Il bertoldismo minchione

bertoldo_bertoldino_e_cacasennoIeri ho scritto su Facebook:

“Noi non siamo né di destra né di sinistra… Siamo italiani!”.
Come dicono, da che mondo è mondo, i fascisti che si vergognano di dirlo.

Perché poi, il punto non è nemmeno che c’è di mezzo Forza Nuova, che si vedono personaggi in bomber e occhiali neri che cantano l’inno col braccio alzato in modo sospetto, che qualcuno parla di “complotto ebraico”, che in piazza ci sono quei noti patrioti degli ultrà della Juventus, che ci sono azioni squadriste contro negozi e supermercati, che la polizia nicchia, che torna la voglia di “bruciare i libri” (finalmente, eccheccazzo!), che a leggersi i proclami e i volantini li si trova infarciti di “onore” proprio e “codardia” altrui…

Il punto vero, almeno per me, è che questi sono, agiscono, parlano, si comportano da fascisti e nemmeno se ne rendono conto. Cioè, ai fascisti bene o male ci siamo abituati, li conosciamo, li riconosciamo, in rarissimi casi li rispettiamo pure. Ma qui la questione è ontologica, molto prima che ideologica.

Tempo fa, e un po’ pure ora, ci vergognavamo della figura che ci facevamo ad essere rappresentati da uno come Berlusconi. Beh, io ho la stessa sensazione di ribrezzo, probabilmente peggiore, quando uno di questi disgraziati dice di parlare “a nome del POPOLO”, cioè anche mio. Ma chi sei? Ma chi ti conosce? E soprattutto, dov’eri fino a un paio di anni fa, caro il mio Bertoldo forconista? Chi votavi? Quanto dichiaravi? Cosa dichiaravi? Quanto te ne fregava del POPOLO ITALIANO?

Che alla fine la cifra di questo bertoldismo minchione – che senza ironia chiama “imprenditori” dei camionisti, degli ambulanti e degli agricoltori – è proprio quella di avere la la memoria cortissima e, a parte i volantini che ripetono a pappagallo, nessuno strumento culturale che gli permetta di rinfrescarsela.

Ma proprio nessuno nessuno.

 

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5 commenti su “Il bertoldismo minchione”

  1. la solita critica che da appassionato lettore del blog ti giro:
    -inconsapevoli fascisti;
    -questione ontologica(ergo di quel che sono: razza???);
    -ribrezzo;
    -imprenditori no, ma camionisti agricoltori etc etc…
    -nessuno strumento culturale.
    in conclusione lo stesso commento elitarista che facesti ai grillini.
    molto poco di sinistra.

    1. Ciao Fabrizio,
      ti avevo già in parte risposto con questo post. Non so quanto allora questo trasparisse, ma per me elitario non è un insulto, come non lo è in alcuni casi nemmeno fascista.
      Vorrei però risponderti nel dettaglio:

      > inconsapevoli fascisti: in realtà, “inconsapevolmente fascisti”. Nel senso che sono fascisti “in rerum”, qualsiasi possa essere la loro narrazione (che poi è un po’ quello che dici tu a me, per capirci). E’ anche un fatto piuttosto inoppugnabile che chi dice che “non è né di destra né di sinistra” è molto più spesso di destra che di sinistra, ma sono statistiche mie e lasciano il tempo che trovano.

      > questione ontologica: vedi sopra. Ontologico vuol dire che lo sono, indipendentemente da ciò che dicono (e forse pensano) di essere. Discutibile, ma la razza e la natura non c’entrano niente.

      > ribrezzo: la sensazione di ribrezzo è perché vorrebbero “forzosamente” rappresentarmi, come inevitabilmente mi rappresentava e, in parte, mi rappresenta ancora B. Non vuoi chiamarlo ribrezzo? Chiamalo disagio, ma è molto meno letterario.

      > imprenditori vs. camionisti: esistono le categorie (rispettabilissime) del “lavoratore autonomo”, del “libero professionista”, dalla “ditta individuale”. Il mio avvocato, per dire, non va in tv a raccontare che lei è un’imprenditrice. Io sono convinto (l’ho anche scritto in diversi post del passato) che l’uso improprio e “furbetto” della parola imprenditore sia uno dei tanti lasciti di vent’anni di berlusconismo. Se ti autodefinisci imprenditore operi sull’ascoltatore (ugualmente imbevuto di berlusconismo d’accatto) una “captatio benevolentiae” perché ti poni come qualcuno che “dà lavoro” al prossimo e quindi c’ha ragione a prescindere. Molta retorica imprenditoriale mi dà fastidio (si può dire?) quando proviene da “datori di lavoro” reali, figurati quando viene da questi qua… (Per chiarezza, dare lavoro non vuol dire avere due singalesi a nero).

      > nessuno strumento culturale: (mi autocito di nuovo):

      Io non penso che a un’opinione basti esistere nella testa di qualcuno perché questa e questo qualcuno meritino automaticamente rispetto; a maggior ragione se una certa opinione è condivisa da una maggioranza di persone. L’opinione è sempre il punto di arrivo di un ragionamento e, visto che esistono la logica, la cultura, l’esperienza e che queste non sono gratis, ma costano fatica e esercizio continuo, è la via che porta all’opinione che la qualifica ai miei occhi. Non ce l’ho con le opinioni altrui, ce l’ho con chi per pigrizia o incapacità non ci ha riflettuto sopra abbastanza o quanto meno non è in grado di dimostrarmelo.

      Costruirsi un’opinione, o addirittura una cultura, costa fatica. Io vedo tracce di altre fatiche nei “forconi”, ma non di questa e ritengo che questa sia un’opinione legittima. Detto in altre parole, uno vale uno solo nel segreto dell’urna (che non a caso è segreto), fuori dall’urna il confronto è continuo e le figure di merda per “inadeguatezza” sono dietro l’angolo.

  2. Caro Alberto,
    con la tua risposta mi hai definitivamente convinto che la Sinistra in Italia non è mai esistita, o meglio ne è esistita una maschera egregiamente indossata da eleganti signori con eloquio sicuro e penna fluente.
    Lo vedo dal ribrezzo che fa la povera gente, quei camionisti che si atteggiano da padroncini ma che in realtà altro non sono che lavoratori autonomi.
    Paradossalmente in Italia la Sinistra è elitaria, lo è sempre stata e leggendoti sempre lo sarà.
    Paradossalmente in Italia il popolino atteggione si deve far rappresentare dal partito conservatore.
    Se allora i veri fascisti foste voi? Elitari, belli, con opinioni affascinanti, biondi, alti, imbarazzati dal diverso, sfumatura dei capelli alta, forse anche un pò razzisti nei confronti di chi è padroncino…
    Padroncini occhio…

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