Proud to be

Volevo parlare di questo di cui vi sto per parlare da parecchio tempo, almeno, direi, dai tempi magici dell’Albania. L’occasione per rimettere mano a questo vecchio blog, così tanto trascurato (*), me l’ha data la triste storia di Katia, la direttrice di banca di Castiglione delle Stiviere (dove per altro era ambientato il mio libro di Narrativa della seconda media, ne avevo pure parlato qui).

In un passato non troppo remoto ho lavorato per una multinazionale. Non direttamente, per carità, no. La mia azienda di allora era una dimenticata filiale di questa mostruosità globale che misteriosamente non era ancora stata dismessa, benché ce ne fosse più di un motivo. Non ultimo, il fatto che la Multinazionale faceva un lavoro e noi ne facevamo un altro. Non ho mai capito se ciò fosse dovuto alla cecità del gigante, alla furbizia del nano o a impicci comuni. read more

Siamo tutti un po’ vigili

Forse non è il giorno più adatto per parlare dei vigili di Roma, visto quello che è successo a Parigi e che davvero toglie il fiato, ma quello che dirò nel post ce l’avevo in testa da un bel po’ di tempo e quindi vorrei cogliere l’attimo, per quanto possa non essere il più appropriato.

Sebbene non ami particolarmente la categoria dei vigili, con tutto il relativo portato di autovelox e divise, stavolta non so da che parte stare. Certo, per essere un dipendente privato che non è mai stato in malattia in vita sua (tranne che per la convalescenza dopo l’incidente nel deserto), il (presunto) 83% di vigili in malattia la notte di Capodanno, mi fa fare tanti pensieri, cattivi quanto facili. Però, poi mi leggo una versione del vigile (leggetela, è piuttosto interessante) e mi viene da spingere la riflessione un po’ più in là. read more

Chi mal fa, mal pensa

L’azienda per cui lavoro sta organizzando un evento per presentare i risultati di una ricerca che abbiamo fatto. Tra le diverse leve di pubblicità all’iniziativa, abbiamo pensato di creare un evento su Linkedin – cosa sia Linkedin e a cosa serva è uno dei grandi misteri del Web 2.0 – e di condividerlo il più viralmente possibile con i nostri contatti. Questo è il risultato.

Notate niente di strano? Beh, siamo stati costretti a sostituire le O di “erotico” con degli zeri, perché altrimenti Linkedin, sia nel titolo sia nella descrizione, non ci faceva salvare, dicendoci “This text can not be processed“. read more

Serendipità pelosa

Forsenontuttisannoche nella Riforma del Mercato del Lavoro recentemente approvata, è stato approvato anche un emendamento, presentato da due parlamentari del PD, che rende difficile la delocalizzazione delle attività di call center in paesi stranieri, come ad esempio (ma è solo un esempio) in Albania. Avendo io stesso dedicato un anno e mezzo della mia vita a delocalizzare un call center italiano in Albania, è naturale che questa faccenda mi interessi, anche se ormai indirettamente, ed è facile capire come la pensi nel merito. read more

Current Zeitgeist

Flow-enstein

Io per una lunga parte della mia vita sono stato un giocatore di videogames piuttosto accanito. E ogni tanto, mi ripiglia pure… L’ultima volta, complici le costole rotte, con questo, che secondo me è un capolavoro.

Mi ha fatto quindi piacere trovare – lavorando! – questi due grafici, che sebbene in altro contesto rendono icasticamente il perché alcuni giochi “funzionano” e altri no (prendendo tra l’altro ad esempio un grande classico a cui io sono molto affezionato). Io l’avevo sempre pensato, ma non mi sarebbe mai venuto in mente di farci un grafico. read more