Fabrizio, Josefa e le occasioni perse

Fabrizio_MiccoliMichele Serra, domenica scorsa:

Il povero Miccoli, star del Palermo calcio che per fare il simpatico con un suo amico boss parla di Falcone come ne parlano i mafiosi (lo chiama «quel fango di Falcone») è l’ennesima dimostrazione di quanto poco valgono i soldi e il successo senza un minimo, almeno un minimo di cultura.

Michele Serra, oggi:

A cosa servono le lacrime del calciatore del Palermo Fabrizio Miccoli, versate in pubblico per scusarsi di alcune stupide frasi su Falcone? Servono a molto. Servono a farci capire che le parole hanno ancora un peso (perfino quelle scritte sui giornali). Che l’indignazione non è sempre sprecata, anche in una città abituata quasi a tutto, come Palermo. Che per quanto impigrita o stordita dal continuo rumore di fondo, la società mediatica è ancora capace di un qualche discernimento, di un qualche criterio di giudizio, e non tutto passa senza traccia, né senza dolore. Che siamo dunque, nonostante tutto, ancora una comunità.
Se ne è reso conto, per primo, lo stesso Miccoli.

Nel frattempo, come è facile immaginare, c’è stato un ravvedimento operoso con lacrime e conferenza stampa dello stesso Miccoli, qualche presa di posizione del Palermo Calcio e parecchio vituperio a mezzo stampa.

Buona notizia. Michele è contento e chi siamo noi per contraddirlo. Il problema è che il suo primo articolo, quello in cui dava addosso al “povero Miccoli”, sollevava questioni un bel po’ più pervasive della semplice dinamica “ho detto una cazzata” / “chiedo scusa” / “vissero tutti felici e contenti”.

Innanzitutto, nel primo articolo, si faceva discendere l’avvedutezza e il saper stare al mondo direttamente dalla cultura, cosa del tutto fuori dalla portata (ormai) del “povero Miccoli” e di chissà, implicitamente, quanti vip gossip-pallonari; anche se questi “altri” non hanno (ancora) pestato il merdone come Miccoli. Si ravvisava, giustamente, una certa ineluttabilità lombrosiana nella vicenda, di cui colpiva – almeno a me – più che la sostanza autoevidente, la facilità con cui questa povertà di spirito di default è di solito coperta dalla cappa dell’ipocrisia sportiva (i nostri ragazzi, la bandiera della squadra, il capitano, le medaglie vinte, le Champions del Milan). Anche se l’articolo di Michele Serra non lo diceva apertis verbis, io – forse con un po’ di wishful thinking – ci ho visto un inizio di dagli allo sportivo, su cui sarebbe stato interessante proseguire il ragionamento.

Dicendo, magari, che lo sportivo che dice cose sensate è l’eccezione e non la regola (con il corollario, quindi, che li fanno parlare troppo), che anche chi gareggia in sport sotto-esposti è altrettanto incline alla fregnaccia (forse di più, vista la poca dimestichezza con la comunicazione) e, soprattutto, che, se lo sportivo è, in quanto tale, automaticamente un “portatore di valori”, dovremmo chiederci chi è così coglione da dargli retta e perché lo fa…

Anche, per fare un esempio decisamente meno estremo, la vicenda di Josefa Idem (e, soprattutto, la sua surreale conferenza stampa) è un’altra dimostrazione di come i meriti sportivi non siano affatto una condizione sufficiente per uscire in bellezza da qualsiasi situazione. Anzi, parrebbe proprio che il mondo dello sport, ben lungi dall’esserne la “parte più sana”, da dovunque lo guardi fa sempre la figura del fratello scemo della Società Civile (che – sia detto – ultimamente è decisamente fuori forma)…

Ma insomma, Josefa si è dimessa, Miccoli ha chiesto scusa e si è persa un’occasione.

Su Miccoli, infine, c’era anche un’altra questione, più specifica. Io non so quale sia la situazione precisa laggiù, ma si legge da tutte le parti della contiguità fra “curve” (e più in generale di calcio deteriore) e criminalità organizzata e non vedo cosa ci sia da stupirsi se il capitano del Palermo (non dell’Helsinki, del Palermo) viene intercettato in macchina con un mafioso a dire una cosa del genere. Anche questa poteva essere una buona occasione per parlarne, ma evidentemente il Paese non è ancora pronto.

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2 commenti su “Fabrizio, Josefa e le occasioni perse”

  1. Concordo su tutta la linea ma vorrei riportare quanto ha detto ieri Mentana commendando la cosa. Quel che ha detto Miccoli è esecrabile e su questo non si discute ma quel che ha detto non è un reato e le intercettazioni che non riguardano esplicitamente reati non andrebbero mai rese pubbliche…della serie di cazzate ne diciamo tutti e se non sono reato restano esclusivamente fatti privati.

    1. Mentana me l’ero perso. E sono molto d’accordo.
      Aggiungerei pure che, scooppismo a parte, probabilmente è stata resa pubblica perché “si sa che i calciatori sono un esempio per i nostri ragazzi”

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