Due libri

In settimana ho acquistato due libri. Uno lo sto già leggendo e un altro lo leggerò presto.

Il primo si intitola Ludwig e racconta la storia di una coppia di serial killer bellocci, che, dietro una non solidissima ideologia nazista, imperversavano nel Triveneto, davano fuoco a cinema porno e discoteche e, quando volavano basso, uccidevano frati a martellate e prostitute a colpi d’accetta.

Il secondo si chiama The Battle for the Falklands e, come è facile immaginare, tratta di quella guerra-lampo fra Argentina e Gran Bretagna, che ebbe luogo nella primavera dell’82 dall’altra parte del mondo.

Nei primi anni ’80 io avevo dieci anni e vivevo di radiogiornale alle 7:30 del mattino, prima di andare a scuola, e di TG2 alle 19:30, quello con il 2 ipnotico, con Mario Pastore e Ruggero Orlando da Nuova York. E le notizie erano più o meno sempre le stesse da quando avevo raggiunto l’età della ragione, cioè da quando mia nonna il 16 marzo del 1978 mi venne a prendere a scuola verso le 10:30 “perché non si sa quello che sta per succedere”.

Poche notizie riuscivano ad emergere sopra il turbine di morti ammazzati di mafia o di terrorismo, sopra i covi scoperti in anonime palazzine, sopra i filmati dei bossoli a terra cerchiati col gesso e i rigagnoli di sangue, sopra i poliziotti col giubbotto di pelle e i baffoni che mostravano tavoli e tavoli di armi sequestrate, sopra i citofoni, le Alfette che sgommavano e le 128 “crivellate di colpi”.

Questo allora sembrava il signal, ma alla fine era il noise: era la coda insanguinata di un mondo vecchio che stava morendo. Le cose importanti che succedevano a quei tempi erano altre e, anche se di alcune avremmo fatto volentieri a meno, avrebbero cambiato la faccia dell’Italia e del mondo e ce le saremmo portate appresso per un sacco di tempo. Tipo la P2, la tivù commerciale, i Socialisti rapaci, Solidarnosc, le “guerre stellari” di Reagan, le prove generali di globalizzazione a Bhopal e chissa cos’altro, …

Poi c’erano un terzo tipo di notizie che non erano né signal, né noise… Erano cose che iniziavano e finivano e che, almeno a prima vista, cioè senza scomodare storici e sociologi, si esaurirono in un periodo relativamente breve, delle “bolle di fatti” che segnarono quel periodo e quel periodo soltanto.

Finirebbe qui se si fosse trattato di un’epoca qualsiasi, ma caso vuole che non lo fosse. Proprio per niente. Il vostro affezionatissimo aveva 10 anni ed era già curioso allora, pur non avendo a disposizione grossi strumenti per l’approfondimento, tranne il radiogiornale cisposo e il TG con il 2 ubriaco. E quindi, per certe cose, non so nemmeno quanto inconsciamente, il nostro si era fatto il nodo al fazzoletto e si era ripromesso di studiarsele bene “in un certo momento della vita”.

Per Ludwig e per la guerra delle Falkland, pare che quel momento sia arrivato…

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