acqua Pejo in ogni inquadratura dei film della commedia ll’italiana o il carosello del Vat 69 a Febbre da Cavallo, potrebbe venire da pensare a qualche forma di pubblicità occulta, ma tutti – immagino anche Micorsoft stessa – sanno che Microsoft non produce laptop.

Quindi il messaggio di quel logo posticcio deve essere “Sappiate che su questo laptop, chiunque lo produca, c’è sopra Windows” e non – sottotesto – “altre cose fighette”.

Il problema di comunicazione è che “le cose fighette”, oltre ad avere sopra un altro logo, sono anche bianche e quindi danno nell’occhio in modo molto diverso: vedere una cosa che “non esiste” sullo schermo fa pensare pavlovianamente a qualche cosa che esiste nel mondo reale e che è l’esatto opposto. Forse ci sarà anche Microsoft dietro quei loghi appiccicati, ma comunque la si veda la mossa è abbastanza goffa.

C’è però un’altra considerazione che io faccio e che riguarda la credibilità della rappresentazione scenica. L’immagine dell’utilizzatore di Mac è quella del cavaliere solitario (informatico, grafico, creativo, scrittore, giornalista), mentre chi lavora in un contesto sociale – piaccia o no – si trova ad operare con prodotti Windows che, messi al bando gli esoterismi, favoriscono la collaborazione sui luoghi di lavoro, la comunicazione con clienti e fornitori e facilitano la vita a chi li deve gestire (*).

Visto che è ormai impossibile ritrarre un ambiente di lavoro senza metterci computer e laptop, credo che anche lo sceneggiatore più ottuso e maniaco di “cose fighette” si rende conto che in ufficio in cui si lavora – insieme! – non è il caso di mettere troppi oggetti bianchi. Se lo facesse, a me una cosa del genere farebbe ridere molto più del logo Windows appiccicato con la Coccoina.

 


(*) Prevengo la critica. Anche se quanto detto avviene per abitudine e/o per monopolio di fatto di un certo mercato, che sono cose brutte agli occhi di molti (e in particolare dei cavalieri solitari), questo non sposta i termini della questione. Anche il “facilita la vita a chi li deve gestire” è vero, perché la gente si è nel tempo imparata a usarli (e uno switch off di massa ci farebbe tornare al 1998) e comunque tutto quello che può andare storto più o meno già si sa. A ulteriore dimostrazione, il mio capo è stato colpito gravemente da Applite un paio di anni fa e, visto che è il capo, ha voluto trasformarsi in un’isola Mac in un mare Windows. Premesso che lui (il capo) è tutt’altro che un monco dal punto di vista informatico e si è smazzato da solo la maggior parte dei problemi, il nostro IT ancora non ha finito di bestemmiare per la parte restante.

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