E lèvate dar cazzo…

Oggi Metilparaben dedica la sua attenzione ai pedoni e alla iattura che molti di loro sanno essere per chi va in giro in macchina o, come me e lui, in moto. Ovviamente, tutti siamo “pedoni di qualcun altro” in qualche specifico momento della vita, quindi, diversamente da quanto accade con i ciclisti, è probabile che anch’io ricada di quando in quando in una delle categorie da lui elencate…

Il suo post mi dà però l’occasione di descrivere un’ulteriore categoria da lui ingiustamente trascurata e di cui avevo già intenzione di parlarvi. E’ una versione modificata del suo Pedone diffidente, quello che

Quando è in procinto di attraversare sulle strisce pedonali non si fida del fatto che vi fermiate neanche se glielo scrivete per raccomandata con avviso di ricevimento: potete fare cenni con la testa, sbracciarvi, gridare per dirgli passa, mi fermo, non ti metto sotto, ma lui non si muove finché non spegnete lo scooter, lo mettete sul cavalletto, scendete e vi stendete a terra per dimostrare in modo inequivocabile di essere inoffensivi. Rischi correlati: apatia, depressione.

Il mio pedone diffidente ha lo stesso identico comportamento, ma con una piccola, vitale variazione: non distingue le macchine dalle moto. Non so quanto sia corretto in punta di Codice della Strada, ma è un fatto che gli ingombri di un pedone e di una moto insieme sono molto minori della larghezza della carreggiata. Ergo, ci vorrebbe ben poco a coordinarsi per passare entrambi con reciproca soddisfazione e zero pericolo.

Cosa fa però il mio pedone-diffidente-reloaded?

Inizia ad attraversare sulle strisce e si accorge che tu stai arrivando (bello tranquillo che tanto ci passi): infatti, tu, essendo una moto, hai già deciso di passargli dietro le spalle, perché lui è già a metà della carreggiata e c’è spazio in abbondanza.

Ma lui, non distinguendo le macchine dalle moto e le loro relative larghezze, vede che non rallenti e va nel panico… E torna indietro… Mettendosi proprio al centro della porzione di strada di dove tu hai deciso di passare…

Poi, inchiodata, occhiatacce, madonne e cattiva stampa verso i motociclisti.

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3 commenti su “E lèvate dar cazzo…”

  1. Scusa Jester ma basterebbe ricordare che quando un pedone attraversa sulle strisce ci si deve fermare. Punto. Lo dice il codice, lo dice il buonsenso. Perché quando sei pedone sei il più esposto e non dovresti preoccuparti di capire che il motociclista ha capito che tu hai capito che lui ha capito che ti può passare dietro. Perché se questo circuito mentale va in corto (vedi appunto alla voce panico) chi ci rimette in prima battuta è il pedone.

  2. Sicuramente si. E comunque qui tendenzialmente si scherza.
    Comunque il punto è che se io “ci passo”,vuol dire che lui è già parecchio avanti nell’attraversamento e quindi io nemmeno mi dovrei fermare, secondo il codice. Lui però torna indietro e questa situazione win win si interrompe.
    Se una moto va contro un pedone, comunque, non è che il motociclista ne esca necessariamente incolume… Mica è una macchina. E questo diversamente dal pedone, lo sa bene. Almeno. Io.

  3. Io quando attraverso, me fotto, e vado dritto. Moto uniforme, non accelero, non decelero, non arretro. Avanzo e basta.
    Se tutti facessero così sarebbe semplice.
    Certo cestire gli attraversatori a cazzo in auto/moto è più complicato.
    Perchè se è vero che chi guida deve fermarsi, chi attraversa deve farlo dove puo’ e non in qualsiasi punto della strada.
    Attraversare col rosso è sanzionabile sia che tu lo faccia guidando che andando a piedi (so chi è stato multato per questo)

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