Mai coi fascisti

Non ho mai amato Renzi ed ho mal sopportato molte delle sue politiche (ma non tutte). Mi sono sempre sentito (poco) più a sinistra di questo governo, ma non mi sono mai sentito “un governo”. Nel senso che capisco che tra quello che penso io e l’azione di un governo ci possa (e probabilmente ci debba) essere un certo iato.

La politica è un argomento che mi appassiona sempre meno e questo, certe volte, mi sembra un passo indietro. La colpa è sì, sempre der monnoinfame, ma è anche la mia. Per questo, ho dedicato a questo referendum pochi pensieri e poche riflessioni e quasi nessuna ora di studio. Ho deciso comunque con grande serenità e abbastanza presto cosa votare, seguendo quello che – mi rendo sempre più conto – è rimasto l’unico faro del mio (poco) pensare e (ancor meno) agire politico.

Mai coi fascisti (*).

In Italia, gioco forza, seguendo questo semplice obbligo morale, ho perso quasi sempre: tutte le elezioni, molti referendum. Ho visto passare (passare?) Berlusconi, Grillo, la Lega, quella vecchia e quella nuova.

Quindi, l’amarezza per questo risultato certamente c’è, ma fino a un certo punto. Uno dei lati positivi è che finalmente è stata messa una pietra sopra ad una certa sinistra, che oggi pensa di aver vinto (qualcosa, qualsiasi cosa, più o meno per la prima volta nella sua storia) e invece, per dirla con le parole di Michele Serra,

il No di sinistra — che rispetto profondamente, il No di Rodotà e Zagrebelsky, il No dell’Anpi, il No di tanti miei amici — sarà poco più di niente: affogherà dentro il No di destra, quello di Brunetta, Berlusconi e Salvini, e soprattutto dentro il No grillino. (**)

Oltre, aggiungo io, all’onta di aver fatto gli inutili idioti sul carro di certi loschissimi e ignorantissimi figuri.

E questo – si badi – lo scrive uno che ancora sei mesi fa, votava Fassina (chi?) al primo turno per il Sindaco di Roma e che quindi ha cercato dove ha potuto di aggrapparsi a una sinistra qualsiasi, ancorché evidentemente inadeguata, inane e residuale.

Ecco, a questi esperti navigatori di sinistra – ancorché inadeguati, inani e residuali – auguro sinceramente di navigare contro le onde della destra, del complottismo, dell’anti-euro(pa), dell’immobilismo e dell’inciviltà. Anche per me.

Io scendo qua.

(*) Anche (e soprattutto) quando si ergono a baluardo della Costituzione Antifascista.

(**) Michele stranemente ingenuo, come se il “No grillino” fosse altra cosa dal “No dei fascisti”…

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3 pensieri riguardo “Mai coi fascisti”

  1. Ciao…articolo ironico e carino. A gennaio mi arriva la belva e volevo chiederti: tu l´off-on lo senti piu´accentuato in modalita´standard piuttosto che in “A”. Avrei pensato il contrario. Guidando in modo tranquillo si percepisce cmq? (provengo da una FJR 2004 che di on-off era intrisa). Ho letto in un forum che alcuni hanno danneggiato la coppa (senza andare in fuoristrada) in alcune occasioni…secondo te e´piuttosto vulnerabile e sarebbe il caso di aggiungere una protezione? Grazie e buona strada

    1. Ciao Diego, io credo che l’ON-OFF sia in ogni caso un problema sopravvalutato, buono solo per far parlare la gente sui forum.
      Comuqnue, anche se quello era un test-ride, con tutte le angosce del caso, ricordo che io pure me lo sarei aspettato più in STD che in A, ma tant’è.
      Oggi, dopo un anno di utilizzo quotidiano, l’ON-OFF lo sento solo a bassissima velocità e comunque se te lo aspetti hai già risolto il problema al 90%.
      Mettendo per un attimo da parte le pippe mentali, il discorso “coppa” è più serio. Il problema non è la coppa, che è abbastanza alta, almeno rispetto al marciapiede standard. Quello che tocca è il padellone dello scarico: la luce a terra è troppo poca, secondo me e se metti delle protezioni (orribili), forse fai meno danni (potenziali), ma abbassi ulteriormente la moto. Io eviterei aggiunte e starei solo un po’ attento… Dopotutto, nei paesi civili ci sono le rampe degli handicappati per salire e scendere dai marciapiedi, no? 🙂

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