Leggere e scrivere

Periodicamente al lavoro si torna a discutere dell’ “inadeguatezza degli strumenti di comunicazione interna”, con particolare enfasi sul fatto che quanto a disposizione non è utilizzato quasi da nessuno, perché “non è user-friendly“.

Premesso l’ovvio (e cioè che, se fossimo in grado di sviluppare intranet o altre applicazioni oggettivamente user friendly, probabilmente staremmo tutti facendo un altro e più remunerativo lavoro), volevo elaborare un po’ su questi temi che mi investono a trimestri alterni come un brutto sogno ricorrente.

La prima considerazione è che Facebook (& co.) hanno sdoganato internet. Ed è un bene, sia chiaro.

Ma porta con sé qualche frutto avvelenato. Il fatto che chiunque, veramente chiunque, sia messo in grado di crearsi e gestirsi una propria pagina web, gratis e con poco sforzo, fa passare il messaggio che sia una cosa facile, che possa essere applicato lo stesso principio a tutti flussi di comunicazione, che si può SEMPRE unire l’utile (l’intranet di lavoro) al dilettevole (il cazzeggio su Facebook e simili).

Purtroppo, basta poco per rendersi conto che non è così.

Un’azienda ha necessità di comunicazione assolutamente top down (o al limite bottom-up), ma comunque verticali e non orizzontali. La circolazione dei contenuti non è aperta, ma è basata spesso sul need-to-know e, sempre, sulla rilevanza e sull’utilità del contenuto stesso. A questo si aggiunge il fatto che alcune caratteristiche tipiche dei social network come lo sviluppo di trend, la generazione di buzz, la diffusione virale, il gusto per la discussione (e per i flame) mal si adattano alla vita aziendale.

Inoltre, i contenuti, generalmente multimediali, che anche le anime più semplici condividono sulle loro pagine Facebook e che ne costituiscono la frazione preponderante del traffico, sono difficilmente adeguati a veicolare contenuti e notizie di tipo professionale. Piaccia o no, le aziende (normali) producono materiali testuali: articoli, report, notizie, comunicati, manuali, best practice, guide, ecc. Spesso anche scritte male, di corsa, in una lingua che potrebbe non essere quella d’elezione della maggior parte degli utenti, ma comunque, sempre in forma di testo, se va male, testo e immagini, se va bene.

E qui vengo alla seconda e più fondamentale considerazione. Se la comunicazione è testuale (fica quanto vi pare, ma testuale), questa si fonda su un meccanismo semplice, antico e preesistente a internet e ai social network. Il fatto che qualcuno abbia voglia di scrivere e che qualcun altro abbia voglia di leggere. L’essere passati, negli anni, dalla Smemoranda a Facebook non ha mosso di una virgola i termini di questo gentlemen agreement alla base del rapporto fra chi produce e chi fruisce contenuti.

L’avere a disposizione mezzi potentissimi (wiki, social network, twitter, piattaforme blog a prova di deficiente) non serve a nulla se nessuno scrive o, peggio, se qualcuno scrive e nessuno legge.

Quante delle persone che conoscete hanno la pazienza di fruire (faticosamente) contenuti testuali e di ritenere un’attività del genere un arricchimento personale, qualcosa di divertente e non un obbligo?

Ci sono persone “malate” che lo fanno (io, per esempio, e nemmeno sempre), ma sono l’eccezione e non la regola. Figuriamoci poi se a queste stesse persone si chiede di produrre in prima persona dei contenuti.

Secondo me, per un professionista curioso e interessato al proprio lavoro, Internet è la migliore intranet possibile: le informazioni sono tutte là e, se realmente le si cerca, le cose non solo si trovano, ma si possono addirittura fruire con gli strumenti più user-friendly che ci sono a disposizione.

Quasi nessuno però lo fa. Ed è qui che bisognerebbe cominciare ad intervenire. Prima di innamorarsi della prossima killer-app.

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3 commenti su “Leggere e scrivere”

  1. Ti quoto:
    Secondo me, per un professionista curioso e interessato al proprio lavoro, Internet è la migliore intranet possibile: le informazioni sono tutte là e, se realmente le si cerca, le cose non solo si trovano, ma si possono addirittura fruire con gli strumenti più user-friendly che ci sono a disposizione

    Niente di più vero e…sempice! Molto spesso diversi colleghi mi chiedono come faccia e dovi trovi il tempo per scrivere relazioni tecniche e progetti dettagliati ed esaurienti. Bontà loro che li leggono innanzi tutto ma non sanno che come hai ottimamente scritto le informazioni sono tutte là, a disposizione. E spesso quei progetti o quelle relazioni sono la semplice traduzione e rielaborazione di quanto già prodotto…

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