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Anche in Albania si è votato. Due settimane fa, però. E ancora non si sa chi ha vinto. Segnalati gli exit-poll casarecci con questo post di qualche giorno fa, pensavo – ingenuo – che ci fosse solo da aspettare un po’.

In realtà, come spesso accade la situazione è un po’ più complessa e, a sentire le mie fonti, più pericolosa. Ma andiamo con ordine.

Proprio all’inizio del periodo che ho trascorso lì, si votava per le politiche e ci furono, più o meno, queste fasi:

  1. campagna elettorale tranquilla, autarchica e colorata,
  2. grossi comizi finali,
  3. voto,
  4. conteggio infinito (tipo 2 settimane),
  5. pareggio sostanziale,
  6. manifestazioni dell’una e dell’altra parte per brogli,
  7. provvidenziale (e prezzolato) cambio di casacca di qualche partitino,
  8. maggioranza risicata a Berisha,
  9. governo.

Situazione risolta? Tutt’altro, Rama, sindaco di Tirana e capo del Partito Socialista e quindi dell’opposizione, ha continuato a contestare il risultato per tutto l’anno e mezzo in cui sono stato lì. Per un paio di mesi, il viale principale di Tirana è stato occupato (e di conseguenza chiuso al traffico con effetti immaginabili) da quelli che il mio amico Baci chiamava “i Protestanti”: fancazzisti provenienti da tutta l’Albania (dal sud, in realtà, roccaforte del PS) che si erano accampati in strada davanti al palazzo del Governo. Non so bene come si era conclusa la cosa, ma, anche se dopo un po’ se n’erano andati, sicuramente ancora gli rodeva il chiccherone.

Infatti, poco dopo che me ne ero tornato in Italia, su questa situazione di tensione più o meno latente, un video pubblicato su Youtube del vice di Berisha che si intascava un bella mazzetta, ha risvegliato la protesta popolare e ci sono stati scontri in piazza, 4 morti e 25 feriti.

Si capisce che le elezioni Amministrative di due settimane fa, in cui si eleggevano sindaci e consigli comunali ovunque (anche a Tirana) erano particolarmente delicate.

Per il PS, un’occasione di rifarsi della truffa/beffa delle Politiche e di “prevenire” i brogli che a suo avviso c’erano stati la volta precedente e, importantissimo, riconfermare Rama a Sindaco di Tirana. Oltre a poter fare il bello e il cattivo tempo in tema di manifestazioni di piazza (potere del quale come abbiamo visto ha anche abusato), l’essere Sindaco di Tirana è un ruolo chiave per l’immagine che il PS vuole dare di sé al mondo (inteso come stranieri in visita, investitori, la UE, ecc.), visto che il 90% di chi viene in Albania, non va oltre Tirana. Una forza politica moderna, giovane e europea, mica come il PD (di Berisha) che prende voti nell’Albania più retriva, del Kanun e dei montanari baffoni con i calzoni a sbuffo e lo schioppo.

Per il PD, di converso, l’occasione di togliersi Rama da davanti alle palle, di riprendere in mano il pallino della piazza e soprattutto completare l’opera di PD-izzazione, facendo vedere che oltre ai montanari baffoni, sono il primo partito anche nel cuore pulsante della Nuova Albania.

E, ovviamente, per gli osservatori internazionali, UE, World Bank, DFID, ecc. per cui, dopo la figuraccia delle elezioni precedenti, queste Amministrative erano un test di democrazia importante. Ricordiamoci che l’Albania è terminale di molti fondi per lo sviluppo erogati da organismi internazionali (tanti davvero) e, soprattutto, vuole iniziare la procedura per essere accolta nella UE, un processo  lungo e complesso per iniziare il quale bisogna avere alcuni indicatori democratici in regola. E la tranquillità, la correttezza, la semplicità con cui vengono gestiti le competizioni e gli eventi elettorali è certamente uno degli indicatori principali.

E insomma il 5 maggio si è votato e all’inizio è sembrato tutto normale, addirittura Balkan News aveva iniziato un live-blogging elettorale, sperando che le cose andassero per le spicce. Arrivati al martedì sera (due giorni dopo la chiusura dei seggi), si sono stufati e hanno ricominciato a dare le notizie in modo tradizionale. Prima gli exit poll bizzarri, poi i racconti apocalittici dei rappresentanti di lista, poi l’annuncio che Rama aveva vinto di 10 (dieci) voti su 250.623 (!), poi ancora  il Governo (Berisha) che dice che ci sono ancora schede da scrutinare e che, avendo la maggioranza nella Commissione elettorale, si rifiuta di ratificare il risultato della vittoria di Rama.

Vista l’aria che tirava prima e quello che sta succedendo in queste ore, ovviamente l’altro ieri ci sono stati scontri di piazza violenti (ma non drammatici come l’altra volta, per ora e per fortuna) e ieri c’è stato un appello di Rama che, diciamo, non brilla per moderazione…

“The majority overturned the elections by overturning democracy,” Rama said in a passionate speech at a press conference on Wednesday evening.  “We should do everything with body and soul to stop the government and the revolt brewing inside every Albanian should spill into the streets,” he added. (da Balkan Insights)

LA UE intanto sta a guardare, immagino con un sopracciglio alzato. Vediamo come va a finire…. Alle brutte, gli si manda la Santanchè a fare da paciere.

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