L’anatema di Geminello

Hopper Train carAl bar Sassacci che frequento, come sapete, per obblighi motociclistici, insieme alla Gazzetta e al Corriere (ambedue dello sport, ovviamente), tengono una copia de “Il Giornale”. Forse a Civita Castellana, non avrebbe senso tenere al bar un giornaletto locale tipo il Messaggero o, per i più trasgressivi, Il Tempo come si usa fare a Roma per non schierarsi… Beh, Sassacci si schiera. E bravo!

Ebbene domenica scorsa sorbivo felice il mio cappuccino quando l’occhio mi cade sulla prima pagina, in cui accanto ai soliti titoloni: “Tutto quello che Di Pietro non vi racconta“, “Quello che sta facendo Israele è legittima difesa“, “La portinaia di Veltroni è un trans“, c’era in basso a destra (uhm…) un articoletto, che poi proseguiva dentro il giornale, a firma Geminello Alvi (…Ma tu lo sai chi è Geminello Alvi?…) dall’intrigante titolo: “In memoria dei blog: ex luoghi liberi diventati podio della pubblica offesa“… Vabbè, è il Giornale, ma tocca leggerselo.

Dopo un vagheggiamento generale sulla vita in campagna e sul salvataggio dei limoni dalla gelata (ci dovrà fare il limoncello, come René), viene al nocciolo della questione. Prima di riprodurne alcuni estratti, devo dire che non sono del tutto in disaccordo con quello che dice, ma più che altro con i toni (decisamente saccenti e paternalistici) e con il suo evidente fare di tutta un’erba un fascio.
Premetto anche, già che ci sono, che il fatto di avere un mio blog non mi porta a fare automaticamente una difesa di ufficio dello strumento, poiché questo non è un blog che vuole fare informazione, non cerca lettori (semmai lettrici), né proseliti ed è volutamente povero e sconclusionato… Nessuno mi paga (anche se i tassinari non sono d’accordo) e non faccio informazione, quindi, rispetto alle argomentazioni di Geminello mi sento decisamente fuori target.

Primo estratto: “…Dove invece si sente solo disagio, e un dolore ulteriore per come sta finendo il mondo, è scorrendo i vari blog. Essi vengono vantati come luoghi d’espressione ideale e comunicazione: nessun elogio insomma gli è risparmiato. A me invece paiono luoghi di frustrazione e sciatteria, nei quali bisognerebbe io credo vergognarsi di scrivere, e certo non inorgoglirsi di averli creati. Invece c’è tutto un culturame e persino il senso comune a elogiarli, a vedere in essi una forma superiore di informazione e democrazia…

I blog sono sciatti e frustrati tanto quanto sono sciatte e frustrate le persone che li scrivono. Certo, “il bel Paese dove il sì suona” è molto sciatto e, di conseguenza, i suoi blogger fanno quello che possono. Penso però che se estraessimo un campione rappresentativo della popolazione ed uno rappresentativo dei blogger, mi sa che la popolazione, quanto a sciatteria, vincerebbe a mani basse.

A questo proposito, ricordarsi anche la popolazione vota in larga maggioranza dalla parte del giornale di Geminello, può aiutare.

Quanto al culturame, mi sembra di sentir parlare i tassinari… Vabbè.

Secondo estratto: “Gli altri [blog, quelli non professionali, n.d.j.], la maggioranza, invece amplificano solo dei luoghi comuni e non erudiscono in alcun modo.

Ora il luogo comune, come dice la parola, è comune, quindi non dovrebbe essere stupefacente, soprattutto per un uomo navigato come Geminello, trovarlo in un movimento di massa: penso che la voglia di dedicare del proprio tempo ad argomentare (ognuno con i suoi mezzi culturali ed intellettuali, ovviamente) per iscritto (ehi, per iscritto!) sia un aspetto molto più importante e faccia solo che bene ad un paese storicamente passivo e analfabeta come il nostro. Trovare pensiero originale è difficile, ma è difficile ovunque, ed anche qui lo scontro blogger vs. popolazione è, caro Geminello, di facile esito.

Terzo estratto (giocateveli, eh):”…E peggio ancora: si sente in questo mai firmarsi col suo vero nome di chi invia messaggi una caduta ulteriore. Sia chi sia, impiegato o signora snob, arrabbiati di destra o sinistra, studenti o professorini: tutti costoro scrivono al riparo dell’anonimato cose che mai si direbbero in faccia. Altra diseducazione.

Veniamo quindi a un tema caldo: l’anonimato. A parte che non è una regola, anzi. I blog di maggior seguito sono solo formalmente, e spesso nemmeno formalmente, anonimi. Perché è nell’interesse di chi scrive, farsi leggere, farsi conoscere e magari tentare il salto verso media un po’ meno autarchici.
Ma, se anche sono e voglio restare anonimo, che male c’è? L’insulto è sempre brutto, anonimo o manifesto che sia, ma la discussione civile anche accesa, può benissimo restare anonima. Anzi.
Magari l’anonimato può aiutare il lettore/scrittore/commentatore ad evitare dei pregiudizi tipo quelli che io ho messo in mostra nella parte iniziale di questo post, parlando de “Il Giornale”. E poi, siamo sempre lì, non mi paga nessuno, scrivo per passione, dico quello che penso… Dov’è il problema? Se sono maleducato o incivile o offensivo, all’interno di quella che comunque è e rimane un’operazione di comunicazione, il problema è lì, non nel fatto che l’operazione è anonima.
E, infine, il fatto di non avere il coraggio di dire le stesse cose in faccia, ammesso e non concesso che sia vero per tutti i blogger anonimi (erba… fascio… luoghi comuni… vabbè…), non toglie il fatto che quelle cose le si pensi e che la (presunta) codardia nasca dal fatto che si vuole separare il piano delle idee da quello della convivenza civile… A mio modesto parere, a vantaggio di entrambi… Perché tacere è da servi, ma attaccarsi con qualsiasi cosa/persona/categoria che non ti va, è poco pratico.

Ultimo estratto: “Come in certa pessima tv viene pertanto meno il contraddittorio, in cui si disputi con durezza ma con onore: prevale il frastuono. La qual cosa anzi a ben pensarci è più esecrabile pure che in televisione

Anche sui giornali, molto più che sui blog, non esiste il contraddittorio e la situazione, dal punto di vista della fruizione, è parecchio bloccata perché chi compra il Giornale non leggerà mai Repubblica e viceversa, a causa di una vera e propria repulsione epidermica. Sui blog accade lo stesso, il fruitore si sceglie i blog che preferisce perchè più vicini al suo essere e, se ha tempo da perdere, va a fare da guastatore (o da grillo parlante) sui blog della fazione opposta… Mi rendo conto che quest’ultimo è un po’ un contraddittorio del cazzo (vedi la discussione recente su queste pagine con i tassisti), ma è sempre meglio di niente. Anche perché ritengo che i commenti sui blog siano una cosa “carina”, ma assolutamente superflua rispetto alla validità dello strumento in sé, che rimane tale anche senza i commenti.

Quindi, caro Geminello, fatti il tuo limoncello, scrivi sul tuo Giornale (ma non scrivevi anche su Repubblica una volta? Che hai zompato pure te?) e, magari apriti anche tu il tuo blog… E’ rilassante (tipo un giardino zen) e, di nuovo, non fa male a nessuno.

Post simili a questo

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.